L’attesa per PS5 è stata forse troppo lunga, ma è quasi finita – Speciale

Una volta chiuso il discorso sulle specifiche domani, toccherà finalmente a design, prezzo e giochi

Speciale
A cura di Paolo Sirio - 17 Marzo 2020 - 14:51

Microsoft sta gestendo la presentazione di Xbox Series X all’incirca come Nintendo gestisce i giochi di prossima uscita per Switch: un flusso ridotto al minimo indispensabile ma costante, con alcuni picchi che lasciano il segno. Mi auspico una strategia simile per la lineup Xbox della prossima generazione, in un quadro che ha sofferto una grave anemia più percepita che davvero reale nell’era One, e il ribaltamento della comunicazione anticipato da Phil Spencer in tempi non sospetti lascia ben sperare.

Se c’è un lato della fu console war che sorride a trentadue denti, però, ce n’è un altro che vive con una certa apprensione il lungo percorso d’avvicinamento alla next-gen; è quello della community PlayStation, che si ritrova a dover lavorare di fantasia e pura speculazione per rispondere ai silenzi di una compagnia, Sony, abituata ad avere un profilo pubblico piuttosto aggressivo sia con PS4 che soprattutto nell’era Kutaragi, dove ogni console era un avvenimento e la promessa di un futuro migliore.

Siamo stati inondati, nei giorni di Xbox Series X, da commenti da parte dei lettori nostri e di altri portali internazionali riguardo alla diretta concorrente; la domanda predominante è stata più o meno: «ma quando toccherà a PS5?». Qualcosa di abbastanza inusuale, se ci pensate: il discorso portato avanti da Microsoft sta avendo non soltanto l’effetto di gettare nuova luce sulla prossima Xbox ma anche, e chissà che magari non ci stia un bel “soprattutto” qui, quello di rimarcare le lacune o presunte tali nell’approccio scelto dai rivali giapponesi.

sony ps5 playstation 5

Proprio oggi tutti coloro che potrebbero essere stati in pena in questo momento così delicato della storia moderna è arrivata una rassicurazione: domani 18 marzo, ore 17:00, il system architect Mark Cerny discuterà delle specifiche complete, per la prima volta, di PlayStation 5 in un corposo post su PlayStation Blog. Una rassicurazione più che altro del fatto che, all’altro capo del mondo, ci sono dirigenze che sanno bene cosa fare nel momento in cui ci sia un nuovo prodotto da lanciare, e quel saper bene si traduce in una calendarizzazione seria e puntuale di una roadmap in cui ogni punto equivale all’annuncio di un dato particolare.

Le conferenze piene di informazioni spesso confuse non esistono più ed è bene rendersene conto, che si sia fan di Microsoft o di Sony, ed è tale considerazione che ha portato entrambi i player a lavorare con portali rinomati e propri siti ufficiali per svelare di tanto in tanto qualche dettaglio più o meno importante che si sarebbe perso nel mare magnum di un media briefing inteso in senso stretto.

Certo, l’annata è quella che è, il COVID-19 rappresenta una mina vagante di non poco conto e prima ancora la rottura tra Sony ed ESA – con la conseguente assenza all’E3 2020 – aveva anch’essa rappresentato un punto di rottura notevole a confronto con l’avvicinamento a PS4, ma pensare che in questo momento si stiano sudando sette camicie in PlayStation nel tentativo di capire un po’ alla rinfusa come rispondere a Xbox è una fantasia alquanto fuori dalla realtà.

L’attesa per PS5 è stata forse troppo lunga, ma è quasi finita – Speciale

Un avvicinamento irrituale alla next-gen

Nel mezzo di queste valutazioni è interessante dare uno sguardo appena alle nostre spalle per capire come Sony sia arrivata ad uno stato inaspettato di mutismo prima di annunciare che toglierà il velo alla sua piattaforma next-gen, finalmente, domani. Il silenzio surreale intorno a PlayStation 5 ha vissuto diverse tappe e aspettative disattese, e da questo punto di vista è certamente comprensibile che all’hype per la consapevolezza dell’esistenza di una console next-gen di Sony sia seguita una certa preoccupazione.

Attualmente, sappiamo di PS5 grazie a quattro articoli: due pubblicati su Wired e due su PlayStation Blog. Si è discusso, in questi articoli, di materiale tecnico che ha dato l’idea di quale sarà l’obiettivo prestazionale della nuova piattaforma e di come il gigante di Tokyo abbia intenzione di continuare a lavorare nel solco della macchina (quasi) dei record della generazione corrente: focus sui first-party story-driven e su una piattaforma affidabile da una prospettiva hardware per la quale sia facile sviluppare. A seguire, il surreale unveail del logo al CES di Las Vegas in gennaio, che altro non ha fatto che portare nuovi interrogativi in merito allo stato dei lavori.

I giocatori hanno assistito con una certa sorpresa a questo tipo di strategia comunicativa – che ha anticipato a tutti gli effetti quella di Microsoft, in quel momento ancora ferma al teaser di Project Scarlett all’E3 2019 sulla falsariga di Project Scorpio per Xbox One X – ma si sono fidati nell’ottica di attendere poi un evento che avrebbe formalmente aperto la corsa alla next-gen; un evento in stile PlayStation Meeting del 2013, preceduto da un teaser sui social, al quale fare riferimento per tutti i particolari del caso su una piattaforma di nuova generazione.

the last of us part ii

A febbraio si è consumata la “tragedia” videoludica: nonostante i tanti rumor e il fatto che persino membri della scena dello sviluppo come David Jaffe avessero dato per scontato questa circostanza, aggiungendosi alla delusione per il rinvio di The Last of Us Part II (del quale un ulteriore slittamento causa COVID-19 complicherebbe non poco i piani per la presentazione e il lancio di PS5) dalla finestra originale al 29 maggio, il PlayStation Meeting non si è tenuto e tale vuoto non è stato colmato in alcun modo né in quel mese, né come abbiamo visto nelle settimane successive.

L’irrituale avvicinamento alla generazione di PlayStation 5 ha portato in dote un’altra rottura eccellente: Sony ha fatto sapere (2o anno di fila) che non avrebbe tenuto una conferenza all’E3 di giugno – edizione poi cancellata per il nuovo coronavirus – e questo ha significato il crollo della seconda certezza che ci eravamo costruiti relativamente alla presentazione della console; ossia, PlayStation Meeting a febbraio e reveal completo all’E3 2020.

Un crollo che forse era nell’aria, per via dei rapporti già tesi con l’ESA riguardo all’organizzazione molto limitata nell’approccio ai fan (biglietti costosissimi e numeri assai ridotto a confronto con le altre fiere internazionali), ma che avevamo provato ad esorcizzare nella considerazione che in un anno tanto importante neppure tali divergenze avrebbero potuto portare via PlayStation dall’E3, il cuore pulsante della sfera mediatica del gaming.

In un contesto del genere, tornano utili le rassicurazioni sia della dirigenza giapponese – che ha parlato di tempistiche simili a quelle di PlayStation 4 per la nuova console, sempre prevista ufficialmente per le vacanze natalizie del 2020, nonostante ci sia chi soffia sul vento del rinvio a causa della pandemia che ci ritroviamo a vivere –, sia di Hermen Hulst, responsabile di SIE Worldwide Studios, che nei giorni scorsi ha spiegato che i team a sua disposizione stanno già lavorando «super duramente» a titoli next-gen.

L’attesa per PS5 è stata forse troppo lunga, ma è quasi finita – Speciale

CPU, GPU, retrocompatibilità, e formato: cosa aspettarci dal reveal

La presentazione cui verremo sottoposti domani, viene riferito a denti stretti da PlayStation Japan in un tweet poi cancellato, è nient’altro che la sessione per gli sviluppatori in programma per la GDC 2020 (esclusivamente in Inglese), il primo grande evento occidentale cancellato a causa del COVID-19. Quindi, come anticipato dal fatto che questa spiegazione proverrà dall’iper tecnico Mark Cerny nonché nella stessa data della Game Developers Conference, il focus saranno le specifiche della macchina.

Possiamo aspettarci di fatto un evento digitale firmato PlayStation similmente a quanto previsto oggi per Xbox: qualcosa che sviscererà nel dettaglio le caratteristiche tecnologiche della console e vuoterà il sacco circa i nodi ancora da sciogliere tra quanto già rivelato ad oggi. Parliamo della velocità di clock della CPU e il tanto agognato numerino di teraflop che verrà sprigionato dalla GPU (sfonderà il numero dei 12 di Xbox Series X?), ma anche del funzionamento della retrocompatibilità, confermata per PS5 ma non ancora dettagliata a livello di console old-gen compatibili e peculiarità come il possibile potenziamento dei titoli più datati.

Difficilmente questo reveal è però in procinto di verificarsi come risposta a Xbox: in quanto programmato in origine proprio per la GDC, è evidente come Sony avesse già in mente di fornire tali particolari in pubblico, ad uso e consumo dei fan a dire il vero più che per gli sviluppatori, gran parte dei quali è già al lavoro da tempo – come appunto ribadito da Hermen Hulst almeno a proposito degli studi first-party – sull’erede di PS4.

L’attesa per PS5 è stata forse troppo lunga, ma è quasi finita – Speciale

Microsoft può essere stata brava ad anticipare il più possibile la presentazione dei dettagli tecnici di Xbox Series X, ma in previsione del fatto che la concorrenza avrebbe fatto lo stesso nelle date pianificate fin da subito per la GDC 2020; la fantasia di un piano A e un piano B da approvare a seconda che si avessero specifiche inferiori o superiori rispetto al competitor è soltanto quello, una fantasia evidentemente, per quanto muoversi con tempistiche rapide e aggressive sia un segno di fiducia da non sottovalutare mai.

Un altro aspetto da chiarire è come si verificherà tale reveal: PlayStation, dai suoi account internazionali, usa il verbo «watch» che fa pensare ad un lungo video integrale o giù di lì esattamente come se si trattasse di una presentazione per gli sviluppatori all’evento di San Francisco, mentre da PlayStation Italia il verbo utilizzato è “seguire”, come si può seguire un – più probabile – lungo post su PlayStation Blog coadiuvato da video esplicativi nella scia di quanto fatto da Microsoft per i tempi di caricamento e il multitasking.

Il fatto che il tweet di PlayStation Japan con tutti (troppi?) i particolari riguardanti la provenienza di questo materiale la dice lunga sul fatto che, a ben vedere, si tratterà di una natura ibrida per questa nuova presentazione e non soltanto un taglio verticale fatto sulla conferenza per la GDC ora in favore “soltanto” del pubblico generalista; e, per finalità di chiarezza di fronte al proprio pubblico, sarebbe senza dubbio la scelta migliore.

L’attesa per PS5 è stata forse troppo lunga, ma è quasi finita – Speciale

Naturalmente, ora che la next-gen è diventata quasi lo standard – e in tal senso, lo ripetiamo, è stata brava Microsoft ad anticipare sul tempo Sony, come a “normalizzare” certe caratteristiche e attutire lo stupore che, dopo The Game Awards, gli annunci di una nuova PlayStation avrebbero potuto sortire – la casa giapponese ha il dovere di presentare anche quelle feature che renderanno speciale PS5: Jim Ryan, boss di SIE, aveva ammiccato recentemente a proposito delle personalizzazioni della console di cui non abbiamo ancora sentito parlare, e lo studio di Metro aveva fatto lo stesso, spiegando di essere eccitato non tanto per quello che abbiamo visto quanto per ciò che non è stato ad ora svelato.

E poi cosa succederà? Forse è un po’ presto per dirlo, in una situazione in continua evoluzione come avrete intuito, però – ora che le alternative ad alta esposizione mediatica sono estremamente ridotte – è possibile immaginare che il piano per PlayStation 5 sia stato in sostanza sempre questo. Un avvicinamento atipico che avrebbe portato (e magari porterà) ad un PlayStation Meeting tenuto in serbo per settembre, quando la lineup di PS4 avrà esaurito la sua mirabolante corsa, le limitazioni per gli eventi pubblici legate al nuovo coronavirus saranno, si spera, rientrate, e chiuso il discorso tecnico si potrà pensare alle cose che conteranno davvero – il design, la lineup di lancio e il prezzo.

Ci siamo, finalmente: presto scopriremo le specifiche integrali di PS5. Non sarà un reveal in pompa magna nello stile di un PlayStation Meeting o di un E3, ma almeno il materiale cui daremo uno sguardo domani ci permetterà di chiudere il discorso tecnico e aprire, com’è stato per Xbox nei giorni scorsi, una nuova era comunicativa per le console next-gen, in cui si parli dei dettagli che contano davvero al di là della potenza bruta. Il percorso è stato molto dilatato, non c’è dubbio, e spesso accidentato; è anche vero, tuttavia, che presto vedremo dove porterà.




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