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Se il 2022 ci ha insegnato qualcosa, è che nel 2023 non vedremo davvero tutti quei giochi

La lista dei giochi in uscita nel 2023 è così affollata che sembra un sogno, ma dicevamo lo stesso anche per il 2022 più o meno un anno fa.

C’erano diversi videogiochi attesi per il 2021 che, per un motivo o per un altro, avevano deciso di rinviare la loro uscita al 2022. Uno di quelli più in vista è stato probabilmente Horizon: Forbidden West, che ha animato il primo quarto dell’anno.

Siamo entrati nel 2022, insomma, con la consapevolezza che sarebbe stato un anno di forte ripartenza, dopo che il mercato videoludico è stato costretto a fare i conti con una logistica da reinventare, durante la pandemia. Effettivamente lo è stato: nel primo quarto abbiamo visto arrivare giochi come il già citato ritorno di Aloy, ma anche Elden RingGran Turismo 7Dying Light 2Triangle Strategy (lo trovate su Amazon). In pratica, nel giro di poche settimane l’industria ha sparato molte delle sue munizioni.

Andando via via avanti nei mesi, però, le uscite dei nomi capaci di attirare in modo più convinto l’attenzione si sono diradate. L’anno ha cominciato a farsi irregolare, più di quanto accaduto in passato, sbilanciandosi proverbialmente verso il primo quarto e l’autunno.

C’è un motivo, ovviamente: il primo quarto dell’anno solare è per molte aziende (in particolare i publisher giapponesi) l’ultimo quarto dell’anno fiscale ed è, quindi, quello che porta i numeri di chiusura del bilancio annuale.

L’autunno è invece, più semplicemente, il momento in cui ci si avvicina alle grandi spese – pensiamo al Natale e al Black Friday. Tutti i maggiori publisher vogliono avere qualche prodotto da mettere in vetrina, quando sanno che il consumatore è particolarmente ben disposto davanti all’idea di spendere i soldi.

In mezzo alla creazione evidente di questi due poli (date un’occhiata al calendario delle release del 2022, per capirci) c’è stata una costante che ha reso l’appuntamento con le uscite un campo minato piuttosto imprevedibile: i continui rinvii.

Ancora più che nel 2021, quest’anno abbiamo assistito a tantissimi rinvii di giochi al 2023 per vari e validi motivi. E questo fa sì che, guardando alla lista di quello che dovrebbe uscire nel 2023, risulti difficile immaginare che non accada lo stesso anche l’anno prossimo.

Cosa giocheremo nel 2023?

Per rendersi conto che il panorama dei tripla A è particolarmente affollato nel 2023, almeno in linea teorica, basta guardare ai nomi. Se dovessimo fare una lista dei giochi di maggior rilievo in arrivo il prossimo anno, colpisce notare come una buonissima parte fossero in realtà previsti per il 2022 e siano andati a slittare.

Provando a fare una lista ideale dei nomi di maggior peso mediatico, per il 2023 troveremmo:

  • Forspoken (rinviato dal 2022)
  • Dead Space Remake (rinviato dal 2022)
  • Hogwarts Legacy (rinviato dal 2022)
  • Resident Evil 4 Remake
  • Forza Motorsport
  • Suicide Squad (rinviato dal 2022)
  • The Legend of Zelda: Breath of the Wild sequel (rinviato dal 2022)
  • Wo Long: Fallen Dynasty
  • Starfield (rinviato dal 2022)
  • Redfall (rinviato dal 2022)
  • Alan Wake 2
  • Marvel’s Spider-Man 2
  • Star Wars Jedi: Survivor
  • Avatar: Frontiers of Pandora (rinviato dal 2022)
  • Street Fighter 6
  • Pragmata (rinviato dal 2022)
  • Il probabile nuovo Assassin’s Creed (rinviato dal 2022 secondo Bloomberg)
  • Final Fantasy XVI

Anche solo dal colpo d’occhio, è interessante notare come la lista sia particolarmente ricca di nomi che in realtà dovevano debuttare già quest’anno, secondo la tabella di marcia originale.

Questo, senza nemmeno scomodare produzioni un po’ meno da prima linea, come Marvel’s Midnight SunsTchia. In pratica, insomma, una buona parte dei grandi nomi del 2023 è in realtà costituita da quelli che erano idealmente i grandi nomi del 2022.

Non è una novità: tra le chicche vissute quest’anno, Horizon: Forbidden West era un gioco atteso per il 2021 (era il gioco del terzo/quarto quarto solare nella strategia di Sony), così come lo era God of War: Ragnarok, così come lo era Dying Light 2, così come lo era Gran Turismo 7, così come lo era Rainbow Six: Extraction – per citare a memoria alcuni dei nomi più in vista.

E, se questo periodo dell’industria ci ha insegnato qualcosa, è che probabilmente il processo si ripeterà anche nel 2023 in favore del 2024.

Chi non ha tempo si prenda tempo

È lecito aspettarsi uno svolgimento simile nel 2023 per svariati motivi. Il primo, quello di più semplice lettura, è che nessuno vuole lanciare i giochi di fretta, ancora di più dopo il caso di Cyberpunk 2077 e la sua lacunosa versione per console di vecchia generazione.

L’industria vive un momento in cui anche i publisher e idealmente gli investitori si rendono conto che è meglio spostare l’uscita al quarto successivo e avere un prodotto che faccia bene alla propria immagine, che darsi la zappa sui piedi per iniziare a inserire delle entrate nelle tabella di costi del progetto.

Ci sono ovviamente delle eccezioni: basti pensare quest’anno a Babylon’s Fall che, al di là delle incertezze strutturali che lo rendevano mediocre a prescindere, era stato anche lanciato con il palese intento di farlo rientrare nell’anno fiscale, qualsiasi fosse il suo stato.

Babylon's Fall è uscito a marzo per rientrare palesemente nell'anno fiscale, non per il suo bene

Oltretutto, con finalmente una maggior consapevolezza sui ritmi di lavoro degli sviluppatori, le finestre di lancio sono più liquide che in passato, perché si sta cercando di arginare la pratica del crunch. Avere creativi e tecnici che dormono sotto la scrivania per rispettare la consegna non renderà davvero il gioco più bello alla consegna, farà solo male alla loro salute. E anche a quella della produzione.

Il fatto che l’industria sia più attenta al concetto che un gioco rinviato può diventare bello, un gioco brutto rimane brutto va a braccetto con un’altra realtà: abbiamo vissuto due anni di riorganizzazione a causa della pandemia. Molte software house sono passate a un modello in smart working e tornate a uno in presenza, altre hanno scelto un approccio ibrido.

Questo significa che i processi e le dinamiche di lavoro di squadra a cui erano abituate sono passate sotto un processo di reinvenzione. E anche questo, ovviamente, rende i tempi stimati per la consegna di un progetto molto diversi che in passato. Ma, anche qui, se favorisce la salute del team di sviluppo – anche solo egoisticamente, sappiate che sviluppatori che vivono e stanno meglio creano giochi migliori e finalmente lo stanno capendo anche ai piani alti – ben venga dilatare i tempi di stima per la consegna di un videogioco.

Atteso per il 2022, Pragmata arriverà nel 2023 e non sappiamo nient'altro sul gioco

Ad un primo fattore (non affrettare le uscite e non costringere al crunch) e a un secondo (riorganizzarsi nella pandemia) se ne somma anche un terzo da non sottovalutare: i videogiochi sono sempre più grandi, anche da un punto di vista tecnico.

Mettere insieme un’opera come Horizon: Forbidden WestElden Ring, per rimanere tra i giganti del 2022, richiede un enorme lavoro di un team corposo. Metterne alla prova la qualità richiede uno sforzo monstre del team QA. I giochi richiedono un lavoro importante da qualsiasi lato li si guardi e per fare bene un lavoro importante serve… tempo.

Questo porta a porsi una domanda legittima: se serve tempo, perché annunciare finestre di lancio irrealistiche? Anche qui, le risposte sono molteplici: probabilmente, quelle finestre non sono sempre irrealistiche quando vengono presentate e vengono aggiornate quando si palesano difficoltà rispetto ai ritmi di lavoro calcolati.

E, spesso, anche annunciare una finestra di lancio ampia e vaghissima (pensiamo a Pragmata, di cui non sappiamo niente se non quando doveva uscire e quando uscirebbe) è a suo modo una dichiarazione di intenti, da far accogliere sia ai consumatori che agli investitori.

In conclusione

In definitiva, allora, è molto interessante notare come una buona parte degli appuntamenti importanti del 2023 sia costituita dagli appuntamenti importanti che erano del 2022.

Dal momento che tutte le dinamiche che abbiamo analizzato non andranno da nessuna parte da qui a breve, sarebbe irrealistico aspettarsi che anche nel 2023 non accada qualcosa di simile. È plausibile che l’anno possa a sua volta sbilanciarsi come è successo in questo, ed è plausibile che alcune uscite importanti attese fin da subito per il 2023 possano invece accasarsi nel 2024.

Anche perché, e lo sappiamo, anche il fattore di prossimità con un altro AAA gioca un ruolo importante per il successo del proprio prodotto. Considerando i nomi che potrebbero popolare il prossimo anno, più di un gioco rischierebbe di uscire con come dirimpettaio un gigante che mangerebbe le attenzioni della community, facendo passare in sordina gli altri: pensate a Horizon: Forbidden West e Dying Light 2 a ridosso di Elden Ring, di nuovo.

E dato che l’industria tiene molto alle vendite del day-one, sarà un altro aspetto da non sottovalutare quando il calendario del 2023 entrerà nel vivo e vedremo le uscite provare a distribuirsi lungo i suoi mesi.