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I migliori Assassin’s Creed | La classifica

Dal peggiore al migliore, ecco la lista dei capitoli della saga di Assassin's Creed più importanti di sempre.

Con la saga di Assassin’s Creed Ubisoft è riuscita a dare a un franchise così redditizio da sovrascrivere in un colpo solo altre celebri serie del publisher d’oltralpe finite nel dimenticatoio (Rayman su tutte, per non parlare di Splinter Cell). Curioso infatti come il primo capitolo, uscito nel 2007, avrebbe dovuto chiamarsi Prince of Persia: Assassin, un gioco in cui il giocatore avrebbe vestito i panni della guardia del corpo del figlio del re e non quelli dell’ormai celebre principe.

A fronte di un’idea forse fin troppo ardita, Ubisoft decise di cambiare le carte in tavola, mettendo da parte questo bizzarro spin-off della serie Prince of Persia trasformandolo allo stesso tempo in qualcosa di nuovo e decisamente più fresco. Era nata la Confraternita degli Assassini, una saga destinata a raggiungere il suo apice commerciale con il recente Assassin’s Creed Valhalla.

Abbiamo quindi deciso di stilare la classifica dei capitoli di Assassin’s Creed più importanti di sempre, dal peggiore al migliore, seguendo lo stile usato su queste stesse pagine con la serie di GTA e con quella di Final Fantasy, per non parlare della classifica dei Resident Evil, quella dei Tomb Raider, quella dei Metal Gear Solid e, nelle ultime settimane, quella dedicata ai Fallout e ai titoli open world.

Aspettiamo come di consueto la vostra classifica personale nei commenti in fondo all’articolo!

Valhalla non è solo ambientazione norrena.

6) Assassin’s Creed III

Sequel diretto di Assassin’s Creed: Revelations, il gioco è uscito nel 2012 avendo il delicato compito di portare la serie verso nuove direzioni, trattandosi del terzo episodio ufficiale del franchise. La trama vede Desmond risvegliarsi dal coma nell’Animus dopo aver ricevuto, da Giove, istruzioni su come prevenire un cataclisma senza precedenti, previsto per il 21 dicembre 2012 (vi ricorda forse qualcosa?). Questa volta, il giovane viene reinserito nell’Animus per rivivere i ricordi di due suoi antenati inglesi, Haytham Kenway (vissuto nel XVIII secolo tra l’Inghilterra e il Nord America) e suo Connor Kenway.

Con Assassin’s Creed III Ubisoft ha dato linfa vitale a a un formula che iniziava a mostrare il peso degli anni, mettendo sul piatto un titolo sandbox pieno di cose da fare e da vedere (complice anche un periodo storico ben ricreato e a tratti ben più che intrigante). Pur non rappresentando la grande, vera evoluzione della saga (che avvenne solo diversi anni dopo, con l’arrivo di Origins e Odyssey), l’avventura dei Kenway è decisamente godibile, sebbene alcuni problemi cronici della serie non abbiano permesso ad Assassin’s Creed III di rimanere impresso nei secoli a venire.


5) Assassin’s Creed Brotherhood

Uscito nel 2010, Assassin’s Creed Brotherhood rappresenta di fatto il secondo capitolo della trilogia incentrata sulla vita di Ezio Auditore, ponendosi però come una grande modalità multigiocatore al cui interno ci è permesso di impersonare agenti dell’Abstergo (o meglio, i Templari) intenti ad allenarsi con le potenzialità dell’Animus. Nella città di Roma di fine 1400, il protagonista è chiamato a guidare la Confraternita degli Assassini per uccidere Cesare Borgia, dopo aver messo fine alle gesta del Gran Maestro dell’Ordine Templare Rodrigo Borgia.

La Città Eterna è quindi lo scenario principale delle avventure che il giocatore sarà chiamato a vivere nell’avventura sviluppata da Ubisoft Montreal, una mappa in grado di tratteggiare gran parte dei luoghi iconici della capitale noti in tutto il mondo, partendo dal meraviglioso Colosseo, passando per San Pietro e proseguendo con Castel Sant’Angelo, Porta Nomentana e il Palazzo Senatorio.

Assassin’s Creed Brotherhood eredita purtroppo alcuni difetti endemici del franchise, tra cui una IA dei nemici spesso tendente verso il basso e un tasso di sfida non sempre all’altezza delle aspettative. Fortunatamente, le ormai ben oliate sezioni platform/parkour e la bellezza di uno scenario storico in grado di farci vivere in prima persona i tocchi di classe e le sfumature architettoniche dell’immortale Roma antica, permettono al titolo della casa d’Oltralpe di non finire nel dimenticatoio, bensì di essere ricordato come uno dei capitoli più sperimentali della saga.

Per la gloria di Roma.

4) Assassin’s Creed Origins/Odyssey

In questo caso, abbiamo deciso di assegnare una posizione “doppia” nella classifica in veste del tutto eccezionale, essendo i due titoli così simili tra loro – sia qualitativamente che contenutisticamente – che era pressoché impossibile propendere per uno o per l’altro. Dal canto suo, Assassin’s Creed Origins, uscito nel 2017, è infatti il primo passo verso una rivoluzione della serie ancora oggi in corso, essendo il gioco impostato di fatto come un RPG open world piuttosto che come una tradizionale avventura sandobox infarcita di combattimenti all’arma bianca e sezioni parkour, in grado di offrire al giocatore la possibilità di potenziare armi e aumentare di livello.

Origins (come suggerisce il nome) ha luogo nell I secolo a.C., in Egitto, prima che fosse fondata la fratellanza degli Assassini: Bayek di Siwa non è infatti un assassino alla stregua di Altaïr o Ezio, bensì un medjay, un guerriero la cui causa è votata al servizio della gente indifesa. Dopo la morte di suo figlio per mano di alcuni uomini dal volto coperto, Bayek e sua moglie Aya giurano vendetta e partono per una missione che cambierà le loro vite per sempre. Anche Assassin’s Creed Odyssey, uscito nel 2018, ripercorre a suo modo le radici della serie, raccontando di come Layla Hassan (ex dipendente della Abstergo e alleata della Confraternita) è chiamata a cambiare a suo modo il corso della storia.

Dopo aver rinvenuto la lancia appartenuta al re di Sparta Leonida, protagonista della battaglia delle Termopili, Layla (con l’aiuto di Victoria Bibeau) decidono di rivivere le gesta di due fratelli vissuti nel V secolo a.C., Alexios e Kassandra. Anche nel caso di Odyssey, l’avventura proposta è davvero enorme, ampliando l’esperienza della serie Ubisoft grazie all’aggiunta di elementi tipici da gioco di ruolo (come le relazioni fra i personaggi e le loro scelte). Tanto quanto Origins con la saga di Bayek, anche l’avventura nella Grecia antica mette sul piatto una lore ricca di personaggi e missioni, accompagnate da sezioni di gioco in mare, battaglie su larga scala e molto altro ancora (frutto di un ottimo lavoro messo in piedi dai ragazzi di Ubisoft Quebec). Insomma, l’accoppiata Assassin’s Creed Origins/Odyssey è molto più di un semplice tentativo di raccontare le origini di una saga secolare.

Il deserto e l'assassino.

3) Assassin’s Creed Valhalla

Con Assassin’s Creed Valhalla, la serie entra nella sua maturità artistica, ludica e concettuale: uscito nel 2020, il gioco è infatti riuscito a consolidare le meccaniche RPG inaugurate da Origins e Odyssey, imponendosi come il terzo ufficiale del cosiddetto “nuovo corso” della saga prodotta e sviluppata da Ubisoft. La storia vede nuovamente Layla Hassan, questa volta nel New England, per indagare sul ritrovamento dei resti di un guerriero vichingo del IX secolo, un periodo di fatto precedente alla presenza norrena in America. La donna decide presto di rivivere attraverso l’Animus le memorie del guerriero vichingo Eivor, membro del Clan del Corvo (con il nome di Morso-di-lupo) che, una volta raggiunta l’età adulta, decide di dare la caccia a re Kjotve per vendicare la morte dei suoi genitori avvenuta il saccheggio del suo villaggio.

Assassin’s Creed Valhalla, come vi abbiamo spiegato nella nostra recensione che trovate sulle pagine di SpazioGames, è un gioco che traghetta storia e tematiche di fondo verso nuovi orizzonti, pur risultando talvolta un po’ troppo stantio per quanto riguarda le meccaniche di gioco (incapaci forse di avvicinarsi alla perfezione di altri open world realizzati sulla falsariga, come ad esempio The Witcher 3 Wild Hunt, tanto per citare il più celebre e osannato degli ultimi anni, sia su console che su PC).

Vero anche che l’aggiunta di un gran numero di contenuti extra ed espansioni, da L’Ira dei Druidi al più recente L’Assedio di Parigi, servono anche e soprattutto a varcare i confini dell’Inghilterra e delle regole dei popoli scandinavi, spiegando come le genti vichinghe furono in grado di viaggiare in tutta l’Europa conosciuta, saccheggiando e portando la loro cultura negli angoli più remoti e affascinanti del Vecchio Continente. Assassin’s Creed Valhalla è quindi di fatto uno dei capitoli più ricchi e in evoluzione dell’intero franchise.

 


2) Assassin’s Creed

Il capitolo che ha dato via al mito, l’avventura da cui tutto è iniziato. Il primo Assassin’s Creed, uscito nell’ormai lontanissimo 2007, ha dato vita a un vero e proprio filone di successo: erede di quel Prince of Persia messo poi in panchina proprio a fronte del successo commerciale della saga dedicata agli Assassini, l’avventura originale di Altaïr è un gioco ancora oggi molto affascinante, specie per quanto riguarda le meccaniche di gioco (nonostante siano decisamente più rigide rispetto a quanto visto nei capitoli più recenti della serie, da Origins in poi).

Il fascino del primo Assassin's Creed non ha eguali.

La trama è sicuramente nota anche a chi ha solamente sfiorato il franchise Ubisoft: il giovane Desmond Miles viene rapito dagli scienziati della compagnia nota come Abstergo e portato all’interno dei suoi laboratori. L’uomo è il primo a riuscire a entrare nell’Animus, un macchinario super tecnologico ideato per far rivivere a Desmond le gesta di un suo lontano antenato, Altaïr Ibn-La’Ahad, membro della Setta degli Assassini vissuto durante la Terza Crociata in Terra Santa. Da lì avrà inizio un’avventura in cui l’eroe incappucciato (armato con l’Antica Spada Siriana) sarà chiamato a mettere fine al dominio dei templari.

Pur avendo la saga di Assassin’s Creed compiuto dei balzi in avanti davvero importanti – per non dire epocali – nel corso degli anni, lo stile classico delle ambientazioni e delle meccaniche ludiche (maggiormente focalizzate sull’uccisione sistematica di obiettivi specifici, e con prepotenti elementi stealth a fare da contorno) rendono l’odissea di Desmond e Altaïr un piccolo, grande classico immortale. Senza contare che il gioco ha impresso nella pietra feature come l’Occhio dell’Aquila e il Salto della Fede (ossia la capacità del protagonista di lanciarsi da una struttura molto alta per poi atterrare su un materiale che ammortizzi la caduta, come il fieno), in grado di caratterizzare la serie per le generazioni a venire.

Riuscite a vedere Altaïr?

1) Assassin’s Creed II

Con Assassin’s Creed II, Ubisoft ha compiuto una mossa sicuramente molto coraggiosa, che fortunatamente ha ripagato nei modi e nei tempi sperati. Uscito nel 2009, il gioco è di fatto il primo capitolo della cosiddetta trilogia dedicata a Ezio Auditore da Firenze, uno dei protagonisti più amati (forse, il più amato di sempre) tra quelli appartenenti alla Confraternita degli Assassini, un antieroe diametralmente opposto al più letale e taciturno Altaïr, ma altrettanto abile nel prendere parte a una missione che avrebbe cambiato la sua vita e quella della sua famiglia per sempre.

La storia del sequel di Assassin’s Creed ci spiega che i Templari non sono l’unica minaccia per l’umanità e che la chiave per svelare il mistero è legata a doppio filo a un giovane nobile fiorentino. Grazie all’osmosi, Desmond riesce ad acquisire le abilità di Ezio, rivivendo così le sue gesta nell’Italia rinascimentale. Le imprese del più coraggioso degli Auditore nella città di Firenze nella seconda metà del XV secolo sono senza ombra di dubbio rimaste impresse nei cuori di tutti i fan della saga, grazie anche a una varietà realmente sorprendente (specie per l’epoca) e a tutta una serie di missioni in grado di rendere la Toscana il nostro piccolo parco giochi.

Assassin’s Creed II corregge gran parte delle imperfezioni e degli “spigoli” del predecessore ambientato in Terra Santa, dai combattimenti all’arma bianca all’elemento parkour (ora molto più snello e variegato), trasformando così Firenze – ma anche Monteriggioni, San Gimignano, Forlì e Venezia – nel più accurato e sorprendente scenario italiano a memoria di videogiocatore.

Certo, con gli anni gran parte delle meccaniche del titolo sviluppato da Ubisoft Montréal sono invecchiate e non poco, specie mettendo a confronto il gioco coi capitoli più recenti. Tuttavia, ignorare l’importanza storica e ambientale dell’avventura di Ezio Auditore vorrebbe dire negare l’esistenza di uno degli episodi più rappresentativi dell’intero franchise di Assassin’s Creed (se non il più iconico in assoluto).

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