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I migliori e peggiori Fallout | La classifica

Dal peggiore al migliore, ecco la lista dei capitoli del franchise di Fallout più importanti di sempre.

Era il 1997 quando Interplay sviluppò e pubblicò su PC un gioco di ruolo destinato a fare la storia: stiamo parlando ovviamente del primo Fallout. Il titolo immergeva il giocatore negli Stati Uniti d’America (più in particolare, in California), dilaniati da una guerra atomica che ha stravolto per sempre le fondamenta della società così come la conosciamo.

La battaglia tra Cina e USA per mettere le mani sugli ultimi e preziosissimi giacimenti di petrolio e uranio ha infatti portato l’umanità vicina all’estinzione, tanto da costringere i sopravvissuti a nascondersi in rifugi antiatomici chiamati Vault. I meno fortunati, ossia coloro che hanno deciso contro la loro volontà di rimanere all’esterno, sono andati incontro a raccapriccianti mutazioni genetiche (tanto che la morte, in una situazione del genere, è quasi un sollievo).

Dopo un sequel sviluppato da Black Isle Studios e pubblicato ancora una volta da Interplay nel 1998, la serie di Fallout è rimasta silente per un decennio intero, prima di venire resuscitata da Bethesda Game Studios con l’ormai storico Fallout 3, uscito inizialmente su Xbox 360, PlayStation 3 e PC. E se la serie ha vissuto una vera e propria seconda giovinezza (che ha poi portato allo sviluppo di un quarto capitolo e di uno spin-off interamente votato al gioco online, ovvero Fallout 76), su SpazioGames abbiamo deciso di pubblicare la classifica dei capitoli più importanti del franchise, dal peggiore al migliore, in maniera assolutamente identica a quanto visto settimane fa con la serie di GTA e con quella di Final Fantasy, senza dimenticare l’epopea di Resident Evil, la saga di Tomb Raider, la serie di Metal Gear Solid e, infine, quella dedicata ai Call of Duty.

Aspettiamo ovviamente anche la vostra classifica personale nei commenti in fondo all’articolo!

Il colpo d'occhio di Fallout 76 non è affatto male.

6) Fallout 76

L’idea di un Fallout interamente pensato come un titolo multiplayer online era sulla carta davvero molto allettante. Purtroppo, però, Fallout 76 ha dimostrato che non sempre una buona idea riesce a tradursi in un videogioco in grado di lasciare il segno: uscito nel 2018 e sviluppato da Bethesda Game Studios, il gioco è di fatto uno spin-off della serie regolare, ambientato prima degli eventi narrati nel primo Fallout uscito nell’97.

Al momento del lancio, Fallout 76 è stato vittima di problemi tecnici davvero molto gravi, inclusi crash improvvisi, bug, glitch, cali di frame e più in generale un’instabilità dei server su tutte le piattaforme, tanto da costringere Bethesda a pubblicare in tempi brevi una sontuosa patch (di dimensioni superiori a quelle del gioco stesso) in grado di migliorare l’infrastruttura del gioco. Col passare dei mesi – e delle espansioni, inclusa Alba d’AcciaioFallout 76 è riuscito a riguadagnare l’interesse della community, sebbene manchi sempre e comunque lo stile e il fascino dei capitoli appartenenti alla serie principale.


5) Fallout

Il primo e indimenticabile Fallout ha posto le basi per tutti i giochi ad ambientazione post-apocalittica: ambientato nell’anno 2161, il gioco vedrà il protagonista impegnato a risolvere una crisi idrica che ha coinvolto il Vault 13, il rifugio per i sopravvissuti alla catastrofe nucleare. Il giocatore sarà quindi chiamato ad affrontare il mondo esterno e tutte le sue insidie, la cosiddetta Zona Contaminata al cui interno si nascondono gli unici pezzi di ricambio in grado di salvare il Vault.

Lontano anni luce dall’impianto tridimensionale di Fallout 3 e 4, il primo capitolo del franchise è un classico gioco di ruolo con visuale isometrica, pieno zeppo di dialoghi a scelta multipla e diversi modi per risolvere le varie missioni. Oltre a tanti NPC con cui interagire, inclusi i compagni, il primo Fallout vede anche la presenza del Karma, ossia il sistema (ripreso anche nei vari capitoli successivi) che riflette le scelte di gioco positive o negative prese dal giocatore, in grado di incidere sulla nostra reputazione all’interno della Zona Contaminata.

Per gli standard odierni il titolo targato Interplay è sicuramente datato e fin troppo rétro, tanto da non essere assolutamente in grado di reggere il paragone con gli episodi più moderni sviluppati di Bethesda. Resta in ogni caso la consapevolezza di avere a che fare con una vera e propria pietra miliare del genere, in grado di tracciare un solco per tutti i capitoli di Fallout che sarebbero stati sviluppati nel corso degli anni.

Nonostante l'età, Fallout ha classe da vendere.

4) Fallout Shelter

Quello che è stato concepito per essere “solo” uno spin-off destinato alle piattaforme mobile, si è rivelato essere invece una piccola, grande sorpresa. Fallout Shelter è un free-to-play sviluppato da Bethesda Game Studios, uscito nel 2015 per i dispositivi iOS e successivamente anche su sistemi Android, PS4, Xbox One, PC e Switch. In maniera del tutto simile rispetto agli episodi della serie principale, Shelter è ambientato nell’universo di Fallout, in uno dei vari Vault dispersi nella Zona Contaminata. Il giocatore veste i panni del soprintendente incaricato dalla Vault-Tec di gestire il bunker grazie a un sofisticato sistema di raccolta delle risorse.

Saremo quindi chiamati a monitorare la presenza di acqua, cibo, stimpak, radaway ed energia per far sì che la vita degli abitanti del Vault scorra “serena e felice”. Trattandosi per l’appunto di un titolo gestionale, il giocatore sarà chiamato a scegliere con molta attenzione le numerose stanze dove collocare le risorse, visto che per ogni abitante sarà richiesto un determinato fabbisogno di acqua o cibo da soddisfare, oltre ad altre statistiche da controllare quotidianamente.

Sarà anche possibile mandare in esplorazione alcuni abitanti del Vault nella nella Zona Contaminata, in modo che possano recuperare oggetti, armi ed altri elementi utili alla loro sopravvivenza. Pur non avendo l’epica dei capitoli principali, Fallout Shelter è un gioco dalle meccaniche semplici ma mai banali, capaci di offrire una longevità davvero molto alta anche e soprattutto nei confronti dei novizi del franchise.

Non chiamatelo casual game.

3) Fallout 4

Uscito nel 2015 per PlayStation 4, PC e Xbox One, Fallout 4 aveva il delicato compito di bissare il successo dei due precedenti capitoli del franchise, evolvendo in un certo qual modo le meccaniche da gioco di ruolo divenute ormai un marchio di fabbrica. Ambientato in una Boston post-apocalittica nell’anno 2287, ossia ben 210 anni dopo la guerra nucleare che ha messo in ginocchio la razza umana, il protagonista è chiamato a lasciare il bunker sotterraneo noto come Vault 111.

Fallout 4 abbraccia quella che è a tutti gli effetti come una versione alternativa degli anni ’40 e ’50 del “nostro” XX secolo, con tutti i riferimenti estetici e politici del caso. In maniera del tutto simile a Fallout 3 e Fallout: New Vegas, il protagonista è chiamato a risolvere tutta una serie di missioni nel vasto mondo aperto messo in piedi da Bethesda, con la possibilità di giocare sia in prima sia in terza persona.

Forse, una delle più grandi differenze con i precedenti episodi (che ha fatto storcere il naso ai puristi) è che l’intera esperienza è maggiormente improntata sull’azione piuttosto che sulle meccaniche da gioco di ruolo, specie per la gestione del sistema di combattimento e l’evoluzione del personaggio, incluso il fatto che il mondo di gioco è sicuramente più “vuoto” e spoglio rispetto al terzo Fallout. Nota a parte per la presenza del cane Dogmeat, interpretato dal compianto pastore tedesco River, scomparso alcune settimane fa.


2) Fallout 3

Nel 2008, dopo averne acquisito i diritti, Bethesda decise di realizzare il terzo capitolo della saga di Fallout, offrendo così ai possessori di PS3, Xbox 360 e PC quello che è considerato quasi all’unanimità come uno degli episodi più importanti del franchise. Ambientato nel 2277, Fallout 3 è infatti la migliore rappresentazione possibile di un futuro post-atomico, dove l’umanità ha deciso di mettere fine alla società così come la conosciamo grazie a una devastante guerra nucleare scatenata nel 2077.

Partendo dalle basi poste con The Elder Scrolls IV Oblivion, il mondo di gioco di Fallout 3 è, da subito, liberamente esplorabile, con il giocatore che ha la totale libertà di scegliere come e in che modo proseguire la sua avventura. Dal momento in cui raggiungeremo Megaton, il primo avamposto messo in piedi dall’uomo, lo scenario post-atomico che ci si apre dinanzi mette in mostra le infinite possibilità di un open world ai tempi sicuramente unico nel suo genere (del resto, parliamo di un gioco di ben tredici anni fa).

Fallout 3 è un fondamentale del franchise.

Anche a livello puramente estetico Fallout 3 fa di tutto per farsi piacere: città abbandonate, palazzi sventrati dalle atomiche, strade e cavalcavia solcati da venti radioattivi, in grado di mostrare una Washington D.C. ben lontana dallo splendore a cui siamo abituati (inclusa, ovviamente, quella che un tempo era la Casa Bianca). La componente ruolistica, poi, è assolutamente bilanciata e mai proibitiva, anche se i meno abituati a questo genere potrebbero trovarsi spiazzati da una certa complessità iniziale (oltre al fatto che una palese ripetitività delle missioni potrebbe annoiare sulla lunga distanza anche i più smaliziati). Ciò non toglie che una volta entrati nella Zona Contaminata, sarà davvero molto difficile riuscire a staccarsi da Fallout 3.

Benvenuti a New Vegas.

1) Fallout New Vegas

A fronte del successo di Fallout 3, nel 2010 Bethesda decise di dare alla luce un nuovo capitolo, sviluppato questa volta dai talentuosi Obsidian Entertainment, ai tempi divenuti celebri per aver realizzato il sequel di Star Wars: Knights of the Old Republic al posto di BioWare (e ora al lavoro sul promettente gioco di ruolo Avowed). Uscito su PlayStation 3, Xbox 360 e PC, Fallout New Vegas è di fatto uno spin-off della serie regolare, collocandosi cronologicamente tra gli eventi raccontati nel terzo e nel quarto capitolo del franchise.

 

La trama ci immerge nei dintorni della città di Las Vegas – ora ribattezzata New Vegas – dopo lo scoppio della terribile guerra nucleare tra Stati Uniti e Cina che ha portato la razza umana sull’orlo dell’estinzione. A differenza del passato, il protagonista non sarà un semplice umano deciso ad abbandonare il Vault, bensì un corriere incaricato di trasportare un misterioso chip attraverso la Strip della città del peccato, ossia la lunghissima strada una volta illuminata dai coloratissimi neon e fiancheggiata da casinò e hotel di lusso. Durante la consegna, faremo la conoscenza di un gruppo di sopravvissuti alquanto bizzarri, alcuni dei quali legati a doppio filo agli incarichi che saremo chiamati a portare a termine.

Se il sistema di gioco di Fallout New Vegas era di base piuttosto simile a quello visto in Fallout 3, alcune novità sostanziali rendono il titolo Obsidian molto più di un semplice spin-off. La novità più importante è senza dubbio la possibilità di allearsi alle due fazioni in lotta (ossia la Nuova Repubblica Californiana e la Legione di Cesare), incluse altre bande e confraternite con cui il giocatore sarà chiamato a intrattenere vari rapporti di collaborazione (tutto cambierà in base alle nostre azioni sul campo).

Tra le montagne della Sierra e il deserto del Mojave, tra la California e il Nevada, incontreremo personaggi carismatici e loschi figuri, in grado di tratteggiare un contesto ancora più credibile e “vivo” (nonché anche decisamente più folle) rispetto a quanto visto in Fallout 3. Insomma, nonostante il gameplay invariato e alcuni difetti tecnici ereditati dal passato (incluse animazioni poco fluide e vari problemi di v-sync), Fallout New Vegas è e resta la più vivisione del mondo post-atomico messo in piedi da Bethesda.

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