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I migliori Tomb Raider aspettando il ritorno di Lara Croft | La classifica

Dal peggiore al migliore, ecco la lista dei capitoli del franchise di Tomb Raider più importanti di sempre.

Ci sono alcuni personaggi in grado di cambiare non solo il videogioco dalle fondamenta, ma anche di apparire agli occhi del pubblico come vere e proprie icone pop. Lara Croft è sicuramente tra questi, sin dal debutto nel primo capitolo di Tomb Raider, uscito nell’ormai lontano 1996 su PlayStation, Saturn e PC (per poi essere convertito su una moltitudine di piattaforme nel corso delle varie generazioni).

Ora, in occasione dei primi 25 anni dalla creazione della serie, Crystal Dynamics e Square Enix hanno rivelato che sono ufficialmente iniziati i lavori su un nuovo capitolo del franchise di Tomb Raider, il quale prenderà il via dopo la trilogia “reboot” della giovane Lara conclusa con Shadow of the Tomb Raider. L’anniversario sarà in ogni caso celebrato nel corso di tutto il 2021 con alcune sorprese, tanto che Netflix ha già confermato che tra i suoi progetti in lavorazione c’è anche una serie animata dedicata proprio a Lara Croft.

In attesa di saperne di più, abbiamo deciso ora di proporvi una classifica dei capitoli più importanti della serie di Tomb Raider, come del resto vi abbiamo già offerto relativamente alla saga di Final Fantasy e quella di Resident Evil.

Dal canto nostro, vi aspettiamo anche nei commenti in fondo all’articolo, per un feedback sulla vostra classifica personale.

Lara Croft sulla cover di Shadow of the Tomb Raider.

8) Tomb Raider Chronicles

Tomb Raider: Chronicles – La leggenda di Lara Croft è di fatto il quinto episodio della serie, sviluppato ancora una volta dai veterano di Core Design al soldo di Eidos Interactive. Uscito il 17 novembre 2000 in Europa per PlayStation, Dreamcast e PC, si tratta sicuramente del capitolo più debole tra quelli facenti parte della saga a 32-bit dedicata a Lara Croft.

L’idea alla base della storia principale non era poi così male: dopo la “morte” dell’archeologa vista alla fine in Tomb Raider: The Last Revelation, familiari e amici della povera eroina si riuniscono a Villa Croft per celebrare la scomparsa di Lara, ricordando alcune delle più importanti avventure da lei vissute anni prima. Peccato solo che le varie missioni affrontare dalla nostra protagonista (incluso un livello ambientato interamente nella città di Roma), siano solo l’ombra sbiadita di ciò che fu, proponendo un level design svogliato e più in generale delle meccaniche di gioco che ormai soffrivano – e molto – il peso degli anni. Non un titolo brutto nel senso stretto del termine, bensì semplicemente vecchio dentro.

7) Tomb Raider: The Angel of Darkness

Sesto capitolo ufficiale della saga, nonché il primo a essere pubblicato sull’allora popolarissima PlayStation 2, Tomb Raider: The Angel of Darkness rappresenta il classico esempio di “vorrei ma non posso”. La storia segue le vicende di un’agguerrita Lara Croft inseguita dalla polizia attraverso l’Europa, accusata dell’omicidio del suo vecchio mentore Werner Von Croy.

Fondandosi sulle basi classiche del franchise, ad eccezione di un secondo personaggio giocabile (Kurtis Trent), The Angel of Darkness tentava di variare l’offerta grazie a una struttura dei livelli più aperta, alcune timide fasi stealth e la possibilità di “aumentare di livello” guadagnando maggiore forza e abilità. Purtroppo, tutti questi elementi furono implementati in maniera blanda e mediocre, specie per via della costrizione di Eidos di fare uscire il gioco sugli scaffali in tempo per la release stabilita (cosa questa che ha costretto Core Design a far uscire il titolo palesemente incompleto). Un vero peccato.

Lara, colpevole o innocente?

6) Tomb Raider Legend

Primo, vero tentativo di rilanciare una saga che aveva sicuramente perso lo smalto di un tempo, Tomb Raider Legend tentò infatti di riabilitare Lara agli occhi del pubblico, non senza qualche difficoltà. Uscito nel 2009 su PS2 e Xbox (e successivamente anche sulle piattaforme next-gen dell’epoca), il ritorno di miss Croft era un tentativo neanche troppo velato di riportare il franchise ai fasti originali, riuscendoci solo a metà (cosa che fecero anche i due sequel, Tomb Raider Anniversary e Tomb Raider: Underworld).

Una Lara Croft dall’aspetto più giovane e dinamico andava di pari passo a una chiara rilettura delle origini (e del carattere) della protagonista, mentre vedevamo quest’ultima impegnata nella ricerca dei frammenti della mitica Excalibur viaggiando tra Perù, Tokyo, Nepal e altre parti del globo. Un’avventura, quella di Legend, veloce e senza particolari guizzi creativi, incentrata in primis sull’immediatezza e sull’alternanza di fasi shooter ad altre prettamente platform. Divertente, ma da dimenticare in fretta una volta raggiunti i titoli di coda.

5) Rise of the Tomb Raider

Come quasi ogni secondo capitolo di una trilogia, anche Rise of the Tomb Raider si sobbarcò l’infausto compito di smussare gli angoli del primo episodio uscito solo pochi anni prima. Sviluppato nel 2015 da Crystal Dynamics, la seconda avventura della “nuova” Lara è un’impresa da vivere tutta d’un fiato, incapace però di portare una ventata di aria fresca in un genere ai tempi dominato ancora dalla saga di Uncharted.

Ambientato un anno dopo gli eventi raccontati nel primo episodio, il gioco vede la giovane Croft portare ancora le cicatrici dell’esperienza vissuta nell’isola di Yamatai. Ossessionata dalla verità, Lara decide di recarsi in Siria, alla ricerca della Tomba del Profeta immortale di Costantinopoli, fondatore della città scomparsa di Kitež. Una volta sul posto, l’eroina dovrà affrontare anche la pericolosa Trinità, un antico ordine di cavalieri ora divenuto un’implacabile forza paramilitare. Rise of the Tomb Raider, al netto delle sue qualità ludiche ed estetiche, è quindi “solo” un buon capitolo di transizione.

Un tempio, tanti misteri.

4) Tomb Raider (2013)

Dopo anni di assenza, nel 2013 Lara Croft è “risorta” nell’ormai celebre riavvio della saga ad opera di Crystal Dynamics, al soldo di Square Enix. Chiamato semplicemente Tomb Raider, il capitolo uscito inizialmente su PS3, Xbox 360 e PC rappresentò di fatto una vera rilettura della serie originale, a partire dalle fattezze della protagonista: Lara Croft non appariva più come l’archeologa tutta d’un pezzo e armata fino ai denti, bensì come una ragazza giovane e fragile alla mercé degli eventi.

La trama vede l’inesperta Lara imbarcarsi in una spedizione archeologica sulla nave Endurance, capeggiata dal capitano Conrad Roth, alla ricerca del regno perduto noto come Yamatai, guidato dalla Regina del Sole, Himiko. Dopo un tremendo naufragio, Lara è chiamata a sopravvivere su un’isola misteriosa vicina al Giappone, custode di segreti terribili e impronunciabili. Il gioco Crystal Dynamics, ereditando in toto le meccaniche action adventure snelle e dinamiche inaugurate dalla saga di Uncharted, è quindi un prodotto affascinante (e importante) per una moltitudine di ragioni.

3) Tomb Raider II

Tornando indietro nel tempo, più precisamente al lontano 1997, la medaglia di bronzo della nostra classifica va a Tomb Raider II, secondo capitolo della serie classica sviluppato da Core Design e pubblicato da Eidos Interactive. Espandendo i punti di forza del predecessore – e offrendo di fatto alcuni tra i più intricati livelli di gioco che i fan della saga ricordino – la seconda avventura della Lara Croft originale è un vero e proprio tuffo nel passato.

La missione dell’archeologa la vede questa volta sulle tracce del Pugnale di Xian, un antico artefatto in grado di trasformare in drago chiunque abbia il coraggio di conficcarselo nel cuore. Immergendoci in varie zone del globo – inclusa la nostra splendida città di Venezia – il gameplay di Tomb Raider II non si discostava molto da quello del predecessore, nonostante una vena “sparacchina” decisamente più accentuata.

'Adoro Venezia'.

2) Tomb Raider

Semplicemente, un titolo seminale: il primo Tomb Raider, uscito nel 1996 su PSOne, SEGA Saturn e PC, rappresenta una rivoluzione epocale nel panorama degli adventure, essendo di fatto il primo, vero titolo del genere sviluppato in tre dimensioni, con la telecamera inquadrata alle spalle della protagonista ingaggiata da Larson – un mercenario sul libro paga della ricca donna d’affari Jacqueline Natla – per recuperare il misterioso manufatto chiamato Scion.

L’incipit à la Indiana Jones, incluso il carisma di un personaggio principale destinato a diventare un’icona senza tempo (l’originale Lara Croft, ideata da Toby Gard) ha permesso al titolo di Core Design di entrare letteralmente nell’Olimpo dei videogiochi più importanti di tutti i tempi. E scusate se è poco.

La 'vera' Lara Croft.

1) Tomb Raider: The Last Revelation

Quarto capitolo della serie classica, Tomb Raider: The Last Revelation – uscito nel 1999 su PSOne, PC e Dreamcast – è la summa di tutte le qualità accumulate nel corso degli anni. Ambientata nelle misteriose terre d’Egitto, tra piramidi e templi ricchi di insidie e pericoli, la cosiddetta “ultima rivelazione” di Lara Croft è un gioco straordinario sotto ogni punto di vista, incluso un comparto scenografico ai tempi quasi inarrivabile.

L'Egitto e i suoi misteri.

Dopo un primo flashback (giocabile) che ci mostrava una giovane Lara Croft impegnata – insieme al suo mentore Werner Von Croy – a recuperare un antico manufatto chiamato Iride, l’eroina ormai adulta decide di partire alla volta dell’Egitto, alla ricerca del misterioso Amuleto di Horus. Un level design incredibile, un sistema di controllo ormai rodato e un colpo di scena finale ancora in grado di riecheggiare nei decenni, resero The Last Revelation il più bel Tomb Raider di tutti i tempi. Oggi come ieri.

Se volete seguire Lara Croft nel suo più recente videogioco, non perdete Shadow of the Tomb Raider proposto a questo prezzo davvero notevole.