La riscossa del made in Italy | Gli articoli della settimana

Scopriamo gli articoli della settimana, compresi i nostri a tu per tu con Daymare: 1998 e Dry Drowning

SPAZIOWEEKLY
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 6 Luglio 2019 - 15:05

Torna immancabile il nostro appuntamento con SpazioWeekly, la nostra rubrica del fine settimana che ripercorre gli articoli imperdibili dei giorni scorsi. Oggi, mettiamo un highlight su alcune produzioni italiane sulle quali abbiamo potuto mettere le mani, delle quale vi abbiamo parlato negli articoli dedicati. Non mancano, però, le recensioni, tra cui alcune particolarmente attese.

Investigare in Dry Drowning

Il nostro Marino Puntorieri ha avuto modo di svelarci da vicino tutti i dettagli di Dry Drowning, il progetto indie italiano di Studio V che, con l’appoggio del programma ID@Xbox di Microsoft, vuole porci nei panni del detective Mordred Foley, che nella (distopica) città nordeuropea di Nove Polemos, nel 2066, è chiamato a confrontarsi con una nuova indagine e con un doloroso passato che sembra tormentarlo.

L’intrigo raccontato dal gioco si promette affascinante e ricercato, tra personaggi corrotti e dalla dubbia moralità e tematiche sensibili ed estremamente attuali. Il sistema di gioco si muove su costanti ramificazioni delle vicende, incarnate dalle scelte messe nelle mani del giocatore.

La nostra impressione su questa graphic novel dal retrogusto noir e dalle meccaniche da branched storytelling sono sicuramente positive.

Red Faction: Guerrilla Re-mars-tered su Switch

Il nostro Pasquale Fusco ha invece messo le mani sull’uscita per Nintendo Switch di Red Faction: Guerrilla Re-mars-tered, che è sbarcato sulla console di casa Nintendo proponendoci un ritorno su Marte apprezzabilmente curato.

Non c’è niente che faccia gridare al miracolo, il mondo di gioco è anzi abbastanza scarno e l’ottimizzazione non eccelle, ma nel complesso i contenuti abbondano e la meccanica di distruzione che è alla base dell’anima del gioco riesce a divertire, a prescindere dagli anni trascorsi dall’uscita originale.

Il ritorno dei Samurai in Samurai Showdown

Il collega Marcello Paolillo è invece quello che ha sviscerato per voi il ritorno di Samurai Showdown che, lo diciamo subito, non propone quello che ci si aspetterebbe da un classico picchiaduro. La direzione artistica e la parte tanto voluta dall’occhio sono molto apprezzabili, anche e i contenuti non abbondano e le opzioni altrettanto.

Rimane il fatto che il combat system sia raffinato, godibile, estremamente preciso e punto di grande valore del gioco – anche se, di tanto in tanto, vi renderete conto voi stessi che si tratta di una produzione non basata su un budget astronomico. Il responso della nostra recensione, valutati tutti i pro e i contro del gioco, è comunque molto positivo.

Un mare di solitudine e desolazione

La video recensione di Sea of Solitude è invece passata per le mani del nostro Domenico Musicò, che si è immerso a piene mani in questa nuova produzione firmata dal catalogo EA Originals – lo stesso programma che ha già dato i natali a opere come UnravelA Way Out.

Nel parlarci di depressione e bullismo, il videogioco della teutonica Jo-Mei Games si avvicina a tematiche importanti, interessanti, sfaccettate – forse troppo, dal momento che in alcuni casi si ha la sensazione che alcuni argomenti siano trattati in modo quasi sbrigativo. Ciò nonostante, a livello di narrazione, di simbolismo, di significati e di impatto, il gioco fa un ottimo lavoro per farsi ricordare.

Non si comporta allo stesso modo il comparto tecnico, colpevole di alcuni peccati che sicuramente noterete. Il risultato, finale, comunque, è un videogioco che sa parlare al giocatore – il che è esattamente lo scopo primario che Sea of Solitude si era imposto. Se ad interessarvi, nonostante qualche tratto superficiale, è soprattutto la narrazione, è il gioco che fa per voi.

Pokémon Go, ma con Harry Potter

Francesco Corica ha firmato per voi la nostra recensione di Harry Potter: Wizards Unite, che in un universo parallelo (e con meno fantasia, bisogna ammetterlo), si sarebbe potuto chiamare più o meno Harry Potter Go. La nuova opera di Niantic propone la stessa idea di realtà aumentata e geolocalizzazione che hanno fatto la fortuna di Pokémon Go, trasponendole però nello sterminato universo narrativo di J. K. Rowling.

Il risultato è quello di un videogioco ricco di contenuti, che migliora alcune delle dinamiche del fratello maggiore in salsa Pokémon, ma che abbonda di alcuni schemi un po’ ripetitivi e non riesce ad essere immediato quanto il suo precursore. Bisognerà vedere, inoltre, come resisterà alla prova del tempo il fatto che chi non abita in luoghi particolarmente popolosi risulti sicuramente al cospetto di un gioco “svuotato” rispetto a chi si trova magari in una grande città.

Harry Potter Wizards Unite

L’horror made in Italy degli anni ’90: la nostra prova di Daymare: 1998

Il nostro maestro dell’horror Domenico Musicò ha deciso di spolpare per voi l’ultima build pre-uscita di Daymare: 1998, il videogioco degli italiani Invader Studios che strizza dichiaramente l’occhio agli horror dei bei tempi andati, come Resident Evil 2, riproponendone meccaniche, atmosfere e filosofia.

Questa rispolverata della vecchia scuola dell’horror risulta effettivamente apprezzabile, gioco alla mano: gli enigmi e i puzzle da superare non vi prendono troppo per mano e vi stuzzicano, l’abbondanza di personaggi giocabili aiuta a incuriosire e lasciar giocare e rigiocare. Tra i difetti, abbiamo appuntato il timore che si abbondi troppo con questa vena derivativa, oltre al fatto che ci siano ancora dei problemi tecnici da risolvere – compresi quelli alle hitbox, sicuramente prioritari.

daymare 1998 10

Gli appuntamenti videoludici di luglio

Infine, il nostro Luca Bianchi ha realizzato il consueto video delle uscite videoludiche di luglio 2019. Se non sapete quale data cerchiare nel vostro calendario o, peggio ancora, se non avete idea di quanti soldi potrebbero volare dal portafogli alla vostra libreria di videogiochi, il suo speciale potrà aiutarvi a farvi un’idea più precisa. E, eventualmente, a mettere in salvo contante e carte di credito.

Settimana in cui c’è stato tanto da recensire e tanto di cui parlare, nonostante luglio sia, proverbialmente (e complice il piatto 4 luglio con la festività statunitense) un mese di calma estrema per l’universo videoludico. Siamo felici della giovinezza con slancio creativo che l’industria videoludica italiana sta vivendo e speriamo che quanto visto in questi giorni sia solo il primo capitolo di un settore lavorativo che ha tanto da offrire – sia a chi cerca una carriera nella produzione di questo medium, sia a chi la alimenta con le sue spese da consumatore.

SpazioGames vi augura buon fine settimana!




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