Red Faction: Guerrilla Re-Mars-tered, la Recensione per Nintendo Switch

"Is there life on Switch?"

Recensione
A cura di Pasquale Fusco - 1 Luglio 2019 - 17:00

L’edizione Re-Mars-tered di Red Faction: Guerrilla approderà tra poche ore su Nintendo Switch, con un anno di ritardo rispetto alla sua controparte casalinga (PS4, Xbox One e PC), ma giusto in tempo per celebrare il decimo anniversario del mai troppo lodato titolo di Volition. Abbiamo colto tale occasione per vestire nuovamente i panni di Alec Mason e calpestare il suolo del Pianeta Rosso, o meglio, di quella sua versione fittizia un tantino più popolata e ostile.

Anno 2126: Ritorno su Marte

Ritorno su Marte con Red Faction Guerrilla

Sono passati 51 anni dagli eventi di Red Faction, capitolo che ci ha raccontato del primo sbarco su Marte e della sua colonizzazione; nel mirino dell’uomo ci sono i minerali del pianeta a noi vicino e tutte quelle risorse ormai esaurite sulla Terra. Non è un caso, dunque, se la storia di Guerrilla vede protagonista un ingegnere minerario, l’Alec Mason di cui sopra, appena atterrato nella regione di Tharsis su invito del fratello Dan. Ciò che Alec non sa ancora è che la proposta di lavoro che avrebbe svoltato la sua vita si rivelerà essere un disperato tentativo di reclutamento: la Red Faction ha bisogno di lui.

Il gruppo di resistenza di cui fa parte Dan rappresenta l’ultima speranza per i coloni di Marte, soggiogati da quella stessa EDF che solo qualche anno prima aveva aiutato i ‘buoni’ ad avere la meglio sui ‘cattivi’ della ULTOR Corporation. Ironia della sorte, la Earth Defence Federation è ora la nuova ULTOR e i militari non hanno intenzione di assistere ad ulteriori rivolte: è per questo motivo che Dan Mason viene eliminato, proprio davanti agli occhi dell’ingenuo Alec. Mason Jr., tuttavia, è un tipo vendicativo e non lascerà che la EDF la passi liscia! Il nostro eroe si unirà al gruppo di guerriglieri, e il martello che avrebbe utilizzato per scolpire la sua carriera marziana si macchierà del sangue dei tiranni.

È questo l’incipit che ci porterà a sviscerare la storia di Red Faction: Guerrilla, una narrazione che non riserverà grosse sorprese né momenti particolarmente memorabili, ma che sarà comunque in grado di intrattenerci per almeno una decina di ore con missioni intense e, talvolta, variegate. Questa longevità potrà essere estesa dedicandosi all’esplorazione della regione di Tharsis e dei sei settori che la compongono: ciascuno di essi dovrà essere liberato dal controllo della EDF, supportando gli alleati della Red Faction e, dunque, portando a termine le (ripetitive) attività secondarie distribuite nel mondo di gioco. Trattandosi di un free roaming con tutti i crismi, Alec potrà viaggiare liberamente a piedi o utilizzare i diversi veicoli disponibili – che siano comunissimi camion, tank militari o imponenti mech – e, se un ostacolo oserà rallentarci, potremo sempre fare affidamento sul nostro martello da lavoro.

Ti spiezzo in due (e più parti)!

Ciò che al tempo aveva permesso a Red Faction: Guerrilla di acquisire una discreta notorietà tra i giocatori è senza dubbio il suo elevato livello di distruttibilità ambientale, impressionante anche a 10 anni di distanza, anche su Nintendo Switch. Il motore GeoMod 2.0 ci offre l’irripetibile occasione di scatenare tutta la rabbia vendicativa di Alec Mason, abbattendo muri, demolendo intere strutture e annientando tutto ciò che potrebbe intralciarci. Nei piani di Volition, in ogni caso, il fattore ‘distruzione’ non assume solo un fine prettamente ludico, ma soprattutto una funzione strategica.

Utilizzando il famigerato martello o le cariche esplosive, Mason potrà danneggiare le strutture portanti degli edifici affinché questi crollino rapidamente, in maniera tanto realistica quanto spettacolare. Potremo sfruttare tale fenomeno per sorprendere i soldati della EDF presenti nelle vicinanze e sconfiggerli senza dover sprecare altri proiettili, sempre preziosi vista la crescente difficoltà dell’avventura. Tornando all’obiettivo principale, invece, sarà imperativo distruggere le basi e gli impianti costruiti dalla Federazione per ridurre la loro influenza nei vari settori; troveremo persino alcune sfide che ci costringeranno ad utilizzare un arsenale limitato e a scovare i punti deboli di una struttura entro un tempo limite.

Tutti i nostri sforzi verranno ricompensati in Materiali, la valuta principale del gioco, ottenibili anche dalle macerie o dai 300 depositi disseminati sul suolo marziano. Tali risorse ci permetteranno di potenziare le numerose armi sbloccabili, bocche da fuoco ed esplosivi che, progredendo nell’avventura, verranno affiancati dagli Zaini; parliamo degli stessi power-up che potevano essere raccolti esclusivamente nelle arene multiplayer, ma che debuttano nella campagna della versione Re-Mars-tered per conferirci abilità inedite, come la capacità di spiccare il volo grazie ad un autentico jetpack. Insomma, si tratta di un graditissimo bonus che non potrà che aggiungere un ulteriore pizzico di follia al già esaltante gameplay di questo capitolo.

Per quanto concerne l’appena citato comparto multigiocatore, questo torna con le sue originali playlist online – 8 modalità distribuite in altrettante mappe, per un limite di 16 giocatori – e con la modalità locale Squadra Demolizioni, che ci permette di condividere i Joy-Con di Switch con altri tre giocatori che tenteranno di superare i nostri record di demolizione. Fatta eccezione per il godibile PvP locale, non abbiamo potuto (ri)sperimentare le modalità competitive online a causa dell’assenza di altri giocatori nelle lobby; effettueremo altri tentativi quando il gioco approderà ufficialmente nei negozi.

Viaggiare su Marte con Switch

Giungiamo ora alla parte più importante della nostra analisi e, dunque, alla risposta del quesito fondamentale: come gira Red Faction: Guerrilla su Nintendo Switch?

Dal punto di vista qualitativo, l’ultima riedizione forgiata dal team di KAIKO Games (Darksiders: Warmastered Edition) non eguaglia il precedente lavoro svolto per PS4, Xbox One e PC, eppure sarebbe errato arrendersi e pensare ad una semplicissima operazione di porting. Nonostante il peso degli anni, l’action di Volition riesce a preservare un gradevole colpo d’occhio anche sul meno potente hardware ibrido, complice la presenza di due diverse modalità di visualizzazione: Qualità Elevata e Prestazioni Elevate; se nella prima la rielaborazione delle texture e la presenza di nuove fonti luminose appariranno più evidenti, nella seconda il focus si sposterà su una più stabile fluidità di gioco. Alla fine, la nostra scelta è ricaduta su Prestazioni Elevate: abbiamo rinunciato ad un livello di dettaglio leggermente inferiore per assicurarci i 30 fotogrammi al secondo; l’opzione Qualità Elevata si era dimostrata una vera condanna, in particolare in modalità Docked, dove il framerate ci aveva accolti con cali a dir poco drammatici.

Durante la nostra prova abbiamo speso diversi minuti a smanettare con le impostazioni dei comandi, rivelatisi non propriamente ergonomici. Mirare e sparare, cambiare arma, nascondersi dietro un riparo: azioni basilari come queste saranno tutt’altro che semplici da eseguire nell’immediato, non prima di aver messo le mani su una maggiore sensibilità della visuale o su una diversa mappatura dei tasti. Una possibile soluzione, comunque, è rappresentata dal sistema di controllo basato sul giroscopio, un piccolo extra riservato per gli utenti Switch che semplificherà visibilmente le (talvolta) difficoltose fasi di shooting.

Ottima la resa degli effetti sonori e della soundtrack, nella quale compaiono brani che rischierete di fischiettare anche dopo aver spento la console. Applausi anche per il doppiaggio italiano, lo stesso che avevamo già potuto apprezzare nell’edizione pubblicata nel 2009.

+ Distruzione = spettacolo, anche dopo 10 anni
+ Tanti contenuti per il multigiocatore
- Un'ottimizzazione che funziona a metà
- Attività secondarie ripetitive
- Un mondo di gioco piuttosto scarno

7.4

Red Faction: Guerrilla torna ad allietarci – e a far sfogare la nostra rabbia repressa – anche su Nintendo Switch, dove trasporta un’enorme quantità di contenuti sia sul fronte del singleplayer che su quello del multiplayer, corposo come non mai. Sono stati inclusi, però, anche gli storici difetti di un free roaming imperfetto, macchiato da quella ripetitività che contraddistingueva buona parte delle attività in-game e da una scarnezza ambientale che lo tiene ancora lontano dai ben più ricchi open-world odierni. In ogni caso, nonostante i nuovi problemi legati ad un’ottimizzazione non eccelsa, questa Re-Mars-tered è riuscita a centrare l’obiettivo più importante: ci ha fatto divertire da matti.




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