Samurai Shodown Recensione | l’urlo di SNK terrorizza anche l’occidente

I lottatori all'arma bianca di SNK sono tornati.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 3 Luglio 2019 - 8:01

Erano i primi degli anni ’90 e il popolo di videogiocatori da sala era in piena febbre da Street Fighter II. Nel mentre, vi era una casa di sviluppo giapponese che rincorreva la sua ‘rivale’ storica Capcom con vari picchiaduro concorrenti atti a sottrarre lo scettro di miglior beat ’em up arcade degli anni ’90: l’allora popolarissima SNK. Tra The King of Fighters, Art of Fighting, Fatal Fury e The Last Blade, l’alternativa a Ryu, Ken e soci di sicuro non mancava. Vi era poi un picchiaduro 2D decisamente più particolare, uscito nel 1993, ricordato come il primo vero beat ’em up all’arma bianca, ambientato nel glorioso Giappone feudale. Stiamo parlando di Samurai Shodown (noto con il nome di Samurai Spirits in oriente).

Samurai Shodown April Screenshot 4

Dal Giappone con furore.

La saga, tra console NEO GEO, conversioni di vario tipo e sale giochi, si è ritagliata con gli anni una considerevole fetta di appassionati, sino a tramontare nel 2008 con il discutibile Samurai Shodown: Edge of Destiny (uscito anche su Xbox 360). Dopo oltre 11 anni di silenzio, SNK ha deciso ora di risfoderare la katana, proponendo un capitolo della serie che più che un sequel diretto è una vera e propria ripartenza per la saga.

Chiariamo subito una cosa: il sistema di combattimento di Samurai Shodown non è quello che vi aspettereste di trovare da un classico picchiaduro alla Mortal Kombat 11. Le combo sono spesso piuttosto risicate e decisamente brevi, visto che l’obiettivo primario di uno scontro sarà spesso e volentieri quello di fare breccia attraverso la guardia avversaria. Un singolo fendente può cambiare le sorti di uno scontro (oltre a ridurre in modo drastico la barra della salute), cosa questa che costringer il giocatore a non perdere mai la concentrazione su ciò che accade a schermo. Perché se uno Street Fighter o un The King of Fighters (tanto per rimanere in casa SNK) fanno leva sull’esecuzione ripetuta e costante di mezze lune e combo mentre l’avversario è ‘in volo’, Samurai Shodown vi terrà coi piedi ben incollati per terra.

Samurai Shodown April Screenshot 1

I nostri personaggi dispongono di attacchi legati a quattro tasti differenti, tre per i colpi inferti con la spada e uno (meno utile ma in grado di farci uscire da situazioni problematiche) per i calci. La possibilità di eseguire le consuete mosse speciali e affondi ‘in corsa’, rendono il combat system sensibilmente più variegato, inclusa la presenza della cosiddetta Barra della Rabbia, che una volta riempita permetterà non solo di eseguire mosse speciali piuttosto risolutive ma anche e soprattutto di disarmare il nostro avversario (che a quel punto sarà costretto a tentare di recuperare l’arma caduta sul suolo). Ruolo da protagonista l’ha anche e soprattutto la parata, da eseguire nel momento esatto in cui un attacco nemico tenterà di andare a segno. Grazie a una perfetta esecuzione della stessa, scongiureremo non solo il danno, bensì potremo anche contrattaccare l’avversario scaravenando a metri di distanza. Inutile dire che prendere confidenza con le meccaniche difensive è tanto essenziale quanto la nostra bravura nell’attaccare il nemico, cosa questa che spesso e volentieri farà la differenza tra una brillante vittoria e una ben poco onorevole sconfitta.

Samurai Shodown April Screenshot 2

Samurai d’altri tempi.

Parlando della questione tecnica, l’Unreal Engine 4 di Samurai Shodwon mette in mostra un comparto grafico solido e con un look artistico che ricorda moltissimo quello del vecchio Street Fighter IV, ossia coi modelli poligonali dei lottatori riprodotti con la tecnica del cel-shading (in grado di farli apparire come fossero stati disegnati a mano, con l’ausilio di un pennello). I vari effetti speciali e i giochi di luce tra un combattimento e un altro, i fondali animati e una colonna sonora strumentale tipica della tradizione orientale, creano un pacchetto d’insieme che non mancherà di soddisfare sia il fan storico della saga che il nuovo arrivato. Certo, è palese che si tratta di un gioco realizzato con un budget limitato (purtroppo SNK non versa nella stessa, rosea situazione economica di Capcom), ma è altrettanto vero che la volontà riposta nel creare un titolo rispettoso della saga principale – anche sotto il profilo tecnico – è sotto gli occhi di tutti.

Samurai Shodown April Screenshot

Pollice in su anche per netcode relativo al gioco online in multiplayer (relativamente alla versione PS4 da noi testata): i server, piuttosto popolati, mostrano una struttura stabile senza cadute improvvise o lunghe attese. Unico malus, una certa pochezza di contenuti al lancio: un numero di lottatori a disposizione non proprio incredibile (siano fermi a 16, nonostante non manchi nessuno dei protagonisti storici della saga, come Haohmaru, Genjuro, Hanzo e Kyoshiro) e una modalità Storia non troppo appassionante va di pari passo alla consueta modalità Sopravvivenza, al Time Attack e alla possibilità di sfidare i Ghost degli altri lottatori. Certo, non mancano nuovi combattenti (tre, ossia Darli Dagger, Wu Ruxiang e Yashimaru), tuttavia è impossibile non lamentare come al day one di Samurai Shodwon SNK abbia proposto al giocatore lo stretto indispensabile (vari contenuti scaricabili sono in ogni caso attesi nelle prossime settimane grazie ai consueti DLC).

+ ottima estetica generale
+ combat system raffinato e precisissimo
+ buon netcode
- pochi contenuti e opzioni di gioco
- tradisce il suo essere una produzione a basso budget

7.9

Samurai Shodown è un omaggio alla saga SNK, un ritorno alle origini piuttosto che un capitolo nato con la volontà di stravolgere o innovare la formula di gioco. In maniera piuttosto simile a quanto accaduto anni fa con lo Street Fighter IV di Capcom, il ‘nuovo’ Samurai Shodown pesca dalla tradizione della serie, proponendo un sistema di combattimento lento ma dannatamente soddisfacente (proprio come fosse il 1993). Peccato solo per una pochezza di contenuti piuttosto fastidiosa – incluso il numero di opzioni a disposizione – a cui speriamo SNK ponga rimedio al più presto grazie al rilascio dei consueti DLC scaricabili. Per il resto, c’è ben poco altro da aggiungere: bentornato, Samurai Shodown.




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