Bla Bla Crossing, come nasce un talk show in Animal Crossing – Intervista

Su Animal Crossing, qualcuno si è sposato. Altri hanno tentato riunioni di lavoro. Altri ancora, hanno messo in piedi un talk show in piena regola: ve lo facciamo raccontare direttamente dall'autore.

SPECIALE
A cura di Valentino Cinefra - 18 Maggio 2020 - 9:30

Potevamo aspettarci che Animal Crossing: New Horizons potesse essere un gioco apprezzato dalla community di Nintendo Switch. Potevamo aspettarci anche che avrebbe dato una grande spinta alla vendita delle console. Era difficile, però, immaginare che l’ultimo titolo della serie sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno mediatico in grado di abbracciare un pubblico così esteso.

Perché New Horizons oltre ad essere un videogioco in grado di piazzare 5 milioni di copie nel solo mese di marzo (sfondando ogni record per quanto riguarda le vendite sul singolo mese), è diventato un vero e proprio argomento di discussione comune e diffuso. Ha giovato, probabilmente, il fatto che un simulatore di vita digitale uscisse in un momento in cui tutto il mondo era costretto a casa per colpa di una pandemia.

Ma le storie che sono uscite da Animal Crossing: New Horizons vanno davvero oltre ogni aspettativa. Dal delirio generale di giocatori in bordo di giuggiole – tra cui anche celebrità come Brie Larson (da sempre nota nintendara), Maisie Williams ed Elijah Wood che va in cerca dei migliori prezzi per le rape – fino agli appuntamenti che gli innamorati si sono ritrovati a fare nelle isole virtuali.

C’è chi ha provato a fare riunioni di lavoro su Animal Crossing, assembramenti e ritrovi vari, e chi ha creato delle vere e proprie sotto-economie fatte di scambi più o meno illeciti in un edulcorato strozzinaggio fatto di campanelle, tarantole, o chissà cos’altro. Talmente rilevanti sono risultate queste sub-culture che il team di sviluppo ha dovuto modificare più volte il valore dell’economia del gioco, seguendo delle dinamiche parallele a quelle dell’economia reale, come spiegato da un esaustivo speciale de Il Sole 24 Ore. Perché tra le tante cose Il Sole 24 Ore, ed altre riviste e portali di economia in tutto il mondo, hanno parlato di come funziona il commercio interno al titolo.

brie larson animal crossing

La creatività è, nella maggior parte dei casi, alla base di tutte queste storie. Come per chi ha costruito un vero e proprio talk show all’interno del gioco. Se all’estero c’è Animal Talking di Gary Whitta (game designer, sceneggiatori di Rogue One tra gli altri), in Italia è partito dallo scorso martedì Bla Bla Crossing ad opera dell’eclettica e geniale crew di Kenobisboch Productions, canale Twitch dedicato al retrogaming gestito tra gli altri da Fabio “Kenobit” Bortolotti e Andrea “Bisboch” Babich.

Nella prima puntata, andata appunto in onda su Twitch lo scorso martedì, l’ospite è stato il nostro caro Davide Soliani (firma dell’ottimo Mario + Rabbids: Kingdom Battle), che ha raccontato della sua vita e del suo lavoro, un po’ come farebbe qualsiasi ospite di un talk show “classico”. Per svelarci come funziona Bla Bla Crossing, il lavoro che c’è dietro ed il processo creativo, abbiamo avuto la possibilità di fare due chiacchiere con Fabio Bortolotti, uno degli ideatori dello show – che nel frattempo ci ha anche spiegato il perché Animal Crossing è come un giardino zen, tra le altre cose.

Fabio "Kenobit" Bortolotti

Fabio “Kenobit” Bortolotti

Come nasce un talk show in Animal Crossing

SG: Vorrei iniziare chiedendoti come è nata l’idea del talk show, come mai non un qualsiasi altro format, e se ti sei ispirato a qualcosa o qualcuno.

FB: Ti racconto la storia completa. A me i talk show piacciono tantissimo.

Siamo in due.

Io avevo iniziato a pensare all’idea di fare un talk show prima che uscisse Animal Crossing. Questo qua per me è il primo Animal Crossing dell’era di Twitch. Ho giocato tantissimo a tutti gli altri Animal Crossing, non so se all’epoca di quello Wii U ci fosse Twitch, o sicuramente era più piccolo, però io non c’ero, non lo usavo.

Effettivamente no.

Usare Twitch, per me, è il videogioco gestionale più bello di tutti i tempi.

In effetti… non l’avevo mai vista in questo modo.

Visto che io amo tantissimo Animal Crossing, ho pensato a cosa ci potevo fare. Il talk show è un format ideale, secondo me. Me lo immaginavo più o meno come l’ho fatto. Ti parlo al singolare perché siamo qui, ma in realtà Bla Bla Crossing è tutto Kenobisboch più Yucali (twitch.tv/yucali), che ha un suo canale di Twitch. Lei è fortissima ed ha dato un sacco di input, ha partecipato alla trasmissione, ha contribuito tantissimo allo studio.

Quindi quanti siete in tutto?

Siamo in cinque in realtà, c’è anche Marta, mia moglie. Perché poi ti spiego come abbiamo fatto a fare la regia.

Era la mia prossima domanda in effetti, ma continua pure con la storia.

Io a questa roba qua ho iniziato a pensarci in Australia, a febbraio. Ero in scimmia totale per Animal Crossing, talmente tanto che ho sbagliato la data di uscita. Ero convinto uscisse il 21 di febbraio – ero così tanto in scimmia. E mi sono detto: sarebbe molto figo fare un talk show. Così ho iniziato a pensarci, anche perché c’erano tanti limiti da considerare.

Io ero in Australia a fare musica con il Game Boy, e proprio il Game Boy mi ha dato una forma mentis, tipo Maestro Miyagi, che le limitazioni tecniche sono risorse da sfruttare. Animal Crossing ha un sacco di limitazioni per fare un talk show, ma gli possono dare carattere. Non pensavo neanche che sarebbe scoppiata una pandemia, e che fare un talk show online potesse avere una sua utilità.

Nel frattempo anche all’estero sono stati fatti dei talk show su Animal Crossing.

Di questa cosa avevo già parlato ai miei soci e tutto. Poi ho visto in America che un tale Gary Whitta che ha scritto Rogue One, ma che io conoscevo all’epoca da quando postava su NeoGAF quando si chiamava solo GAF, ha lanciato un suo talk show dentro Animal Crossing. Allora mi sono dato una mossa e mi sono detto la faccio bene, la faccio diversa – perché a parte il fatto che si chiacchiera abbiamo dato un’impostazione diversa – e facciamolo subito.

Quindi ci siamo attrezzati, abbiamo fatto il logo, ma secondo me l’emblema della differenza è che mentre Gary Whitta fa il verso ai talk show americani, noi abbiamo fatto un format nostro molto italiano… molto italiano. Abbiamo fatto una dichiarazione di intenti facendo la sigla del Maurizio Costanzo Show, K.K. Costanzo, quella per me è la chiave.

Come avete fatto ad impostare il tutto a livello tecnico?

La risposta banale all’inizio era: ti metti su Teamspeak, fai una inquadratura e tanti saluti. Però ci piaceva complicarci la vita. Il concept del programma è che quello è uno studio vero. L’ospite viaggia da casa sua, si reca fisicamente nello studio, la chiacchiera va avanti in quello studio, e nei videogiochi la visuale è letteralmente una camera, quindi c’è anche la telecamera.

Da lì abbiamo detto: facciamo due telecamere allora. Quindi ci siamo organizzati io e Bellotta, anche lui prende il segnale del suo Switch, me lo manda, io li vedo entrambi ed ho la regia, che è gestita da una persona dedicata. Abbiamo la figura dell’operatore, che è lì dentro, idem dicasi per la band che è Yucali in questo momento, ed in futuro si aggiungerà il nostro Andrea Babich, il nostro Bracardich, farà il piano.

Classico da talk show, insomma.

Sì sì, classico piano, abbiamo la tecnologia per farlo bene. Io sono l’host, però in studio ci sono anche Katia e Antonio che sono membri fisici che a seconda dei momenti dello show possono subentrare, fare uno stacchetto. L’abbiamo impostato come uno show vero.

Davide Soliani e Fabio Bortolotti dentro lo show

Per i più fissati di Animal Crossing: quanti oggetti ci sono in studio e quanto ci hai messo a raccoglierli tutti?

Se potessi avere la cronologia degli oggetti che ho comprato dentro Animal Crossing, potrei dimostrare che ci ho iniziato a pensare molto prima. Ci abbiamo messo poco, perché siamo matti. Io ho accumulato un po’ di cose, e ci siamo messi a raccattare le altre. Qua Katia si è sbattuta tantissimo, la roba più difficile è stata trovare la tappezzeria con la città. Lei si è messa su Nookazon a cercarli.

Lo studio sarà una cosa in evoluzione. Già così è partito bene ma ci metteremo a rifinirlo. Metterò il logo sulla tazza… lo vogliamo curare nei minimi dettagli. Perché è un luogo. La differenza tra la chiacchiera che ci stiamo facendo su Skype, e quella che fai in un videogioco, è che in quest’ultimo caso ti permette di essere concentrato su ciò che fai.

È innaturale parlare su Skype, lo stanno provando tutti in questo periodo. Ti fai l’aperitivo su Skype con gli amici, ma dopo venti minuti ti sei un po’ rotto le palle, perché è dispersivo.

Confermo, succede esattamente così.

In Bla Bla Crossing sei molto più concentrato perché nei videogiochi sei in uno stesso luogo, e questa secondo me è una cosa che funziona. La sua forza è che lo studio è un vero studio, e ci lavoreremo tantissimo. Motivo per cui ho chiesto a tutti gli ospiti di portare un oggetto, come spunto di conversazione. Poi quegli oggetti rimarranno parte dello studio, e quando non sarà più fattibile tenerli lì faremo un museo degli oggetti.

Siamo dentro Animal Crossing, siamo dentro un videogioco, non lo vogliamo nascondere. Non è una limitazione ma un punto di forza.

A proposito di ospiti, ti stai gestendo come una stagione televisiva con un periodo da coprire, oppure a seconda di quanta gente ospiterai farai durare Bla Bla Crossing?

Sono partito con un lasso di tempo, so già che ho ospiti per un tot con l’idea di andare avanti a cercarli nel frattempo. Ti posso dire che sta andando molto bene, e quindi potrebbero succedere delle cose interessanti. Sta funzionando tutto bene, e quindi sul fronte degli ospiti potremmo fare delle sorprese.

Gli ospiti saranno solo del mondo del gaming e dintorni?

No. Con alcuni molto spesso parleremo di videogiochi, ma a volte sarà divertente farlo con gente che è esterna a questo mondo. Il potenziale di questa cosa è che non siamo limitati a questo.

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Una piccola parentesi per quanto riguarda Twitch, visto che lo vivi ogni giorno. Secondo te l’incremento di numeri che la piattaforma ha ottenuto durante la quarantena è qualcosa che Twitch ha assimilato e si porterà dietro, oppure al ritorno alla normalità anche i numeri del portale torneranno negli standard?

Secondo me se li terrà. Se non tutti, moltissimi. Il fatto che si siano messe a streammare persone famose, o famosissime, che prima non c’erano, secondo me ha portato gente sulla piattaforma che l’ha scoperta. E non si parla solo di canali famosi, ma anche dei più piccoli. Tu magari sei venuto su Twitch per vedere Leclerc che gioca a Formula 1, ma poi hai scoperto che ti piace guardare il tizio che streamma quella roba lì perché ti rilassa e ti diverte.

Perché Twitch è molto più interattivo della TV, e a differenza di quest’ultima Twitch te la fa veramente la compagnia. Quindi secondo me resteranno, se non tutti ma saranno sicuramente di più di prima della quarantena.

Ti farei la stessa domanda per quanto riguarda Animal Crossing, il cui successo è dovuto anche all’essere uscito in un periodo in cui la gente era costretta a casa, e poteva viaggiare su un’isola deserta. Come evolverà secondo te la popolarità del titolo?

È una previsione difficilissima. Secondo me non dobbiamo guardare ai vecchi Animal Crossing. Quelli erano titoli in cui c’era la persona che giocava tre mesi e quella che ci giocava tre anni. Questo è un Animal Crossing diverso, con una componente online molto più forte, dei fenomeni di community che non c’erano prima.

Fermo restando che è molto facile sbagliarsi e c’è la variabile Nintendo, perché comunque ci sono degli eventi live e starà anche a loro riuscire a mantenerlo sempre fresco, secondo me c’è una possibilità che possa diventare a sorpresa, di sbieco magari, tutto quello che voleva essere Second Life.

Anche fosse una moda passeggera la community rimarrebbe grossa, perché cose come Nookazon sono un segnale. La domanda è: sarà gigantesco tra un anno, oppure sarà solo un gioco con una community solida? Difficile prevederlo.

Quindi ancora è in crescita, secondo te?

Questa potrebbe essere la fase underground di Animal Crossing, mentre sta per diventare veramente mainstream. Non ti dico che diventerà il nuovo Twitter, ma c’è la possibilità che rimanga molto influente. E sono pronto a scommettere che ci sia un ufficio da qualche parte a Tokyo dove si stanno inventando tante cose per il futuro… che spero non coinvolgano uova di Pasqua.

Mamma mia.

Io la prossima che vedo un coniglio gli tiro la prima cosa che trovo in testa.

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Che poi Animal Crossing è un anche gioco strano da descrivere, così come il suo successo. Da appassionato quale sei, qual è secondo te il trucco di Animal Crossing?

Ho una risposta prontissima, perché ci ho pensato tanto: è un giardino zen. Il giardino zen è una roba inutile ma che ti appaga esteticamente, ti rilassa. Secondo me l’emblema di Animal Crossing è il minigioco della pesca, perché è perfetto.

È una cosa che fai centinaia, migliaia di volte durante la tua partita, ma nonostante tutto vai avanti a farlo. Non è mai completamente uguale, e non è difficile. È un loop di gameplay incredibile. Quando la gente mi dice “Animal Crossing non è un gioco” io gli tirerei una testata, perché se tu smonti i singoli pezzi del gioco trovi caramelle di gameplay che funzionano.

Chiediti perché dopo tre mesi sei ancora lì a pescare, cosa sei…

Scemo?

No. C’è un motivo. Io in un qualunque altro gioco mi annoio a fare la stessa cosa ogni giorno. Si può applicare a tante altre cose ma sulla pesca è evidente. Il pesce abbocca sempre in modo diverso, ma tu sai come prenderlo, c’è un sistema di ricompensa istantaneo.

Persino il gioco di parole del cacchio la prima volta fa ridere, la seconda volta non fa ridere, la cinquantesima volta fa ridere – alla cinquantesima fa ridere di nuovo. E non solo, tu fai questo gioco che ti rilassa, non è difficile e non ti può succedere niente. È come aprire un Kinder Sorpresa: sicuramente è una cosa che hai già, ma ogni tanto è una cosa nuova.

Per finire, visto che sei un conduttore di talk show, devo per forza farti la tipica domanda televisiva: cosa possiamo aspettarci dal futuro di Bla Bla Crossing?

La settimana prossima abbiamo Il Gatto sul Tubo, e non vedo l’ora. Molti ospiti saranno persone che non conosco, mentre Gatto è un amico… e sai che è una figata intervistare un amico? Ci ho parlato un sacco di volte, ma in questo caso è una cosa tipo: ci sediamo qui ed io ti intervisto per un’ora. Non vedo l’ora.

L’altra cosa che ti posso dire è che stiamo preparando un sacco di giochi. Nel senso che oltre ad avere la rubrica fissa del fatto che l’ospite porta un oggetto, a seconda dell’ospite avremo giochi diversi. Con Davide Soliani aveva molto senso andare a visitare la sua isola, perché ci ha giocato molto e andare a vederla era un contenuto curioso, perché nessuno l’ha mai vista. Il Gatto ha portato in streaming per tante ore Animal Crossing, e la sua isola non è una sorpresa per nessuno.

E quindi organizzeremo dei giochi, e il bello è che si può fare tutto dentro al gioco. Non è un videogioco: Animal Crossing è un giocattolo. Come quando da bambini giocavamo a “facciamo finta che tu sei questo”, in questo caso facciamo che io sono un conduttore e tu sei l’ospite. Dentro l’isola si può fare di tutto.

Bla Bla Crossing è solo una delle tante storie legate alle possibilità offerte da Animal Crossing: New Horizons, almeno a chi ha abbastanza creatività da coglierle. Quello di Kenobisboch Productions è uno show su Twitch davvero ben pensato e realizzato, e per questo abbiamo voluto raccontarvi tramite le parole di uno dei creatori cosa si cela dietro questa geniale produzione. Se volete seguire le prossime serate non vi resta che collegarvi ogni martedì sera alle 21.30 su twitch.tv/kenobisboch.




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