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Come Animal Crossing: New Horizons mi ha salvato durante la quarantena – Speciale

Tra social e televisione impazzano le notizie H24 sull'emergenza. Informarsi è corretto e legittimo, ma a giuste dosi: per il resto meglio spegnere tutto e collegarsi su Animal Crossing: New Horizons.

Quando ho visto per la prima volta il trailer di annuncio di Animal Crossing: New Horizons durante l’E3 del 2019 non ero ancora un possessore di Nintendo Switch, ma mai a priori avrei pensato di giocare un titolo del genere. Pensavo non fosse semplicemente nelle mie corde, nonostante ne avessi sentito parlare bene un po’ ovunque e riconoscevo negli anni come fosse riuscito, soprattutto con l’ultimo capitolo su 3DS, a ritagliarsi un’enorme fetta di pubblico anche nel Bel paese. Pensavo, banalmente, che mi avrebbe annoiato in poco tempo e che il gioco (ovvero la spesa) non valesse la candela, abituato e ossessionato dai titoli colmi di indicatori da seguire, missioni da completare e storie da far progredire e portare a conclusione.

Sembra strano da dire, ma ci ho pensato parecchio in questi giorni: se non fossimo in questo periodo di emergenza, chiusi nelle quattro mura domestiche, forse non avrei mai preso in considerazione l’idea di avvicinarmi al brand. Eppure, oggi fa un certo effetto ripensare a quella maschera di insicurezza e diffidenza che portavo in volto, mentre scrivo questo pezzo e non vedo l’ora di raccogliere un po’ di conchiglie in riva al mare e guadagnare un po’ di denaro utile per saldare quel benedetto debito con Tom Nook – l’ennesimo, a dirla tutta.

Crafting e spensieratezza

Il giorno del day one di Animal Crossing: New Horizons ho visto tutta la mia (ancora esigua) lista amici su Switch e numerosi conoscenti sui social mostrarsi alle prese con l’ultima avventura targata Nintendo. Personalmente ho resistito solo qualche giorno in più e alla fine, vuoi per questa emergenza che appesantisce dal punto di vista psicologico la quotidianità di ciascuno o la necessità di cimentarmi in qualcosa di diverso dal solito, mi sono gettato a capofitto sul download immediato tramite eShop.

Nonostante il gioco non presenti un obiettivo vero e proprio da perseguire, il sistema delle miglia Nook (come sottolineato anche nella recensione) riesce a venire in contro a chi, come il sottoscritto, un obiettivo di massima deve per forza averlo, anche solo nelle prime fasi per orientarsi un minimo. Un’integrazione che reputo fondamentale grazie a una sezione specifica che monitora ogni mia semplice attività e viene premiata la costanza con la quale svolgo una qualsiasi routine giornaliera, senza che mi senta mai obbligato in un suo svolgimento per progredire o sbloccare qualcosa di nuovo.

Il bello di Animal Crossing: New Horizons è proprio questo, non ci sono tempistiche da rispettare: posso giocarci per ore e accumulare risorse all’inverosimile per vendere e costruire nuovi arredamenti e decorazioni per la casa o l’intera isola, oppure dedicarci una mezz’oretta al mattino o alla sera per rilassarmi con un po’ di pesca o caccia di insetti, giusto per citare due tra le principali attività in gioco.

Ogni giornata in Animal Crossing: New Horizons rispecchia lo scorrere del tempo nella realtà, così come il passare delle stagioni con eventi mirati, e “obbliga” il videogiocatore a prendersi tutto il tempo che vuole per fermarsi e godere di ogni piccolo dettaglio con la giusta intensità; dalla chiacchierata con un nuovo abitante da poco arrivato sull’isola per nostra richiesta e che ci chiede come stiamo, o che ci regala qualche curioso oggetto, fino alla scoperta di fossili sempre più rari per agghindare il museo del buon gufo Blatero, senza dimenticare la semplice contemplazione sulla spiaggia di un bel tramonto o una notte stellata che rasserena chiunque.

Ogni giorno su Animal Crossing: New Horizons è una piacevole scoperta e non potevo chiedere di meglio per questo periodo; un rifugio ideale per alleggerire la mente da giornate che rischiano di essere sempre più ripetitive. Chi non adora avere la possibilità di far crescere un’isola e la rispettiva comunità senza sentirsi oppresso dal peso di una scelta e le conseguenze? Un’esperienza estremamente flessibile, capace di confezionarsi su misura per l’utente che impugna Switch.

animal crossing new horizons

Socializzare nell’emergenza

Un’altra feature da non sottovalutare in Animal Crossing: New Horizon riguarda il comparto multiplayer. Come per riflesso della filosofia sopracitata che dà estrema libertà al videogiocatore su cosa fare e quando, posso decidere tranquillamente quando interagire con altri giocatori o amici nelle rispettive isole. Nella maggior parte dei casi adoro viaggiare tranquillamente tramite la compagnia Dodo Airlines in solitaria per raccogliere risorse il più variegate possibile dagli atolli più sperduti: occasione che mi ha permesso, inoltre, con immenso stupore di conoscere alcuni personaggi casuali come il canarino Titti o l’elefante Annibale da invitare come nuovi abitanti di BiriBiri (il nome poco “virile” scelto per la mia isola).

Nonostante ciò, alcuni momenti tra i migliori nella mia ancor breve esperienza con il titolo li ho passati con alcuni amici online, il tutto contornato da uno spirito di condivisione a tratti sorprendente e che non potevo dare per scontato; sono stato invitato più volte in alcune isole per scambiare frutta e averne di più varietà da vendere nel mio negozio, senza dimenticare che (essendo più indietro rispetto a chi ha giocato Animal Crossing: New Horizons dal day one) mi hanno più volte regalato oggetti e schemi di strumenti avanzati senza chiedere nulla in cambio. Non avrei nemmeno mai pensato, inoltre, che fosse divertente invitare persone sulla propria isola e iniziare, ad esempio, una gara di pesca sul molo al chiaro di luna alla ricerca delle creature più strane – e invece è stato al dir poco emozionante: un toccasana per l’anima.

Animal Crossing: New Horizons riesce nel difficile compito di riunire le persone, in un panorama come quello attuale estremamente complesso dove per sicurezza ci viene chiesto di rimanere a casa, lontani da amici e persone care. Il comparto multiplayer mi ha permesso di incontrare e conoscere numerosi giocatori, tutti uniti dalla stessa voglia di evadere da una monotonia che rischia di essere opprimente; la consapevolezza di far parte di una resistenza digitale comune, dove ogni persona può rifugiarsi nella propria isola e sapere di poter contare su una community attiva e solidale, è stata forse la scoperta più piacevole.

Ci sono ancora tanti aspetti che devo scoprire di Animal Crossing: New Horizons, ma intanto continuo a passare le giornate in compagnia di Tom Nook e tanti amici stravaganti che riescono a trasmettere buon umore con estrema semplicità. La cura dell’isola, plasmata sempre di più a propria immagine e somiglianza, avviene progressivamente a seconda delle necessità del singolo giocatore e non c’è espediente migliore per passare un po’ di tempo serenamente con Nintendo Switch.