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I migliori gadget a tema God of War

Con il prossimo God of War rivelato, facciamo una rassegna del merchandising e delle opere derivate più significative del brand di Kratos

Aggiornamento al 10 ottobre 2020: abbiamo ampliato la rassegna con due ulteriori articoli!

Mercoledì 16 settembre 2020, con le parole “Ragnarok is coming”, l’evento PlayStation 5 ha ufficializzato lo sviluppo del nuovo capitolo di God of War. L’avventura di Kratos uscirà nel 2021, ed era se vogliamo un segreto di Pulcinella. Dalla fine della storia principale di God of War del 2018, l’attesa per il seguito della storia è appunto tre anni, come il Fimbulvinter della mitologia norrena.

L’inverno per Kratos e Atreus sta per finire, ma per noi sta iniziando. In questo mese di ottobre, vogliamo proporvi una piccola rassegna di gadget a tema God of War. Una rassegna forse un po’ atipica, in quanto oltre ai gadget più comuni, abbiamo deciso di includere anche prodotti editoriali e di approfondimento. Ovvero, essenziali per comprendere meglio il retroterra narrativo della saga e i suoi possibili sviluppi futuri.

God of War Kratos gold

I miglior gadget a tema God of War

Il gioco di carte di God of War

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Invertiamo un po’ la “tradizione” e iniziamo con il prodotto più ambizioso. Il gioco di carte di God of War nel suo piccolo è stato un po’ una sorpresa. Il motivo era sempre lo stesso, ovvero quello di una saga che pareva all’esatto opposto di quasi tutto ciò che è cerebrale. Qualcosa di smentito sia dal videogioco del 2018 che da questo stesso gioco da tavolo. Si tratta di un gioco di carte collaborativo a cui possono prendere parte da uno a quattro giocatori.

Ciascun partecipante può incarnare uno dei personaggi principali del God of War del 2018 (a scelta tra Kratos, Atreus, Freya, Brok e Sindri) e superare le sfide che lo attendono e i mostri che lo ostacolano. L’obiettivo di fondo è sopravvivere all’imminente Ragnarok, il crepuscolo che porterà il mondo norreno alla distruzione. Un gioco da tavolo ibridato con le carte che si rivela divertente e in un certo qual modo anche anticipatore di quello che potrebbe essere il futuro della storia di Kratos e Atreus. Il tutto dentro a una scatola rigida e resistente e a un prezzo ben più che abbordabile.

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Le Tubbz di Kratos e Atreus

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Da un po’ di tempo, le paperelle Tubbz hanno simbolicamente lanciato una sfida ai Funko Pop. Lo hanno fatto con lo stesso grado di ironia e con la volontà di rendersi irrinunciabili per ogni appassionato. God of War in questo senso non fa eccezione: la coppia di paperelle che vi proponiamo riguarda appunto i due protagonisti della storia, Kratos e suo figlio Atreus. Inutile dire quanto la resa di entrambi sia riuscita bene. La quantità di dettagli che si è riusciti a inserire in entrambi è sorprendente: le decorazioni sul Leviatano, l’ascia di Kratos, sono esattamente le stesse che si vedono nel gioco. Anche i diversi tipi di vestiti e il caratteristico tatuaggio rosso sono stati resi alla perfezione. La medesima cura è stata riposta in suo figlio Atreus: la versione “paperosa” del ragazzo ha infatti il medesimo tagli di capelli e maneggia Artiglio, l’arco donatogli dalla madre Faye. Anche in questo caso, la fine scultura della plastica ha reso alla perfezione tanto gli abiti di pelliccia quanto i dettagli di cuoio dei vestiti e della faretra. Chi avrebbe mai detto che una folta barba donasse così tanto a una paperella?

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Il portachiavi del Leviatano

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Andiamo avanti con un gadget se vogliamo meno “impegnativo”, ma capace di essere alla portata di tutti. Un portachiavi in due pezzi, quante sono le due armi principali di Kratos (almeno all’inizio dell’avventura). Uno raffigura il Leviatano, ascia che fu prima di sua moglie Faye e poi sua, e l’altro invece il Guardiano, lo scudo “retrattile” che Kratos porta all’avambraccio sinistro. Una coppia di portachiavi dal design semplice ma squisito, oltre che particolarmente dettagliato. Quest’ultima è un’attenzione non da poco, vista le dimensioni per forza di cose minute. Il Leviatano ha riprodotte sulla lama le incisioni runiche, con anche la fascia di cuoio sul manico che Kratos vi ha applicato per facilitarne l’impugnatura. Lo scudo del Guardiano gode della medesima cura, con tute le scanalature e le decorazioni a sbalzo che abbiamo visto nel virtuale. Due portachiavi molto belli e resistenti, perfetti come decorazione anche per coloro che vogliono partire per escursioni nella natura selvaggia.

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La statua con padre e figlio

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Chiudiamo l’intermezzo più “goliardico” e passiamo a qualcosa di più serio (o serioso). Parliamo infatti di una statua da esposizione che raffigura Kratos e Atreus, stavolta però in posizione da combattimento. Dove le Tubbz rappresentano con ironia, questa statua si premura di esprimere l’immane carica epica che questi due personaggi sono stati in grado di mettere in campo. Kratos è ritratto mentre sfodera il Leviatano e apre il suo scudo retrattile, mentre Atreus è concentrato mentre tende l’arco contro il nemico.

Alta più di venti centimetri e larga diciotto (scala 1:10), è una statua in coppia che cerca di divenire diorama. La ricchezza di dettagli non si ferma solo alla posa ricercata e alla base da esposizione che simula un terreno innevato, ma anche nella resa dei vestiti, dei tessuti, della pelle e degli oggetti metallici. Si tratta dell’articolo più costoso tra quelli che vi proponiamo in questa rassegna, ma vi invitiamo a riflettere che potrebbe essere un prezzo elevato solo di facciata. È una statua che dura praticamente in eterno, e che può essere esposta e ammirata da praticamente qualunque angolazione.

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Il fumetto di God of War

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Chiudiamo la rassegna con tre opere editoriali, utili per approfondire anche il retroterra narrativo e culturale dietro God of War. La prima è la graphic novel di Roberson, Parker e Gist, pubblicata dalla Magic Press nel 2019. In un volume semplice ma resistente in carta patinata, viene narrata una piccola avventura di Kratos e suo figlio Atreus, ambientata prima del videogioco. Una storia raccontata attraverso pochi colori e la forza delle chine, in cui comprendiamo quanto Kratos abbia da lavorare su sé stesso sia come uomo che come padre.

In effetti la storia approfondisce alcune cose che nel videogioco vengono solo lasciate intendere. Atreus, oltre a essere ignaro dei trascorsi del padre, nel gioco si lascia sfuggire che Kratos “non c’era mai”, che era sempre a caccia. In questo fumetto ne capiamo il perché, con l’ulteriore legittimazione rappresentata dallo stesso Cory Barlog. Il game director di God of War del 2018 ha infatti scritto l’introduzione al volume, attribuendogli il ruolo di apripista per l’espansione dell’universo narrativo di God of War.

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Il libro God of War: Lore & Legends

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La seconda opera editoriale è ancor più specifica e approfondita: God of War: Lore & Legends. Come da titolo, è una libro che raccoglie tutto il contesto narrativo del gioco del 2018, ma scritto dal punto di vista di Atreus. Un approfondimento travestito da “mini-artbook”, dove il figlio del Fantasma di Sparta raccoglie tutte le informazioni apprese durante l’esplorazione. Di nuovo è uno di quei prodotti che si impegna per portare nel mondo reale un oggetto del videogioco, in questo caso il diario di Atreus, riconoscibile per via dell’impronta della mano che nel gioco è anche simbolo per la storia principale (denominata appunto “Il Viaggio”). Oltre agli appunti del viaggio, il libro contiene anche un accurato bestiario, con tutti i nemici affrontati da Kratos e Atreus. Per adesso è solo in, lingua inglese, ma è davvero un bellissimo libro da collezionare ma soprattutto da leggere!

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Il romanzo di God of War

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L’ultimo articolo di oggi non è un gadget, bensì un romanzo. Parliamo infatti della novelization del videogioco del 2018: a scriverla è stato J. M. Barlog, già scrittore affermato negli Stati Uniti e nientemeno che il padre di Cory. Il libro racconta, adattandolo al genere del romanzo, l’avventura che la maggior parte degli appassionati li ha visti vivere su PlayStation 4. Il brand non è nuovo a questo tipo di adattamenti, ma in questo caso la storia ha permesso un ancora maggiore approfondimento della trama e del contesto.

Basta leggere poche righe per capire come la psicologia dei personaggi sia maggiormente indagata, e di come l’interazione dialogica tra Kratos e suo figlio sia, se possibile, ancor più insistita che su console – tanto che uno degli aspetti più indagati nelle pagine del romanzo sta appunto nella difficoltà di Kratos di superare la barriera linguistica. Non poche volte si affida ad Atreus per farsi tradurre il linguaggio dei troll, così come Kratos stesso nel videogioco ammetta di saper parlare il norreno ma di non saperlo leggere o scrivere. Un esperimento interessantissimo per capire come si possa trasformare un videogioco in qualcosa di completamente nuovo ma senza stravolgerne la natura.

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