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Resident Evil Re:Verse | Provato – Massacro a Raccoon City

Resident Evil Re:Verse è la modalità multiplayer gratuita per chi acquisterà Village. Abbiamo provato la beta: ecco il nostro resoconto

Durante l’evento dedicato al venticinquesimo anniversario della saga, Capcom ha presentato i diversi progetti legati a Resident Evil, sollevando finalmente il velo sull’atteso Village e dando qualche informazione in più su Infinite Darkness, che da serie tv si è adesso trasformato in un film. L’altro lavoro in sviluppo presso l’azienda nipponica è invece qualcosa di diverso, che ha fatto sollevare un sopracciglio a fan e addetti ai lavori.

Piattaforma:
PS4, XONE
Genere:
multiplayer-online
Data di uscita:
Sviluppatore:
Capcom
Distributore:
Capcom

Si tratta di Resident Evil Re:Verse, modalità multiplayer standalone e gratuita per chi deciderà di portarsi a casa la prossima avventura con Ethan, Chris e la conturbante Lady Dimitrescu. Curiosamente, e questo non può che essere un motivo di cruccio per i fan, si tratta di un contenuto esclusivamente dedicato alla vecchia generazione, fruibile sulle nuove console solo in retrocompatibilità. Abbiamo provato la beta e, francamente, ciò che abbiamo visto non è nulla di diverso rispetto a quanto ci aspettassimo.

Resident Evil Re:Verse – Tutti contro tutti

Va innanzitutto specificato che i contenuti della versione di prova disponibili in beta erano davvero ridotti all’osso, con l’unica modalità deathmatch – un furioso tutti contro tutti – a dare una chiara idea di ciò a cui giocheranno i fan della serie. Al momento non è nemmeno chiaro se sarà l’unica disponibile o se, come auspicabile, Capcom rimpolperà un’offerta che altrimenti sarebbe poverissima e non necessaria. Da questo punto di vista è tutto avvolto nel mistero, e al di là di questo primo assaggio poco succulento, è anche difficile fare previsioni in merito.

Ve lo diciamo subito senza troppi giri di parole: è assai probabile che Resident Evil Re:Verse non incontri minimamente il vostro gusto, perché è qualcosa che sta sostanzialmente agli antipodi rispetto a ciò che che è il cuore pulsante di Resident Evil. Se con REsistance si era visto qualcosa di decisamente più elaborato e per certi versi affine all’anima dei remake del secondo e del terzo capitolo, con questa modalità multiplayer è evidente che Capcom voglia cavalcare la moda del momento rappresentata dai battle royale e dalle sue varianti. Ecco dunque che nel deathmatch ci siamo ritrovati all’interno di un’unica mappa, ossia in una sezione dell’iconica stazione di polizia opportunamente chiusa su più lati, per renderla così un’arena da combattimento.

Al suo interno, com’è facile immaginare, l’obiettivo era quello di totalizzare il più alto punteggio facendo strage di avversari (da quattro a sei) pronti a rinascere all’infinito fino allo scadere di un timer preimpostato di cinque minuti. Il tutto, senza avere una complessa gestione dell’inventario e rendendo ogni azione molto immediata e intuitiva, esattamente come ci si aspetterebbe da un simile prodotto. All’interno dell’arena era possibile trovare qua e là sparute piantine di erba verde (consumabili al contatto), qualche arma speciale diversa da quelle in dotazione a ciascun eroe, e le capsule virali. A cosa servono esattamente quest’ultime e perché sono una risorsa molto preziosa durante le battaglie?

Ebbene, sappiate che nel mondo di Resident Evil Re:Verse la morte del personaggio non è la fine, ma solo una transizione: quando i punti vita scendono a zero, semplicemente ci si trasforma in automatico in un’arma biologica. E la potenza della mutazione che subirete dipende esclusivamente da quante fiale avrete sin lì raccolto. Se esserne sprovvisti significherà tramutarsi in un poco più che innocuo micomorfo obeso, con una di esse potrete diventare un Hunter γ o Jack Baker, e con due il Nemesis o un Super Tyrant. Ciò ovviamente cambierà rapidamente gli esiti degli scontri diretti, in modo talmente sensibile che potrete in breve tempo portarvi in prima posizione se riuscirete ad abbinare attenti posizionamenti e grande aggressività quando vi troverete in situazioni affollate. Cambieranno anche se sceglierete gli eroi giusti, perché al momento non possiamo far altro che testimoniare alcuni squilibri piuttosto evidenti.

Chi fa da sé…

Nella beta potevamo scegliere un personaggio tra Chris o Claire Redfield, Jill Valentine, Leon Scott Kennedy, Ada Wong e Hunk, ciascuno con le proprie abilità uniche e il proprio armamentario. Dato che Resident Evil Re:Verse è un gioco che fa della frenesia e della potenza le chiavi per ottenere alti punteggi e infine la vittoria, è difficile immaginare al momento di poterci arrivare con eroi che non corrispondono a queste caratteristiche. Usare Chris o Leon significa poter disporre rispettivamente di un fucile d’assalto e di un fucile a pompa sin dall’inizio, con buona pace di chi invece è agile ma poco prorompente.

Oltretutto, in giro potrete trovare facilmente proiettili che vi garantiscono all’istante la possibilità di non votarvi alle sole pistole; e questo, come potrete immaginare, fa davvero una bella differenza in scontri che si concludono un paio di colpi ben piazzati, soprattutto se mirate alla testa. Bisogna insomma fare un più attento lavoro di bilanciamento, anche tra le BOW. Sebbene il Nemesis e il Super Tyrant siano per ovvie ragioni dei carri armati in movimento, anche Jack Baker riesce a dare enormi soddisfazioni con appena una capsula, cosa che invece riesce a fare meno l’Hunter γ.

Resident Evil Re:Verse ha esattamente la stessa impostazione dei due remake visti nella generazione appena terminata, e in tal senso è evidente che lo sforzo da parte di Capcom sia davvero minimo. Si tratta in sostanza di una modalità che avrebbe potuto essere già inserita, per esempio, in Resident Evil 2 Remake. Invece, in concomitanza con Village ci troveremo con una modalità standalone che è pensata, fatta e finita per le vecchie macchine. Si tratta francamente di una scelta poco comprensibile, quasi più un esperimento per capire se la moda del momento possa in qualche modo attecchire anche in un prodotto che se ne distanzia con grande decisione.

Se è vero che sarà possibile giocarci in retrocompatibilità, è vero anche che una volta arrivato il nuovo capitolo, difficilmente si potrà fare un così evidente passo indietro solo per giocare a una variante che già dalla beta appare fuori contesto, come un pleonasmo di cui davvero si fatica a comprenderne i reali obiettivi. Ci sono anche dei dubbi sulla tenuta che il multiplayer potrebbe avere, visto che le partite sono davvero molto rapide e spesso poco meritocratiche, soprattutto se si ha la sfortuna di trovarsi in una baruffa da cui è impossibile sfuggire. Oltretutto, i nemici trasformati in BOW possono scorgere la vostre sagome attraverso le pareti, motivo per cui rimanere nascosti da una parte in attesa del momento propizio è un tecnica che vi porterà a morte certa in brevissimo tempo. Forsem, Capcom non ha avuto la migliore delle idee per celebrare dignitosamente il quarto di secolo della saga.

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Piattaforme: ps4, xone
La beta di Resident Evil Re:Verse non ci ha convinti. Appare essere un lavoro molto sbrigativo e raffazzonato, oltre che fuori tempo massimo: si consideri infatti che ha la stessa impostazione di gioco dei due remake, e che la modalità presentata è quanto di più lontano ci possa essere dal gusto di un fan della serie. Speriamo solo che Capcom riuscirà a offrire più varianti e maggiore equilibrio alle partite, perché così com'è, in tutta sincerità, potrebbe durare ancora meno di REsistance.

Pro

  • Tutti gli eroi più iconici della serie
  • La struttura del gameplay è quella dei due remake

Contro

  • C'è del lavoro da fare sul bilanciamento
  • Sembra un lavoro frettoloso
  • Poco coinvolgente
  • Lontano dai canoni della serie e affine alle mode multiplayer del momento