Resident Evil: Resistance, sopravvissuti contro Mastermind – Recensione

Resident Evil: Resistance è una gradevole aggiunta al pacchetto. Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 30 Marzo 2020 - 17:00

Resident Evil: Resistance è la modalità online inclusa in Resident Evil 3. Abbiamo deciso di dedicarle un articolo specifico per approfondire debitamente la sua offerta ludica.

Presentato prima dell’annuncio del remake del terzo capitolo, Resident Evil: Resistance ha inizialmente acceso le speranze di chi desiderava un erede moderno del mai troppo lodato Outbreak. Dopo i chiarimenti sulla sua natura, si è rivelato invece un multiplayer asimmetrico 4 contro 1, in cui un gruppo di sopravvissuti deve avere la meglio sul mefistofelico Mastermind, pronto a impedir loro la fuga.

I sopravvissuti

I sei personaggi disponibili in Resident Evil: Resistance hanno inclinazioni e talenti diversi, e la composizione di una squadra equilibrata, com’è facile immaginare, gioca un ruolo chiave per raggiungere la vittoria. Becca e Samuel sono personaggi offensivi, Martin e Valerie quelli di supporto, Tyrone è il tank del gruppo e January è l’hacker. Le squadre possono essere composte da solo quattro unità e hanno lo scopo di soddisfare degli obiettivi specifici al fine di accedere alla zona successiva. Per vincere la partita, i sopravvissuti dovranno superare ben tre aree, evitando le trappole e sbarazzandosi delle creature evocate dal Mastermind.

Agire in concerto per conquistare la libertà si rivela un’operazione spesso complessa, soprattutto perché rimanere divisi è un’eventualità che si presenta molto spesso, a maggior ragione se l’operato del Mastermind riesce ad essere attento, furbo, e in grado di trarre il meglio da ogni situazione. Nella prima area dovrete raccogliere tre oggetti, depositarli nel punto indicato e radunarvi presso la grande porta d’uscita; nella seconda area dovrete prima entrare in possesso di un tessera magnetica e poi sbloccare tre terminali, mentre nell’ultima sarà necessario distruggere tre bio nuclei e infine scappare. Se doveste subire troppi danni, dovrete attendere che un alleato sia pronto a guarirvi e rimettervi subito in sesto; ma se nel frattempo doveste morire, è previsto il rientro in partita che però farà perdere tempo prezioso all’intera squadra.

Resident Evil: Resistance, sopravvissuti contro Mastermind – Recensione

Resident Evil: Resistance prevede infatti la presenza di un timer che scandirà il tempo entro cui sarà possibile ottenere la tanto agognata libertà, con bonus e malus che possono aumentare o far diminuire i secondi. Dal punto di vista dei sopravvissuti, per avere maggiori chance (e una cospicua ricompensa) alla fine della partita, bisognerà sterminare nemici, disinnescare trappole e soddisfare rapidamente i requisiti di avanzamento. Lungo le aree si possono trovare erbe curative, erbe potenzianti, munizioni e soprattutto i preziosi crediti Umbrella, da scambiare con nuove armi ed equipaggiamenti presso delle casse che sono al riparo dalle telecamere del Mastermind.

Il bilanciamento sembra essere già molto buono e, giocando con una squadra molto affiatata, che sa esattamente come muoversi lungo le mappe, come darsi manforte e come agire in gruppo senza dispersioni e inutili perdite di tempo, Resident Evil: Resistance dà davvero il meglio di sé.

Inoltre, i personaggi possono essere personalizzati sia esteticamente, sia per quanto riguarda le abilità attive e passive, da sbloccare all’aumentare dei livelli e tramite le casse premio da aprire coi punti ottenuti dalle partite. Quando il Mastermind si rivela un osso duro, essere bravi a incastrare tutte le abilità dei sopravvissuti e renderle complementari può togliervi dagl’impacci con più facilità, fermo restando che il fattore imprevedibilità è sempre dietro l’angolo. Cosa, questa, che rende viva e mai ripetitiva ogni partita.

Resident Evil: Resistance, sopravvissuti contro Mastermind – Recensione

Il Mastermind

Dall’altra parte della barricata c’è invece il Mastermind, il cui ruolo è affidato a quattro iconici villain della serie. La prima è Annette Birkin, ricercatrice della Umbrella e co-creatrice del G-Virus che può mandare in campo la versione mutata del marito William; il secondo è Daniel Fabron, tirapiedi di Spencer in grado di evocare niente meno che il Tyrant Mr. X; la terza è Alex Wesker, che eccelle nella creazione di trappole venefiche e può usare l’arma biologica da lei sviluppata, chiamata Yateveo; infine, l’ultimo è Ozwell Spencer, fondatore e capo della Umbrella.

Il Mastermind può prendere il controllo delle telecamere di sicurezza disseminate lungo le mappe, osservando la situazione in tempo reale e pianificando gli attacchi e le strategie per annientare i sopravvissuti. Gli altri possono temporaneamente disattivarle tramite hacking e con le armi da fuoco, così da impedire ogni tipo di azione nella zona specifica. L’effetto dura pochi secondi, e dopo di ciò il Mastermind può tornare a usare le sue carte. Ciascuna carta, a seconda del tipo di nemico e della sua pericolosità, è contrassegnata da un valore, e com’è facile immaginare c’è un tempo di cooldown per utilizzarle. Oltre a quelle legate alle creature, ci sono dei buff e degli armamenti da piazzare proprio sopra le telecamere, subito prima di poterne prendere il controllo e sparare ai sopravvissuti.

Il Mastermind può infine usare la carta finale, che corrisponde all’evocazione della B.O.W. associata. Rimane sul campo per diversi secondi, se ne può prendere direttamente il controllo e può causare danni devastanti ai sopravvissuti. Allo stesso modo, se non ci si vuole affidare alla discreta IA, il Mastermind può anche prendere il controllo delle creature di base, ma non è la soluzione migliore se si desidera agire con grande rapidità e disseminare ostacoli lungo le mappe. Mappe che tra l’altro non prevedono location iconiche, e al di là del parco, del centro città, del casinò e del laboratorio, al momento non c’è altro che possa immergere i giocatori in alcune delle zone tipiche della serie adattate per l’occasione.

+ Modalità divertente, immediata e coinvolgente
+ Buon bilanciamento generale
- La velocità non eccelsa di cui è stato dotato il Mastermind mostra delle debolezze contro i sopravvissuti più abili
- Una sola modalità potrebbe non bastare, alla lunga

7.4

Resident Evil: Resistance è una gradevole aggiunta al pacchetto che riesce già dalle prime partite a coinvolgere alla grande, soprattutto (abbastanza inaspettatamente) nei panni del Mastermind. La buona progressione e lo sblocco di abilità, potenziamenti e facilitazioni consentono di elevare senza sbilanciamenti profondi il livello medio delle partite, fornendo sempre una varietà da non sottovalutare. Considerando i tagli alla campagna di Resident Evil 3, Resident Evil: Resistance è di certo un contenuto che riesce a bilanciare piuttosto bene il valore globale del prodotto.




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