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PS5, DualSense “difettosi”: Sony sarà portata in tribunale

La class action contro Sony a causa dei problemi del DualSense di PS5 va avanti.

Ci sono nuovi sviluppi nella class action avviata contro Sony per colpa del problema di drift del DualSense di PS5: la compagnia sarà infatti portata in tribunale per i controller difettosi.

Il controller next-gen di Sony presenta infatti un fastidioso problema, che in alcuni casi tende a registrare movimenti anche quando l’analogico non è effettivamente utilizzato.

La class action era stata avviata poco più di due mesi fa da uno studio legale esperto in materia, che aveva già annunciato di voler procedere eventualmente in tribunale contro Sony per il problema.

Il video di un esperto aveva definito questo problema «prevedibile» a causa degli analogici utilizzati: questo filmato è stato citato nella causa come una prova di come Sony abbia volutamente costruito un prodotto destinato a creare problemi.

Sony sarà portata in tribunale per il drift di DualSense.

Come riportato da Video Games Chronicle, i termini di servizio della licenza software PS5, a cui è necessario aderire prima di poter utilizzare la console, stabiliscono che c’è una clausola compromissoria che impedirebbe agli utenti di risolvere eventuali dispute in un tribunale.

Tuttavia, è possibile rifiutare questa particolare clausola mandando una lettera a Sony entro 30 giorni dall’accensione della console.

Lo studio legale ha aiutato gli utenti coinvolti nella class action preparando un modello di lettera da compilare, offrendosi poi di mandarle alla compagnia da parte loro: oggi hanno dichiarato che 6 persone hanno scelto di assicurarsi che la disputa venisse risolta in tribunale.

Di conseguenza, lo studio legale Chimicles Schwartz Kriner & Donaldson-Smith ha richiesto che Sony si presenti davanti ad un giudice per discutere questa class action nei suoi confronti.

A questo punto, non ci resta che aspettare nuovi aggiornamenti come si evolverà la vicenda, aspettando un eventuale commento ufficiale di Sony sulla causa attualmente in corso.

Il problema era già stato segnalato da diversi giocatori a dicembre, che avevano notato come sul proprio dispositivo venissero registrati movimenti che nella realtà non erano eseguiti.

Uno dei fattori che ha contribuito a portare avanti la class action fu la risposta di Sony, che riferì come il problema fosse coperto dalla garanzia ma che gli utenti coinvolti avrebbero dovuto pagare la spedizione all’assistenza di tasca propria.

Nel frattempo, il controller di PS5 continua a venire costantemente aggiornato, seppur questo problema ad oggi non sia ancora stato risolto.

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