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Project Galileo, a che punto è lo sviluppo del soulslike italiano?

Jyamma Games non ha ancora svelato i dettagli del suo titolo più ambizioso.

I soulslike sono un genere particolarmente in voga, specie dopo il successo sempre crescente di Dark Souls e tutti i titoli sviluppati da FromSoftware.

Lo scorso abbiamo avuto modo di parlare con Giacomo Greco di Jyamma Games, software house indipendente ora al lavoro su Project Galileo, un souls doppia A+ ispirato a classici come Sekiro: Shadows Die Twice.

Durante la chiacchierata è emerso che l’avventura immergerà il giocatore in Italia, dandogli così modo di scoprire le bellezze culturali, paesaggistiche e architettoniche del nostro paese.

L’idea alla base del gioco è infatti quella di immergere l’utente nel cuore del folclore italiano.

Una scelta, quella di Jyamma, assolutamente unica nel suo genere, tanto che se tutto andrà come deve andare potremmo trovarci tra le mani un titolo davvero molto particolare.

Sempre lo scorso mese di aprile, si sono tenute a Milano alcune sessioni di motion capture in collaborazione con alcuni stuntman professionisti e tecnici del settore.

Poco sotto, potete infatti ammirare alcuni scatti inediti delle vari fasi di registrazione (via comunicato stampa):

Al momento in cui scriviamo, non sappiamo quando lo sviluppo del gioco giungerà a conclusione, né quando sarà reso noto il titolo ufficiale (che, ricordiamo, al momento è provvisorio).

Com’è noto, la fase di pre-produzione di Project Galileo è iniziata grazie anche all’utilizzo del versatile Unreal Engine, il motore grafico di Epic Games.

Sicuramente, quindi, il comparto tecnico del gioco risulterà all’altezza delle aspettative, con la speranza che anche le scenografie e l’estetica generale del gioco siano degne di nota.

Il gioco dovrebbe vedere la luce su quasi tutte le piattaforme in circolazione, sebbene la speranza è che riesca a vedere la luce anche su PS5 e Xbox Series X|S.

Gli amanti dei soulslike non dovrebbero in ogni caso perdere di vista i giochi del PlayStation Now di maggio (visto che c’è una sorpresa davvero niente male).

Da non perdere neanche il pezzo di Valentino Cinefra, nel quale spiega che i videogiochi difficili a tutti i costi (tra cui i souls) non sono l’unità di misura della qualità.

Infine, recuperate anche il nostro speciale in cui la nostra Stefania Sperandio vi racconta la sua (traumatica) esperienza con uno dei souls più belli di sempre: Bloodborne.

Se volete godervi un soulslike targato FromSoftware, che ne direste di mettere le mani su Bloodborne?