Electronic Arts è in crisi? L'azienda annuncia altri licenziamenti di massa

Electronic Arts si unisce alle altre aziende tech che hanno messo in atto licenziamenti di massa nonostante, di fatto, non sia in crisi.

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a cura di Valentino Cinefra

Staff Writer

Le aziende del settore tecnologico stanno subendo l'inevitabile ricaduta degli investimenti fatti durante il lockdown del Covid-19, ed Electronic Arts è la nuova azienda che annuncia licenziamenti di massa.

Con Star Wars Jedi: Survivor in arrivo, che potete già preordinare su Amazon, il publisher si prepara ad una seconda parte di 2023 con una rivistazione della forza lavoro.

Una nuova ondata di licenziamenti che arriva dopo quella di febbraio che, per altro, era stata annunciata anche tramite Zoom in maniera molto grottesca.

La quale segue un trend ormai evidente, per cui Electronic Arts ha pure staccato la spina ad alcune franchise ed altri progetti ad essi collegati.

L'annuncio, rilanciato da PC Gamer, arriva ovviamente da Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts e mefistofelico villain mancato di un film di James Bond.

Stando ai primi dati, si può parlare orientativamente di un 6% della forza lavoro totale di Electronic Arts.

Tuttavia, come accade ogni tanto nel caso di licenziamenti così imponenti all'interno delle multinazionali, il publisher non risulta essere effettivamente in crisi dal punto di vista finanziario.

«Anche in mezzo all'incertezza generale, EA opera da una posizione di forza», dichiara Andrew Wilson, che cita le posizioni dominanti di franchise come FIFA 23, il successo di Apex Legends e l'andamento sempre positivo di The Sims.

Il punto, come esplora Wilson nel suo comunicato, per Electronic Arts è quello di creare «giochi ed esperienze che intrattengano enormi comunità online; creare storie interattive di successo; e amplificare il potere della community dentro e intorno ai nostri giochi con strumenti social e creatori», con buona pace di quei progetti che non rientrano all'interno di questi obiettivi.

E questo significa, ovviamente, licenziare quel personale che non è all'interno dei progetti di cui sopra:

«Si prevede che queste decisioni avranno un impatto su circa il sei percento della forza lavoro della nostra azienda. Questa è la parte più difficile e stiamo lavorando al processo con la massima cura e rispetto. Dove possiamo, stiamo offrendo opportunità ai nostri colleghi di passare ad altri progetti.»

Electronic Arts segue quindi a ruota GameStop, Microsoft per la divisione corporate e anche quella gaming che ha coinvolto Halo Infinite, ma anche Google e Riot Games. Nomi che, di questo passo, non saranno di certo gli ultimi del settore.

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