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I migliori God of War | La classifica

I capitoli di God of War, dal peggiore al migliore, con la nostra classifica.

La saga di God of War, negli anni, ha rappresentato una delle IP più importanti tra quelle disponibili nel catalogo PlayStation, per motivi che vanno a toccare sia la questione tecnica che ludica.

Sia il soft reboot delle avventure di Kratos uscito nel 2018 che il sequel ufficiale, ossia God of War Ragnarok, disponibile su PS4 e PS5 dal 9 novembre 2022 (e che trovate anche su Amazon a prezzo molto interessante), hanno dato nuova linfa a una saga nata in realtà ai tempi della gloriosa PlayStation 2, visto che il primo capitolo è uscito sulla console Sony a 128-bit nel lontano 2005.

In questi lunghi anni abbiamo visto il dio “crescere” come guerriero e come essere umano, liberandosi dalle catene della rabbia per diventare una figura paterna a suo modo unica. Vero che anche la saga stessa ha visto nel tempo un processo di trasformazione ed evoluzione, visto che con l’uscita di Ragnarok abbiamo pensato che fosse il momento giusto per passare in rassegna alcuni capitoli di God of War, dal peggiore al migliore, con la nostra consueta classifica, dopo quelle dedicate ai Final Fantasy, ai Silent Hill, ai Resident Evilai Tomb Raider, al franchise di Call of Duty e, infine, anche ai GTA.

Chiaramente, anche stavolta aspettiamo la vostra classifica personale nei commenti in fondo all’articolo!

Attenzione: questo articolo può contenere spoiler da God of War (2018)Se non avete completato il gioco, vi raccomandiamo di interrompere qui la lettura.

7) God of War Ascension

God of War Ascension non è un brutto gioco, anche considerando il fatto che si tratta del saluto di Kratos da PS3 con un action game a tutto tondo. La trama vede il guerriero spartano prigioniero delle Furie, creature immortali custodi dell’onore e persecutrici dei traditori, a causa del tradimento del suo patto di sangue con il dio della guerra Ares. Una delle Furie, nota come Megera, raggiunge Kratos e lo libera per errore mentre cercava di ucciderlo. Da quel momento, prenderà il via una nuova odissea di sangue e vendetta senza esclusione di colpi.

Il vero difetto del gioco, se così possiamo dire, è stato quello di non riuscire a svecchiare una serie arrivata alla sua quarta iterazione e il proporre di fatto le stesse dinamiche di gioco, nonostante il “nuovo” combat system abbia tentato di rinnovare una formula ormai rodata da tanti anni. Anche l’epicità della trama è decisamente meno marcata e incisiva rispetto agli standard a cui ci aveva abituato il franchise, cosa questa che condanna inevitabilmente Ascension all’ultimo posto della nostra classifica.

Potete approfondire la conoscenza con Ascension nel nostro recente video articolo di Adriano Di Medio.

6) God of War III

God of War III è il capitolo conclusivo della trilogia denominata ‘Prima Era’ e ambientata nella mitologia greca, nonché un action game in grado di chiudere una vera e propria epoca. Il gioco prende il via dalla fine del secondo episodio, con Kratos sul dorso di Gaia, assieme agli altri Titani, pronto a iniziare la scalata al Monte Olimpo per attaccare gli dèi. In cima alla montagna Ermes, Poseidone, Ade ed Elio si preparano al combattimento, incluso il possente Zeus. Kratos non riesce tuttavia nella sua impresa, cadendo verso l’Ade dopo essere stato separato dalla Spada dell’Olimpo.

Il terzo capitolo è sicuramente ricordato come uno dei più brutali e violenti della serie, incluse alcune gradite aggiunte al gameplay generale, le quali cercano di spingere la serie verso nuove vette di eccellenza. Ciò nonostante, le epiche battaglie contro gli dèi e i titani non riescono a fare decollare la narrazione, la quale sembra essere passata inesorabilmente in secondo piano.

Con God of War III Sony Santa Monica aveva quindi la possibilità di cambiare le carte in tavola e di spiazzare i giocatori, ma così non è stato. L’atto finale della prima trilogia di Kratos soffre quindi di una trama prevedibile e un cliffhanger che lascia più dubbi che risposte. Un vero peccato.

L'imponenza di Kratos.

5) God of War Chains of Olympus

Sviluppato dai Ready at Dawn Studios in esclusiva per la piccola ma performante PlayStation Portable (o PSP, come preferite), God of War Chains of Olympus è il terzo capitolo della serie nonché prequel della stessa. Essendo una storia di origini, la trama vede Kratos, un guerriero tormentato dai suoi incubi, ridotto a essere un semplice servo degli dèi. Il suo passato è segnato da grandi conquiste e battaglie, anche se un esercito di barbari lo ha poi costretto alla resa, a un passo dalla morte. Tuttavia, il destino di Kratos sembra non essere ancora segnato, visto che ad aiutare il guerriero caduto interverrà nientemeno che Ares: inizierà così il percorso di vendetta che tutti noi conosciamo.

Chains of Olympus offre un interessante cambio di rotta in termini di narrazione: essendo ambientato prima degli eventi del primo God of War e poco dopo quelli di Ascension, il titolo per PSP mostra alcuni lati del Fantasma di Sparta mai mostrati in precedenza. Seguendo lo schema dei giochi precedenti, il titolo mantiene in ogni caso lo stesso combat system divenuto parte integrante dell’intero franchise.

Tuttavia, va detto che il team di Ready at Dawn è riuscito a far funzionare il tutto in modo magistrale anche sulla “piccola” PlayStation Portabile, portando a compimento un vero e proprio miracolo tecnico ancora oggi degno di nota.

4) God of War II

God of War II, di base, nasce come sequel piuttosto consueto, visto che il gioco non si discosta molto dal primo capitolo, proponendo meccaniche pressoché invariate rispetto al primo capitolo. Ciò nonostante, la seconda avventura di Kratos è riuscita a ritoccare tutti gli spigoli del primo GOW, tanto che la qualità che traspare da ogni singolo aspetto dell’opera lascia ancora oggi stupiti.

La trama: dopo aver sconfitto Ares, Kratos è diventato il nuovo Dio della guerra. Il dio, tuttavia, non sembra aver placato la sua rabbia contro gli alti dèi Olimpici, visto e considerato che Atena non ha rimosso i suoi ricordi, rivelandogli anche che gli altri immortali lo guardano con sospetto. Il Fantasma di Sparta, con l’arroganza che lo contraddistingue, ignora le sue parole, dando il via a una nuova serie di eventi che lo porterà di nuovo a imbracciare le armi.

Graficamente pazzesco (perlomeno all’epoca della sua uscita), dotato di un ritmo e una varietà impeccabili e una giocabilità che portava avanti gli standard degli action game su PS2. God of War II è, nel suo essere “solo” un sequel, un titolo entrato nel mito e dotato di qualità indiscusse.

Un artwork vale più di mille battaglie

3) God of War (2018)

In tempi non sospetti, Sony si è resa conto che era giunto il momento di svecchiare una saga che ormai aveva dato tutto ciò che poteva offrire al suo pubblico. Per farlo, Santa Monica ha scelto un vero e proprio soft reboot, ossia un riavvio con il retrogusto del sequel, che non rinnega il suo passato ma guarda dritto al futuro. Ecco quindi che il God of War uscito nel 2018 rappresenta di fatto una vera e propria ripartenza per il franchise, nonché un gioco d’avventura meno action e fondato principalmente sull’esplorazione.

La trama è ambientata anni dopo le vicende dei capitoli precedenti: Kratos si è finalmente preso la sua vendetta contro gli dèi dell’Olimpo, portando però la Grecia alla rovina. Lo spartano, dopo aver viaggiato fino alle terre del nord, decide di giungere nei luoghi controllati dalle antiche divinità norrene: in quelle lande, l’ex dio decide però di vivere una vita tranquilla con la sua nuova famiglia, incluso suo figlio Atreus. Con il giovane al suo fianco, Kratos deciderà di affrontare un lungo viaggio per onorare l’ultimo desiderio in punto di morte di Faye, moglie del dio della guerra e madre di Atreus.

Il gioco, com’è facile intuire, è un vero gioiello: lontano dalle velleità da stylish game, il God of War del 2018 eredita la struttura dei classici action adventure PlayStation (à la Uncharted e The Last of Us, per capirci), con in più l’epicità dei capitoli originali che male non è. Questo, unito ad alcune tra le più belle ambientazioni viste negli ultimi anni e a una storia che pone l’accento anche sul rapporto padre-figlio, donano al soft reboot il terzo posto che merita.

"Più aspetterai e peggio sarà, Kratos..."

2) God of War

Il capitolo da cui tutto è iniziato, un gioco dal valore storico inattaccabile, nonché uno dei titoli usciti su console PlayStation 2 più importanti e incisivi di tutti i tempi. Il primo God of War, uscito nell’ormai lontanissimo 2005, è infatti una pietra miliare del genere, un action game in grado di lasciare a bocca aperta grazie ai suoi momenti epici, alle boss fight imponenti e alla trama ricca di pathos.

Il gioco ha mostrato ai fan di tutto il mondo quanto possa essere divertente la vendetta quando si ha la giusta motivazione, a partire dalla trama: sono passati dieci anni da quando Kratos ha servito gli dèi dell’Olimpo, ma a quanto pare è giunto il momento di mettere la parola fine a tutto questo. L’odio verso colui che ritiene responsabile dei suoi guai, ossia Ares, è più forte di ogni altra cosa, tanto che Atena informa Kratos che, se ucciderà il vero dio della guerra, tutti i suoi peccati saranno perdonati, per sempre.

Il viaggio attraverso l’antica Grecia è ancora oggi qualcosa si unico: combattimenti senza sosta per un’esplosione di sangue e violenza, uniti a personaggi, nemici e ambientazioni memorabili e a un respiro epico dell’intera vicenda, hanno fatto sì che il gioco uscito su PlayStation 2 fosse ricordato per i secoli a venire.

Una boss fight entrata nella leggenda.

1) God of War Ragnarok

Sì, God of War Ragnarok guadagna la vetta della classifica. Nella nostra recensione, potete trovare a questo indirizzo, vi spieghiamo a chiare lettere che si tratta della «prorompente evoluzione del capitolo precedente, in grado di migliorare a tutto tondo ogni caratteristica di gioco fino a potenziarla in maniera grandiosa e inappuntabile». L’ultima avventura di Kratos e Atreus è un gioco che non solo corregge tutto ciò che non andava nel predecessore, specie lato combat system, ma è anche e soprattutto un gioco dotato di un’idea di fondo ben precisa.

La storia vede nuovamente in scena Kratos e suo figlio Atreus, ormai divenuto adolescente, impegnati ad attraversare i nove mondi alla ricerca di un rimedio per prevenire il Ragnarök, ossia la fine del mondo nordico così come lo conosciamo, oltre a cercare disperatamente una risposta dietro l’identità di Atreus come Loki, dio dell’inganno. Il loro viaggio li porterà da Týr, il dio norreno della guerra creduto morto, dando il via a un’epopea che chiuderà il cerchio del padre e di suo figlio.

Ragnarok è un’epopea unica ed emozionante che chiude la vicenda norrena dello spartano, andando oltre le qualità del precedente capitolo. Si tratta inoltre di un punto d’arrivo per l’intera saga, il cui epilogo è forse ancora tutto da raccontare. Il gioco uscito lo scorso 9 novembre ha inoltre dalla sua un combat system appagante e in grado di rielaborare i tratti distintivi del primo episodio, per un’avventura dai tratti epici e caratteristici che – ne siamo certi – segnerà il genere di appartenenza per molti anni a venire.

Un plauso al team di Sony Santa Monica e un arrivederci al dio della guerra. La sua battaglia contro gli dèi, ne siamo certi, non finirà mai.