News 2 min

GTA 6, l’hacker responsabile del leak sarebbe già nel mirino dell’FBI

Il presunto colpevole del leak di GTA 6 sarebbe già finito sotto la lente d'ingrandimento dell'FBI.

Dopo che Rockstar Games e Take-Two hanno confermato ufficialmente il clamoroso mega-leak di GTA 6, sembra essere partita ufficialmente la “caccia all’uomo” responsabile dell’attacco hacker.

Ricordiamo infatti che la scorsa domenica sono trapelati oltre 90 filmati e immagini da una build interna dell’erede di GTA V (trovate l’edizione next-gen in sconto su Amazon), con clip risalenti addirittura al 2021 e, ovviamente, non pronte per essere mostrate al grande pubblico.

Nelle scorse ore gli sviluppatori hanno confermato la notizia, ma nel frattempo è partita la ricerca per individuare il responsabile, che stando alle prime indiscrezioni avrebbe soltanto 16 anni.

Sembrerebbe inoltre che l’hacker si sia reso responsabile di numerosi altri attacchi che hanno coinvolto, tra le altre aziende, anche il colosso Uber: come riportato da VGC, è stato proprio il gigante dei servizi di trasporto a segnalare che il responsabile sarebbe già finito sotto la lente d’ingrandimento dell’FBI.

Uber ha infatti rilasciato sul proprio sito un comunicato ufficiale, in cui spiega i potenziali collegamenti dell’hacker con altri numerosi attacchi, incluso proprio quello con Rockstar Games e altre grandi compagnie tecnologiche e del gaming come Samsung, Nvidia, Ubisoft e Microsoft.

Il responsabile farebbe parte di un gruppo chiamato Lapsus$: il gigante dei trasporti sottolinea che il loro modus operandi è stato quasi del tutto identico in tutti i recenti attacchi svolti durante lo scorso anno, incluso il clamoroso leak di GTA 6 delle ultime ore:

«Questo fine settimana sono arrivati report che lo stesso responsabile ha violato la sicurezza del creatore di videogiochi Rockstar Games.

Stiamo collaborando strettamente con l’FBI e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sulla questione e continueremo a supportare i loro sforzi».

Insomma, gli attacchi hacker sarebbero stati numerosi, ripetuti nel tempo e avvenuti con le stesse modalità: troppe coincidenze per violazioni estremamente gravi, che sembrerebbero definitivamente essere finite sotto l’indagine delle massime autorità.

In attesa di un esito definitivo per le indagini, ricordiamo che non possiamo sapere con certezza se sia davvero questo il gruppo — o il singolo hacker — responsabile dell’attacco: vi terremo prontamente aggiornati qualora arrivassero ulteriori novità.

Quel che appare certo è che si è trattato di un duro colpo per Take-Two: non solo perché è stata messa in discussione la credibilità e sarebbero state trapelate informazioni sensibili, incluso il codice sorgente messo in vendita, ma anche perché le loro azioni sono conseguentemente crollate.