E3 2019, conferenza Xbox | Esibizione massiccia, ma niente botti

L'evento di Microsoft ha avuto un ritmo asfissiante, tagliando non solo sulle parole dei creatori ma anche sul gameplay

Recap
A cura di Paolo Sirio - 10 Giugno 2019 - 3:09

Ci era stata promessa una conferenza Xbox imbottita di contenuti, con pochissimo tempo per il pur acclamatissimo Phil Spencer sul palco, e questo proposito è stato mantenuto: l’evento di Microsoft ha avuto un ritmo asfissiante, com’è del resto tradizione da quando si è spostato all’eponimo Theater di Los Angeles, tagliando non solo sulle parole dei creatori ma anche sul gameplay, per il quale evidentemente ci sarà tempo in separate sedi.

Quando imponi un passo così sostenuto, chiaramente, corri il rischio di perderti qualcosa per strada e nel caso di Xbox possiamo le assenze non sono mancate: Fable di Playground Games non si è visto anche a questa tornata, così come è mancata la sorpresa che avrebbe potuto rendere memorabile l’evento, qualcosa del genere Shigeru Miyamoto sul palco per qualche tipo di collaborazione.

Allo stesso modo ci si sarebbe potuto aspettare qualche dettaglio in più su Project xCloud, che pure era stato passato come grande protagonista della manifestazione e che invece sembra essere un passetto indietro rispetto al previsto – forse complice l’allarme un po’ rientrato di Google Stadia, grande spauracchio dell’industria dei videogiochi che presumibilmente fa meno paura dopo il reveal della settimana scorsa.

Ad ogni modo, i contenuti non sono mancati, e c’è stato spazio per l’acquisizione di turno che ormai sembra non poter mancare quando ci sono un palco e le parole Xbox Game Studios messe una in fila all’altra: a questo giro è toccata, a sorpresa, a Double Fine Productions, paradossalmente uno dei pochi nomi che non erano finiti nel turbinio di rumor circolati nei mesi scorsi.

 

La software house di Tim Schafer si è fatta un nome grazie ai suoi progetti super creativi e ha avuto qualche problema a portare avanti lo sviluppo di Psychonauts 2, a causa dei guai finanziari del publisher Starbreeze vicino alla bancarotta; l’intervento di Microsoft anche in questo caso, com’è stato per inXile, assicura lunga vita ad uno sviluppatore talentuoso (e l’attesissimo platform dal day one su Xbox Game Pass).

A sorpresa dopo la conferenza è arrivata una precisazione da parte del gigante di Redmond circa il numero di studi della famiglia Xbox, che si è arricchita anche di una nuova realtà guidata da Shannon Loftis, ex responsabile dell’etichetta Global Publishing, cui è stata data la responsabilità di gestire il marchio di Age of Empires. Il quarto capitolo rimane nelle mani di Relic Entertainment, proprietà di SEGA, ma in futuro lo sviluppo verrà gestito in house.

Xbox Game Pass ha avuto una parte fondamentale della strategia comunicativa di Microsoft, che ha sfocato le linee che separano PC e Xbox One in favore del suo servizio in abbonamento. Servizio che è disponibile da oggi in beta su PC: costerà 9,99 euro come su console, ma è ora in offerta ad un solo euro per il primo mese con rinnovo fissato a 3,99 euro per un periodo limitato.

La libreria ha già proporzioni colossali, con i famosi cento pezzi portati subito sul tavolo e una proposta pensata per avere un appeal specifico sui giocatori PC. Ci sono i first-party, che non mancheranno dal day one come su console, ma anche produzioni progettate appositamente per la piattaforma, come Football Manager 2019, Imperator Rome, Tyranny, Slay the Spire e Rise of Nations.

xbox game studios e3 2019

Project xCloud e Project Scarlett

Non sono mancate le new entry su Xbox Game Pass per Xbox One, tra cui il recentissimo Metro Exodus, Shenmue 1 & 2, Batman: Arkham Knight, Hollow Knight, Moonlighter e molti altri, e l’uscita di Xbox Game Pass Ultimate è stata confermata per la giornata di oggi con un prezzo italiano di 12,99 euro: questo piano conterrà XGP su entrambe le piattaforme e Xbox Live Gold ad un prezzo estremamente vantaggioso.

Lato hardware e streaming non sono mancate le notizie, come abbiamo anticipato, anche se era lecito aspettarsi qualche particolare in più sul funzionamento di Project xCloud e forse il branding definitivo visto che il lancio, è stato rivelato, è programmato già per il mese di ottobre – un mese prima del novembre di Google Stadia, per “puro caso”.

La piattaforma di streaming di Microsoft si presterà, notizia di oggi, ad una sorta di remote play con Xbox One, con ciascuna console che diventerà di fatto un server per lo streaming su smartphone, tablet o PC, mentre è stato confermato che avremo la possibilità di usarvi i titoli Xbox Game Pass e quelli già posseduti in digitale; un grosso vantaggio rispetto al già citato Stadia che invece richiede acquisti a parte.

Probabilmente si è sentito poco al riguardo perché c’era poco da dire, nessun messaggio elaborato o peggio contorto da passare agli utenti; una prova disponibile per i partecipanti all’E3 2019, per la prima volta fuori dalla cerchia dei dipendenti Microsoft (l’ultima build era la “take home”), e un’uscita che non avrà bisogno di grosse spiegazioni con early access, pacchetti, abbonamenti vari come si è ritrovata evidentemente costretta a fare la nuova concorrente.

project scarlett

Project Scarlett è stata anch’essa presentata ed è andata esattamente come immaginavamo: teaser in stile Project Scorpio, primi dettagli sulle idee e il team dietro lo sviluppo, e finestra di lancio fissata al 2020. Per il momento almeno non abbiamo sentito di una seconda console meno potete da affiancare al “mostro”, ma è possibile che il discorso si riapra più vicini al day one su questo fronte.

La console è quattro volte più potente di Xbox One X, com’è stato spiegato, equipaggia un SSD che usa anche per la creazione di una memoria virtuale, ha la velocità al centro della propria filosofia e monta memorie GDDR6 non a caso. L’architettura co-progettata con AMD è basata su Radeon RDNA, Zen 2 e Navi, esattamente come PlayStation 5, e prevede compatibilità con tutte le Xbox pubblicate in precedenza (non sappiamo se via emulazione come successo finora o se ci saranno passi in avanti ulteriori).

Sarà supportato il ray tracing, mentre teoricamente almeno si potrà viaggiare con risoluzioni fino a 8K e frame rate fino a 120fps. Last but not least, è stato confermato che Halo Infinite sarà un titolo di lancio di Scarlett, della quale rappresenterà uno showcase grafico grazie al nuovo motore di 343 Industries, lo SlipSpace, che renderizzerà modelli poligonali più dettagliati e ambientazioni più grandi.

Il discorso sull’hardware si esaurisce sul nuovo Controller Elite, la Serie 2, che arriverà sul mercato finalmente il 4 novembre e garantirà una… serie di novità per i giocatori pro così come quelli che amano stare comodi con il loro pad Xbox One tra le mani: c’è un nuovo grip realizzato con trama a diamante, la batteria è al litio integrata, ricarica tramite USB-C, profili personalizzati per i giochi first-party di Microsoft e tanto altro ancora. Il prezzo è super deluxe, 179,99 euro.

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I giochi

Quanto ai giochi in se, il materiale è stato di un’abbondanza assoluta sebbene il ritmo della presentazione abbia avuto dell’incessante: si è partiti coi first-party di nuovo arrivo, ovvero The Outer Worlds che sarà su Xbox Game Pass fin dal day one del 25 ottobre e Bleeding Edge, di cui sapevamo tutto già dai giorni scorsi a causa di un brutto leak che ci ha svelato questo brawler PvP dal combat director di DmC Devil May Cry.

La technical alpha partirà a giorni, per cui sapremo se ne varrà davvero la pena a stretto giro, se non altro. Al di là della bontà del progetto, che rimane da valutare in una cornice storica come quella del 2019 affollatissima sotto il profilo competitivo, ci sarebbe piaciuto ricevere rassicurazioni sul fatto che Ninja Theory stia lavorando a qualcosa nel solco di Hellblade, story-driven; le rassicurazioni non sono arrivate, quindi dovremo fabbricarcele da noi autoconvincendoci che ci sia un secondo team già al lavoro in una direzione narrativa.

Ori and the Will of the Wisps è stato rinviato abbastanza inaspettatamente al 2020, ma almeno ha una data d’uscita sicura, così come Gears 5 è stato confermato per il 10 settembre con una nuova modalità in stile The Division horror per tre persone, Escape, e un test tecnico multiplayer previsto su scala piuttosto ampia per il mese di luglio.

Forza Horizon 4 ha ricevuto la tanto chiacchierata espansione brand-oriented, e quel marchio altri non è che LEGO, e State of Decay 2 si è arricchito fin da subito con un nuovo contenuto aggiuntivo che ne arricchirà la storia e gli fornirà delle diramazioni legate alla trama di cui è capace e che ci piacerebbe esplorasse di più in futuro.

E3 2019, conferenza Xbox | Esibizione massiccia, ma niente botti

Gears Pop!, Battletoads e Wasteland 3 sono tornati a farsi vedere ma non hanno ancora date d’uscita, questi ultimi due in arrivo anch’essi su Xbox Game Pass fin dal day one, mentre Age of Empires II Definitive Edition, Minecraft Dungeons e Microsoft Flight si sono guadagnati tutti una prima comparsa in termini di gameplay. MF è una sorpresa, a dire il vero, ma sarà interessante vedere come sfrutterà Azure per la rilevazione in tempo reale dei territori che sorvoloremo.

Halo Infinite merita un capitolo a parte. Il titolo di 343 Industries non si è mostrato con del gameplay ed è comprensibile come scelta visto che si tratta della prima vera produzione next-gen del portfolio di Microsoft; la piega che ha preso la storia non sembra lasciare dubbi sulla promessa di un sequel di Halo 5, visto che abbiamo scorto un agguerrito Master Chief ripescato dall’ennesimo periodo di sonno indotto e un’umanità sull’orlo del collasso. Curioso, se non ghiotto, l’abbraccio con una Cortana a fine trailer che avevamo lasciato nei panni di nuova villain della saga.

Lato third-party, la carne messa a cuocere è forse ancora di più: abbiamo visto un’esibizione d’altri tempi di Keanu Reeves sul palco del Microsoft Theater, dove – senza preoccuparsi di far finta di non stare recitando una parte cucitagli addosso da CD Projekt RED – ha svelato la data d’uscita di Cyberpunk 2077 fissata al 16 aprile 2020 e una parte come personaggio non giocabile nel titolo per PC, PS4 e Xbox One.

Tales of Arise ed Elden Ring sono stati confermati dai leak dei giorni scorsi di Bandai Namco, il primo come un revamp generale della serie ruolistica con una grafica ora più realistica e matura, il secondo quale collaborazione eccellente per un erede della trilogia di Dark Souls (RPG più che action à la Sekiro) scritto a quattro mani con Hidetaka Miyazaki e George R.R. Martin de Il Trono di Spade.

E3 2019, conferenza Xbox | Esibizione massiccia, ma niente botti

Di Dragon Ball Z: Kakarot si era parlato nel pomeriggio di ieri e abbiamo avuto conferma del fatto che è il fu Project Z, l’action RPG della serie ideata da Akira Toriyama: sarà “una storia di Goku” ambientata nell’arco della saga di Z, per cui sappiamo cosa aspettarci a livello temporale e dovrebbe esserci un focus sulla figura dell’eroe Saiyan. Dying Light 2 è in uscita, invece, nella primavera 2020.

Se 12 Minutes è un interessante indie di Annapurna Interactive in cui vestiremo i panni di un uomo comune intrappolato in un loop temporale, oltre che in un matrimonio abbastanza fosco, CrossFire X e Blair Witch sono due esclusive console; la prima a tempo, con una campagna single-player creata da Remedy che torna così a lavorare indirettamente “solo” su Xbox, la seconda totale, almeno per ora, dai creatori di Layers of Fear e Observer addirittura già per il 30 agosto nei negozi. Phantasy Star Online 2, infine, viene portato per la prima volta in Occidente e, notizia, arriva dalle nostre parti grazie ad Xbox e non a PlayStation. Magia, anche questa, di un E3 senza Sony.

Microsoft aveva la responsabilità di fare un grande E3 2019, vista l’assenza di Sony che l’aveva resa automaticamente alfiere del gaming, e probabilmente ha pagato lo scotto cercando di fare una conferenza quanto più inclusiva possibile. Il ritmo sostenuto ha lasciato poco spazio a riflessioni sulla natura concreta dei giochi mostrati, così come sui servizi, vedi xCloud, che ci saremmo aspettati più centrali; sono mancati infine i botti, in stile Fable, che avrebbero potuto lasciare il segno sul lungo termine. Uno show dai valori produttivi elevati, una libreria solida, una nuova acquisizione di qualità ed esperienza, ma anche un’annata di transizione evidente. Il terreno di scontro reale sarà la next-gen, con buona pace del 2019.




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