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Call of Duty Warzone, 350.000 utenti bannati: il motivo non vi sorprenderà

Activision dichiara guerra al razzismo ed alla tossicità su Call of Duty.

Activision continua a lottare costantemente per garantire la maggiore inclusione possibile all’interno di tutti i titoli dedicati alla serie sparatutto in prima persona, come Call of Duty Warzone, cercando costantemente di bannare permanentemente tutti gli account problematici.

Per sottolineare il proprio impegno contro il razzismo e la tossicità nei videogiochi, gli sviluppatori hanno infatti di aver sospeso oltre 350.000 account da giochi come Call of Duty Black Ops Cold War, per motivi legati al razzismo o alla tossicità.

Se si pensa che sul solo Call of Duty Warzone gli sviluppatori sono arrivati a bannare oltre 475.000 account per cheating, si tratta di numeri decisamente impressionanti, che dimostrano come ci sia ancora tanta strada da fare a livello sociale.

Già l’anno scorso gli sviluppatori avevano fatto sapere che non avrebbero tollerato commenti razzisti all’interno della serie sparatutto: nel 2021 ci hanno tenuto dunque a ribadire il loro costante impegno.

Oltre 350.000 account bannati da Call of Duty per razzismo e tossicità.

Come riportato da Twinfinite, Activision ha infatti diffuso online un vero e proprio report su tutti i progressi fatti contro la tossicità online negli ultimi 12 mesi, che potete consultare voi stessi cliccando qui.

La software house ha specificato chiaramente di aver infatti sospeso permanentemente «oltre 350.000 account per nomi razzisti o comportamenti tossici, basandoci su segnalazioni dei giocatori ed un’analisi approfondita del database con i nomi degli utenti».

Le segnalazioni dei giocatori avrebbero dunque giocato un ruolo fondamentale in questa battaglia ed avrebbero permesso ad Activision di intervenire tempestivamente per bloccare atteggiamenti dannosi.

Non solo, ma è stato anche annunciato di aver implementato diversi filtri per bloccare nomi e termini potenzialmente offensivi nelle 11 lingue disponibili, non potendoli utilizzare nemmeno in chat o per i propri clan.

In ogni caso, vogliono assicurarsi di migliorare la comunicazione con i propri giocatori, al fine che gli utenti possano avere tutti gli strumenti necessari per ridurre i comportamenti tossici nei videogiochi.

Siamo certi che tantissimi giocatori apprezzeranno l’impegno del team di sviluppo, che sta lavorando per garantire un sano divertimento a tutti i giocatori, senza alcuna discriminazione.

A tal proposito, vi ricordiamo che, in attesa dell’annuncio ufficiale, questo fine settimana dovrebbe essere disponibile gratis Call of Duty Black Ops Cold War.

La storica mappa di Warzone, Verdansk, è stata modificata per renderla più simile all’estetica di Cold War, ma potrebbe cambiare un aspetto controverso.

Gli sviluppatori sono inoltre sempre attenti al cheating: una nuova hack sta creando diversi problemi nel gioco.

Se volete recuperare un altro capitolo della serie sparatutto di Activision, potete acquistare Call of Duty Black Ops IIII in offerta su Amazon.