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UnMetal è il Metal Gear Solid che meritiamo | Recensione

Omaggiare le avventure di Solid Snake attraverso una sana dose di satira.

Da quando Konami ha messo in un angolo la serie di Metal Gear, dopo l’uscita di The Phantom Pain e lo spin-off Survive, gli appassionati sembravano aver quasi del tutto perso le speranze di vedere un nuovo capitolo ufficiale del franchise, specie per via dell’abbandono di Hideo Kojima dalla cabina di regia.

UnMetal

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
stealth-game
Data di uscita:
28 Settembre 2021
Sviluppatore:
UnEpic Fran
Distributore:
Versus Evil

Vero anche che il recente report pubblicato in anteprima da Andy Robinson di VGC sembra aver smosso le acque, con la promessa che alcuni importanti marchi Konami – incluso appunto quello di Metal Gear – torneranno molto presto. Si parla infatti di una sorta di remake/remaster di Snake Eater, accompagnato anche dalle riproposizioni dei capitoli classici della saga, sebbene al momento non vi sia ancora nulla di ufficiale.

Nel mentre, qualcuno ha ben pensato di realizzare un clone della storica serie action stealth di Kojima, un gioco che omaggia prima di tutto i primissimi capitoli in 2D delle avventure di Solid Snake, usciti alla fine dei lontani ’80 su MSX (e non solo): stiamo parlando di UnMetal.

Si tratta du un’avventura d’azione realizzata da UnEpic Fran (pseudonimo di Francisco Tellez de Meneses) e fortemente condita da una sana dose di humor. Se a una prima occhiata il gioco può apparire come una semplice parodia di una saga decisamente più seriosa, in grado di toccare tematiche come la vita, la morte e il sacrificio sul campo di battaglia, scavando più a fondo si intuisce che l’indie in questione non è affatto un’esperienza che lascia il tempo che trova. Anzi, tutt’altro.

Snake, sei tu?

Jesse Fox come Solid Snake

La storia che fa da sfondo alle vicende di UnMetal è – ovviamente – una presa in giro neanche troppo velata delle classiche trame dei primi Metal Gear, mettendo sul piatto la classica missione d’infiltrazione super-segreta affrontata dall’agente di turno, una versione “de noantri” del ben più celebre Solid Snake.

Durante l’avventura vestiremo i panni di Jesse Fox, arrestato per un crimine che non ha commesso. Il suo obiettivo è quindi piuttosto semplice: evadere da una base militare segreta in cui è stato ingiustamente rinchiuso (ispirata alla ben più celebre Outer Haven), cercando di portare a casa sana e salva la pelle.

Allo stesso tempo, il nostro “eroe” dovrà anche sventare una crisi nucleare che – altrettanto poco sorprendentemente – rischia di mettere sotto scacco il mondo intero. C’è però un problema davvero molto particolare: l’intera vicenda – di fatto, un flashback durante un interrogatorio – ci verrà narrata con alcune incongruenze neanche troppo velate, spesso in grado di trasformare la “trama” in un vero e proprio teatrino della follia.

La narrazione di UnMetal è quindi volutamente esagerata, oscillando spesso e volentieri tra la serietà e la barzelletta, tanto che spesso e volentieri non saremo in grado di capire pienamente se ciò che stiamo vedendo a schermo corrisponde al vero oppure è solo l’ennesima burla messa in atto da Jesse.

L’epicità di fondo non manca (se così possiamo definirla), sebbene tutto punti sempre e comunque in direzione della presa in giro impossibile da scrollarsi di dosso, e che ci porterà spesso e volentieri a ridere di gusto davanti allo schermo. Questo consente a UnMetal di rassomigliare a Metal Gear in uno dei suoi elementi chiave, nonché uno dei più cari a chi segue e stima da sempre le opere di Hideo Kojima, ossia la metareferenzialità e la capacità di coinvolgere il giocatore al di là dello schermo.

Il Codec ha fatto scuola.

A livello prettamente ludico, UnMetal è poco sorprendentemente un clone 1:1 dei primi Metal Gear: controlleremo il nostro personaggio attraverso una visuale dall’alto in ambientazioni rigorosamente in due dimensioni, risolvendo tutta una serie di situazioni tendenti allo stealth nudo e crudo.

Durante le missioni saremo chiamati spesso e volentieri al ritrovamento di vari oggetti da combinare tra loro, un’attività che rende l’avventura di Jesse ancora più scorrevole, mentre per procedere dovremo eliminare i nemici usando la furtività, completando le attività per i personaggi che incontreremo lungo il percorso.

La possibilità di rotolare, ricaricare le armi e sparare, utilizzare una radio (decisamente simile al Codec utilizzato da Snake) e infine la possibilità di colpire a mani nude le guardie o le casse sparse per i livelli, sono l’ennesima dimostrazione del grande talento di UnEpic Fran. E no, la capacità di saltare non è contemplata da Jesse Fox, ma francamente non ne sentirete affatto la mancanza.

Unico neo, la gestione dei punti di salvataggio, spesso posizionati prima di un (lunghissimo) dialogo che precede una qualunque boss fight, costringendoci di fatto a sorbirci l’intera chiacchierata in caso di morte del protagonista.

 

Un sistema di progressione del nostro personaggio (piuttosto elementare, ma tant’è) ci permetterà di sbloccare varie abilità secondarie, cosa questa che ci spingerà a usare un minimo di tattica e pianificazione lungo il percorso, inclusa quella da adoperare durante i vari scontri contro i boss, anch’essi ispirati ad alcuni celebri avversari visti nel franchise ideato da Hideo Kojima (si va infatti da Vulcan Raven a Sniper Wolf, passando anche per Revolver Ocelot).

Tuttavia, è nelle trovate narrative che il titolo di UnEpic Fran dà il meglio di sé. In base al racconto del protagonista, spesso volutamente confuso e farraginoso, tutto può cambiare e trasformarsi in base a ciò che ci verrà narrato: alcuni elementi dallo scenario possono infatti apparire dal nulla (come ad esempio ponti e strutture di vario genere), così come i pattern d’attacco dei nemici più coriacei possono improvvisamente perdere la loro efficacia. Saremo quindi noi a dover capire come e quando Jesse Fox si stia dimostrando narratore inaffidabile, stando attenti alle conseguenze.

Le varie location sono piene zeppe di trappole.

Outer Haven mon amour

A livello tecnico, UnMetal non vuole assolutamente accostarsi allo sfarzo tecnico degli ultimi capitoli di Metal Gear Solid, visto che la grafica è quella tipica degli anni ’80, con la classica e fin troppo abusata pixel art a 8-bit, sia per quanto riguarda le scenette di intermezzo che per il gioco vero e proprio. Le animazioni strizzano l’occhio a quelle del “vero” Snake, così come la palette di colori, alcuni effetti grafici – sì, c’è anche il classico sibilo delle guardie che dormono – rimandano in tutto e per tutto alle atmosfere della saga di Kojima.

Anche le varie ambientazioni colpiscono per la cura con cui sono state ricreate, specie per il livello di dettaglio e il design generale, senza mai scadere nel pacchiano. Infine, da notare anche il comparto audio e i dialoghi (interamente in italiano), anch’essi pensati per assorbire il giocatore in un contesto divertente e ben strutturato, una “dichiarazione d’amore” a Metal Gear, ma anche a film come Die Hard (Trappola di Cristallo), la saga di Rambo, Hot Shots! e Apocalypse Now, nei limiti del consentito.

A quanto pare, UnEpic Fran aveva ben chiaro dall’inizio cosa offrire al giocatore con il suo UnMetal: il titolo non è infatti “solo” una parodia del ben più celebre Metal Gear, bensì un gioco realizzato con tutti i crismi, ricco di idee frizzanti, ingegnose e tutto sommato funzionali al contesto, specie per via di un gameplay semplice e intuitivo in grado di intrattenere dall’inizio alla fine.

La grafica old school è sicuramente un vanto da non trascurare e i fan di Solid Snake e soci avranno quindi la possibilità di mettere mano a uno stealth vecchio stampo fin troppo fedele all’originale, ma anche e soprattutto un titolo in grado di non prendersi mai troppo sul serio. Forse, alla fine della fiera, è proprio questo il suo maggior pregio.

Versione testata: Nintendo Switch

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8,5

UnMetal

Piattaforme: switch
UnMetal è il classico esempio di omaggio nei confronti di una saga leggendaria, il tutto con una sana dose di citazionismo che non guasta mai. Fortunatamente, il gioco di UnEpic Fran è anche e soprattutto un titolo in grado di reggersi sulle proprie gambe, grazie a un gameplay funzionale e rodato, un'ottima gestione dell'inventario e un comparto tecnico che strizza l'occhio ai Metal Gear a 8-bit, il tutto senza mai scadere nel pacchiano. Ottimo lavoro, Jesse Fox.

Pro

  • Una valanga di omaggi e strizzatine d'occhio a MGS
  • Gameplay funzionale al contesto
  • Comparto grafico volutamente rétro

Contro

  • Qualche problema con le hitbox
  • Save point davvero problematici
8,5