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Dopo le reazioni, Square Enix fa sparire il prezzo di 80 euro per Final Fantasy VII Remake su PC

Final Fantasy VII Remake su PC sarà il primo gioco a costare 79,99 euro in edizione standard: Square Enix reagisce così al feedback.

Che gli autori di videogiochi siano, per ovvi motivi (tra cui i costi importanti) sempre alla ricerca di nuovi modi per monetizzare il loro lavoro, è abbastanza chiaro e comprensibile. Tuttavia, i consumatori non hanno accolto molto bene la novità arrivata con questa nuova generazione, che ha visto il tetto dei costi di listino salire dai 69,99€ precedenti ai 79,99€ attuali.

Una manovra che aveva coinvolto solo il gaming su console e non su PC, almeno fino a pochi giorni fa. Dopo l’annuncio ai The Game Awards, infatti, Square Enix aveva pubblicato la pagina Epic Games Store di Final Fantasy VII Remake in versione PC, dove veniva riferito anche il prezzo di listino: ben 79,99€ per la release su PC di un gioco uscito a inizio 2020 su PS4.

Come immaginabile, la reazione della community non si è fatta attendere e non è stata delle più entusiaste. Anzi, lo è stat così poco che, misteriosamente, il prezzo è stato rimosso dalla pagina del gioco. Accedendovi ora, nonostante l’uscita sia vicinissima (16 dicembre), risulta infatti che Final Fantasy VII Remake Intergrade non abbia più un prezzo su PC, limitandosi all’indicazione “Presto disponibile”.

Difficile immaginare che questo possa significare un passo indietro per Square Enix, se era già stato deciso di lanciare il gioco ai fatidici 80 euro, ma vedremo se ci saranno ulteriori novità in merito.

Epic Games Store aggiornato, senza più il prezzo

Nelle scorse ore, il gioco aveva fatto parlare di sé anche per il peso decisamente generoso, che vi richiederà di tenere liberi oltre 100 GB sui vostri hard disk. Vi abbiamo ovviamente riferito i requisiti completi, che potete trovare nella notizia dedicata a questo indirizzo.

Quello del prezzo dei videogiochi è un dato che va di pari passo con l’aumento dei costi di produzione: verificando l’inflazione, nel corso degli anni l’impennata del costo per i consumatori è stata minima, ma comunque percepibile.

Oltretutto, l’industria dà sempre più importanza alle vendite nel periodo di lancio (pensiamo al caso Days Gone), sebbene le calendarizzazioni delle uscite – come succederà il prossimo febbraio – siano poco inclini a tenere conto del potere d’acquisto di molti giochi in contemporanea da parte dell’utente finale. Ancora di più se quei giochi costano 80 euro l’uno.

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