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PlayStation punta tutto sul multiplayer, ma il single player resta la priorità

Le ultime acquisizioni di Sony confermano l'intenzione di investire sui giochi live service, ma senza ignorare le esperienze single player.

Durante la scorsa giornata è arrivato un grande annuncio a sorpresa da parte di Sony: un nuovo importante studio di sviluppo si è ufficialmente unito ai PlayStation Studios.

Si tratta di Haven Studios, lo studio di Montreal fondato da Jade Raymond, conosciuta soprattutto per aver contribuito alla creazione della saga di Assassin’s Creed.

Come annunciato dalla stessa Sony, il primo nuovo progetto frutto di questa collaborazione sarà un nuovo titolo multiplayer AAA, confermando l’intenzione della casa di PlayStation di puntare tutto sui giochi live service.

Sony non ha infatti mai nascosto di voler investire maggiormente sui servizi online, come già precedentemente dimostrato dall’acquisizione di Bungie, realizzata proprio per migliorare il supporto ai giochi e continuare ad evolversi.

Queste operazioni di mercato hanno inevitabilmente iniziato a far preoccupare i giocatori di lunga data, abituati principalmente a esperienze narrative in single player come The Last of Us Part II e che adesso temono possa esserci un cambio improvviso di direzione.

In un’intervista rilasciata a GamesIndustry.biz, Hermen Hulst ha voluto tranquillizzare i propri fan, sottolineando che i giochi per giocatori singoli continueranno a essere un grande punto di forza per le esclusive PlayStation:

«Ovviamente continueremo a produrre giochi in single player basati sulla narrazione, come Ghost of Tsushima, The Last of Us e Horizon Forbidden West».

Il papà di PS5 spiega che l’acquisizione di Haven, insieme a quella precedente di Bungie, consente semplicemente al team di poter diversificare la propria offerta videoludica, consentendo così di soddisfare quante più fasce di utenza possibili.

Hulst ha inoltre ammesso di essere entusiasta di poter accogliere lo studio di Jade Raymond, dato che i giochi live service consentiranno a PlayStation di poter creare mondi più vasti e garantire connessioni sociali significative tra i giocatori.

Questo non comporterà però un calo d’interesse verso i giochi in single player, ma semplicemente il publisher valuterà in base alle software house a disposizione e alle IP quali prodotti creare per il proprio pubblico.

L’esperienza delle nuove acquisizioni si rivelerà fondamentale per Sony, soprattutto dopo aver analizzato approfonditamente il caso Gran Turismo 7: a causa dell’always online e delle microtransazioni aggressive, è già diventato il peggior gioco PlayStation di sempre per gli utenti di Metacritic.

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