In un'intervista inedita di 20 anni fa, Satoru Iwata ha le risposte che servirebbero oggi all'industria

Dopo 20 anni è stata restaurata e riproposta una vecchia intervista di 30 minuti con Satoru Iwata, compianto presidente di Nintendo.

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a cura di Valentino Cinefra

Staff Writer

Di Satoru Iwata si sono dette tante cose e, insieme alla sua filosofia unica e inimitabile nel mondo dei videogiochi, il compianto presidente di Nintendo è stato pioniere della grande rinascita di Nintendo, dopo il lascito dell'ex-Presidente Yamauchi.

Sotto la sua guida, Nintendo ha lanciato console rivoluzionarie come Nintendo DS e Wii, e Iwata era noto per la sua filosofia centrata sul divertimento e sulla creatività. Un approccio che ha portato al successo globale di Nintendo e che vi consigliamo di riscoprire nella sua bellissima biografia (la trovate anche su Amazon).

Satoru Iwata è stato anche un grande comunicatore per Nintendo, il primo a mettere la faccia in ogni occasione pubblica. Da quando è venuto a mancare nel 2015 non ci sono state molte occasioni per ricordare dei momenti inediti con la sua presenza, e per questo l'intervista che è riemersa oggi (tramite VGC) è fondamentale da recuperare.

Restaurata dopo 20 anni, l'intervista che vedete qui sopra è data 2004. Precisamente, il giorno dopo in cui Nintendo, tramite Iwata, annunciò per la prima volta di essere al lavoro su quella che all'epoca si chiama "Revolution", ovvero quel Nintendo Wii che ha scosso per sempre l'industria dei videogiochi.

Come ogni occasione in cui si ha modo di ascoltare un vero e proprio visionario, è illuminante ascoltare le parole di Iwata nel 2004 in un momento in cui, per usare un eufemismo, l'industria dei videogiochi non se la sta passando benissimo tra licenziamenti e flop.

In un passaggio dell'interessante intervista, che vi consigliamo caldamente di recuperare per intero, si parla di come "Revolution" avrebbe affrontato la sfida con PS2 e Xbox 360 di lì a poco, quando sarebbe stata lanciata.

«Non credo che le console di prossima generazione che Sony e Microsoft stanno prendendo in considerazione abbiano un futuro», esordisce Iwata rispondendo alla domanda.

E parlando di come Nintendo ha affrontato la scelta di creare Wii, che come sappiamo è stata tutto meno che una console classica, Iwata spiega:

«Fino a poco tempo fa creavo giochi, ma anche se avessi una macchina con 10 volte la potenza di elaborazione e 20 volte la grafica, il lavoro sarebbe più difficile e non penso che sia così facile far sì che i clienti riconoscano chiaramente la differenza. Quindi, non in quella direzione, ma proprio come il DS ha dimostrato, ad esempio, un'interfaccia utente completamente nuova o un modo di giocare completamente diverso, senza qualcosa del genere, non credo che la maggior parte dei clienti vorrà acquistare un nuovo hardware solo per giocare.»

Con i dati di vendite delle console che stanno calando anno dopo anno, e la già citata crisi dei licenziamenti di massa che va avanti da due anni, queste parole del 2004 sembrano essere un monito immortale anche per i tempi moderni.

Questa filosofia ha portato Nintendo, dopo il capitombolo di Wii U, al successo straordinario di Switch che si ripeterà forse con la nuova console. Forse andrebbe seguita un po' di più dai grandi player di settore.

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