Uno degli autori di Baldur's Gate 3 sui licenziamenti di Xbox: «quando spendi troppo per annettere città...»

Michael Douse, di Larian Studios, ha commentato i licenziamenti di Xbox e le parole di Phil Spencer sulla mancanza di crescita del settore.

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a cura di Stefania Sperandio

Editor-in-chief

Hanno fatto molto parlare le dichiarazioni arrivate qualche giorno fa da Phil Spencer, che aveva ragionato dei recenti licenziamenti che hanno colpito anche Xbox e si era detto preoccupato dalla mancanza di crescita dell'industria, che sta vivendo un periodo di rallentamento — con conseguenti decisioni impopolari, come quelle che stiamo vedendo di recente.

Tra le persone molto dirette che hanno commentato le sue parole abbiamo anche Michael Douse, il direttore per le pubblicazioni di Larian Studios — il premiatissimo studio autore del GOTY Baldur's Gate III, uscito lo scorso anno.

Condividendo sul suo profilo la notizia di VGC in cui Spencer parlava dei licenziamenti e della mancanza di crescita del settore, Douse non le ha mandate a dire, commentando in modo piuttosto diretto:

«Quando spendi troppe risorse per annettere le città, non ti puoi più permettere di sfamare i cittadini».

Il riferimento è alle importanti spese eseguite da Microsoft per le acquisizioni (pensiamo a quelle di Zenimax Media e di Activision Blizzard), con cifre che sembrano stridere con il correre ai ripari risparmiando qualcosina licenziando i membri delle software house.

Non tutti hanno accolto bene l'esternazione di Douse, al punto che molti gli hanno fatto notare che il problema affligge tutta l'industria e non solo Xbox e Microsoft, che sono quelle che si sono mosse in modo più deciso in termini di acquisizioni.

A tal proposito, Douse ha precisato che «parlo spesso dei licenziamenti di massa e sono evitabili. Il sistema è rotto e non ha bisogno di essere difeso».

Un altro gli ha chiesto se non ritenga i licenziamenti ragionevoli quando magari un progetto va molto al di sotto delle aspettative, e in questo caso Douse ha aggiunto che:

 «I licenziamenti possono essere ragionevoli, ma i licenziamenti di massa di quest'anno e dello scorso anno sono sintomo di un sistema che non funziona, che si affida a un tipo e un livello di prevedibilità che sempre meno industrie hanno.

È come una malattia in una corporazione che ha bisogno di essere curata, e la cura non sono i licenziamenti di massa».

Considerando che di recente anche tra le nostre pagine abbiamo visto utenti — gli stessi a cui oggi viene chiesto di pagare 80€ per un singolo gioco, o di pagare le console 50€ in più ad anni dal lancio — difendere strenuamente il "diritto di licenziare" delle compagnie che si muovono in un business da circa $200 miliardi l'anno, voci come quella di Douse sono senz'altro importanti per far sentire il pensiero di chi è dentro l'industria e sa bene quali sono le dinamiche e le logiche che la muovono.

Vedremo come proseguirà il 2024, ora che siamo arrivati alla fine di marzo e quindi all'importantissimo giro di boa del trimestre, da sempre fondamentale (soprattutto per le compagnie orientali) per presentare i numeri dell'anno fiscale agli investitori.

Di recente, anche nel corso del Future Games Show è stato dedicato un momento a parlare dei tanti licenziamenti, forse imparando anche un po' dalle polemiche generate dai The Game Awards dello scorso dicembre, dove la polvere delle tante persone rimaste a casa dopo un anno da record per uscite di altissimo livello è state messa serenamente sotto il tappeto.

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