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Monster Hunter – Il Film non piacerà a tutti, anzi, a nessuno | Recensione

Un film mostruoso, ma nel senso sbagliato del termine: leggi la recensione della pellicola con Milla Jovovich.

Non è certo la prima volta che una saga di successo proveniente dal mondo dei videogiochi invade il grande schermo. La storia è piena di esempi più o meno celebri: si va dall’agghiacciante film dedicato a Super Mario Bros. (uscito nel 1993 e diretto da Rocky Morton e Annabel Jankel), sino all’altrettanto imbarazzante pellicola ispirata al picchiaduro Street Fighter (del 1994, diretto da Steven E. de Souza).

Vero anche che diversi altri film hanno invece tentato di riscattare l’universo dei videogame agli occhi del pubblico in sala: basti pensare al primo Silent Hill (per la regia di Christophe Gans, nel 2006), così come al Mortal Kombat originale diretto da Paul W. S. Anderson nel 1995. Proprio Anderson, che negli anni ha deciso di spremere la saga horror di Resident Evil con risultati decisamente altalenanti, ha deciso ora di avvicinarsi a un’altra serie di successo targata Capcom: stiamo parlando di Monster Hunter.

Lo riconoscete?

La storia di Monster Hunter

La trama del film, purtroppo, non promette nulla di buono sin dal primo minuto (tranquilli, no spoiler): oltre al nostro mondo, ce n’è un altro. Un universo popolato da pericolosi e potenti mostri che dominano il loro territorio da migliaia di anni. Il tenente Artemis (Milla Jovovich) viene trasportata in quelle terre ostili grazie un portale, con la speranza di riuscire a trovare presto il modo di tornare a casa, sani e salvi.  Nel mentre, Artemis incontra un misterioso cacciatore (interpretato da Tony Jaa), molto abile e scaltro nonché l’unico in grado di sopravvivere in quelle lande popolate da quelle terrificanti creature, parte di una squadra speciale guidata dall’Ammiraglio (un sempre carismatico Ron Perlman). Tuttavia, la presenza dei mostri costringerà i sopravvissuti a fare gruppo al fine di combattere – e, di conseguenza, sconfiggere – le bestie che popolano quel mondo parallelo ricco di insidie.

Chi ha giocato a un qualsiasi episodio del franchise Capcom, sa bene che il punto focale dell’esperienza è – ovviamente – la caccia ai mostri. Nel film di Monster Hunter è bene sapere che in poco più di un’ora e mezza di durata, meno della metà sono dedicate alle spettacolari battaglie contro i bestioni di turno. Tutta la vicenda è incentrata quasi esclusivamente sul rapporto odi et amo tra il personaggio della Jovovich e quello di Jaa, prima che i due siano necessariamente chiamati a cooperare per la costruzione di armi e trappole contro le colossali creature. Creature che, di fatto, rappresentano una percentuale così bassa di sequenze a schermo da lasciare seriamente perplessi: realizzare un film di Monster Hunter (con Rise in arrivo) e lasciare in panchina il fattore “Monster” è una scelta così grossolana e stupida che viene da domandarsi il perché nessuno si sia posto il problema in fase di realizzazione. Non tutto è da buttare: sequenze come quella del combattimento contro Diablos – che vede Artemis/Jovovich impugnare delle doppie lame infuocate – riusciranno a destare dal torpore generale per una manciata di minuti, prima che lo spettatore torni suo malgrado nell’apatia.

 

I problemi del film

Monster Hunter si spende infatti troppo nella relazione tra i personaggi, ignorando quasi del tutto le dinamiche di caccia che hanno reso negli anni il franchise Capcom così interessante agli occhi dei giocatori. Il film di Anderson scalfisce quindi solo la superficie di una mitologia e un universo enorme e ricco di potenzialità, lasciando inoltre la porta aperta – per non dire spalancata – a un sequel che forse non si farà mai. Il film ha infatti debuttato nei cinema americani il 18 dicembre 2020, sebbene l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria non abbia permesso alla pellicola di incassare quanto sperato (il film ha incassato 2,2 milioni di dollari al botteghino USA durante il weekend di apertura, toccando al momento in cui scriviamo i 28 milioni ottenuti in tutto il mondo).

Anche la chiusura dei cinema in varie parti del mondo ha complicato ulteriormente le cose, per non parlare della grottesca polemica che ha letteralmente fatto lo sgambetto al film in uno dei mercati più importanti e redditizi al mondo, ossia quello cinese. L’uscita in Blu-ray e DVD (oltre che in digital download) nei mercati esteri ha permesso a chi è rimasto lontano dalle sale di godersi in film per vie traverse, sebbene resta la certezza che Monster Hunter fosse un film che andava bene o male visto al cinema. Certo, la qualità – bassa – dell’intera produzione resta quella, sebbene l’impossibilità di godere sul grande schermo di una pellicola piena zeppa di esplosioni, inseguimenti e con qualche mostro gigante a fare da contorno è purtroppo un malus che nessuno poteva prevedere, specie regista e produttori (e spettatori).

No, non è come il videogioco.

Alternando sequenze action à la Mad Max piuttosto insipide a un’apatia generale (e con un accenno a Starship Trooper neanche troppo velato), contornati da cloni caratteriali e comportamentali dei vari protagonisti della serie cinematografica di Resident Evil, serve davvero poco a capire come Monster Hunter – Il Film sia l’ennesima produzione che ignora le fondamenta del franchise originale, non ne capisce le priorità e trova trascurabile tutto ciò che lo spettatore avrebbe tanto voluto vedere a schermo (ossia i mostri). Assurdo constatare come Anderson si sia sempre definito “grande fan della serie”, così come la benedizione di Ryozo Tsujimoto e Kaname Fujioka (rispettivamente, producer e game director di Monster Hunter World) suona più come la volontà di raggranellare quanti più soldi possibili al botteghino (magari dando vita a un vero e proprio franchise cinematografico), piuttosto che preoccuparsi dalla qualità della produzione stessa.

La pellicola di Anderson finisce quindi suo malgrado nel cestone dei “film brutti tratti da videogiochi belli”, un progetto destinato probabilmente a raccogliere le briciole non appena sarà rilasciato – si spera – sulle più importanti piattaforme streaming attualmente disponibili. Monster Hunter è però anche un film sfortunato, uscito nel peggior momento possibile e con il minor pubblico disponibile: la speranza è che per un eventuale seguito (mai annunciato ufficialmente ma più volte ventilato dalla stessa Jovovich) Constantin Film decida di puntare molto più sulla qualità dell’offerta piuttosto che sulla superficialità della stessa.

[nota di redazione: il film non è ancora disponibile in lingua italiana, né è chiaro quando e se uscirà al cinema o in streaming. La versione recensita è relativa all’edizione Home Video disponibile in lingua inglese.]

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5,5
Piattaforme:
Monster Hunter - Il film è semplicemente un progetto al testosterone nato senza avere ben chiaro in mente il processo che ha portato alla creazione della saga videoludica omonima, amata da generazioni. Mancando di alcuni elementi cardine del franchise Capcom - in primis, i mostri - la pellicola di Paul W. S. Anderson è solo l'ennesima ora e quaranta minuti di nulla, addolcita dalla presenza della sempreverde Milla Jovovich. Mostruosamente inutile.

Pro

  • Milla è sempre Milla
  • I mostri non sono male...

Contro

  • ... se non fossero tre di numero.
  • Vederlo sul piccolo schermo azzoppa gran parte del pathos.
5,5