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Commenti sessisti, doppiatore di Ghost allontanato da Call of Duty

"Nel 2021 non c'è spazio per la misoginia"

Activision ha deciso di interrompere i rapporti lavorativi con il doppiatore di Ghost, Jeff Leach, in seguito ai suoi commenti misogini recentemente raccolti in un video.

Il publisher di Call of Duty è reduce dal successo di Warzone, lo sparatutto free-to-play che è riuscito a imporsi sulla scena dei battle royale grazie ad una fanbase fedele e alla frequenza costante di aggiornamenti.

Molti utenti rimangono comunque in attesa di un remaster di Call of Duty Modern Warfare 2, nella speranza che il titolo possa beneficiare dello stesso trattamento riservato al capostipite della serie, uscito in versione “riveduta e corretta” nel 2016.

Se state ingannando l’attesa giocando al free-to-play, vi interesserà sapere che l’ultimo aggiornamento si è dimostrato particolarmente prodigo di aggiunte: oltre a una nuova arma, sono stati risolti alcuni problemi di stabilità ed è stata introdotta una nuova playlist.

Come menzionato in apertura, la scelta di Activision è dovuta alla certezza che i commenti misogini abbiano effettivamente avuto luogo, e la prova effettiva è arrivata da un post su Twitter, riportato anche da Eurogamer.net.

Lo streamer NitroLukeDX ha infatti condiviso un montaggio che potete vedere nel player sottostante:

La didascalia redatta dall’utente parla chiaro e non necessita di particolari spiegazioni:

«Jeff Leach misogino?! Sessismo grave e intrusivo indirizzato a persone ben precise. Potere. Disprezzo. Denigratore seriale».

Dopo le accuse (ben documentate) rivolte al doppiatore, il video si conclude con una presa di posizione degna di nota, in cui viene constatato come «nel 2021 non c’è spazio per la misoginia, ma nonostante questo le videogiocatrici continuano a subire quotidianamente abusi sessisti».

In seguito a quanto emerso, Activision, ha interrotto tutti i rapporti lavorativi con Jeff Leach (probabilmente anche per proteggere il buon nome di Call of Duty) rilasciando il seguente comunicato:

«Condanniamo con forza i suoi commenti. Ci impegniamo a garantire un’esperienza divertente e sicura per tutti i giocatori».

La risposta del doppiatore non si è fatta attendere: secondo Leach si tratta di un «assassinio mirato» indirizzato contro di lui, “colpevole” di aver usato un linguaggio deprecabile in alcune occasioni solo per «difendersi da un troll che stava attaccando me e la mia community».

Le giustificazioni fin troppo generiche non sono sufficienti per giustificare le sue esternazioni, che nulla dovrebbero avere a che fare con il medium videoludico e con i giocatori (corretti o meno) e le giocatrici che ne fanno parte.

Non è la prima volta (purtroppo) che si sente parlare di episodi del genere: il caso di Ubisoft relativo a un ipotetico taglio delle protagoniste femminili in Assassin’s Creed Valhalla fece discutere nel corso dell’estate scorsa, e anche in quella circostanza le prove a sostegno delle accuse furono numerose.

A testimonianza di quanto la tematica della misoginia costituisca tuttora un problema scottante nel settore, va ad aggiungersi la notizia relativa al lead designer di Hogwarts Legacy, bersagliato di critiche dopo aver realizzato diversi contenuti impropri.

Anche il CEO di Riot Games, la software house di League of Legends, si era trovato al centro di una brutta vicenda solo tre mesi fa: l’accusa in questo caso non era corredata da contenuti multimediali, ma da un buon numero di testimonianze fornite da un’assistente vittima di discriminazioni e molestie.

Il franchise di Activision vi attira? Potete valutare l’acquisto di Call of Duty Modern Warfare Remastered approfittando del prezzo proposto da Amazon.