Lame celate, insulti vichinghi, stealth: quello che dovete sapere su Assassin’s Creed Valhalla – Anteprima

Come funzioneranno le meccaniche stealth? E il parkour? Rimarranno gli elementi ruolistici? Quanto potrò sbizzarrirmi con le armi? Facciamo il punto su queste e altre domande su Assassin's Creed Valhalla

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A cura di Stefania Sperandio - 21 Maggio 2020 - 11:03

Siamo abbastanza sicuri di poter dire senza timore di smentita che Assassin’s Creed Valhalla sia uno dei videogiochi più chiacchierati di queste settimane — ed è altrettanto sicuro sostenere che rimarrà sotto i riflettori per tutto l’anno.

Le informazioni sull’attesa nuova fatica di casa Ubisoft continuano a susseguirsi, complici anche le tante interviste concesse dal direttore creativo Ashraf Ismail, delineando un quadro generale in realtà già molto ricco di dettagli. Facciamo quindi il punto su tutto quello che dovete sapere su storia e gameplay di Assassin’s Creed Valhalla.

Mi chiamo Eivor e sono un vichingo

Partiamo dalla certezza che ormai tutti abbiamo maturato: Eivor. Il protagonista di cui vestiremo i panni nel IX Secolo d.C. sarà un vichingo che, per motivi vari, deciderà insieme alle sue genti di lasciare la Norvegia per trovare una nuova casa in Inghilterra. Va da sé che gli inglesi siano tutt’altro che felici di accogliere i popoli norreni — e che la cosa potrebbe quindi creare più di un problema, soprattutto quando tenteremo di insediarci nella regione.

In merito al nostro protagonista, Ubisoft ha confermato che sarà personalizzabile nel sesso, nell’aspetto fisico e nell’orientamento sessuale. Nel caso di un protagonista maschile potremo modificare a piacimento anche stile e colore della sua barba, nel caso di una guerriera vichinga potremo comunque sbizzarrirci con i capelli. In entrambi i casi, potremo anche barcamenarci con tatuaggi, pitture di guerra e, come vedremo in seguito, con gli equipaggiamenti.

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Il contesto storico

Intervenendo in un podcast di The Washington Post, Ismail ha aperto la porta anche a interessantissime rivelazioni sul contesto storico di Valhalla. Per ricreare al meglio gli scenari protagonisti del gioco, infatti, il team di sviluppo ha deciso di visitare sia la Norvegia che l’Inghilterra.

Il direttore creativo ha apprezzato molto la mentalità e la quiete dei norvegesi, accoglienti e propositivi nonostante non vivano «nella più clemente delle regioni». Questo viaggio, ha spiegato Ismail, è stato di importanza fondamentale per rendere merito sia a un’ambientazione che all’altra: moltissimo dei videogiochi si realizza non quando questi cominciano a prendere forma sugli schermi, ma quando iniziano a prendere forma nelle menti. Per questo, Ismail ha ribadito a più riprese che, per Valhalla, si è voluto lavorare tantissimo sulla costruzione del mondo di gioco.

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Come accennavamo, e come abbiamo approfonditamente discusso in uno speciale in cui abbiamo chiacchierato della cosa con il medievista Roberto Pagani, Ubisoft ha fatto il possibile per tenere l’accuratezza storica del contesto narrativo del gioco.

Ecco perché, assicura Ismail, fin dai primissimi passi dello sviluppo si è deciso di fare riferimento a dei consulenti esperti in materia. Se ciò che vi affascina della saga è la capacità di trasportare in coinvolgenti periodi storici, insomma, Valhalla non dovrebbe fare eccezione.

Quanto è grande il mondo di Valhalla?

Un grande interrogativo riguardante Assassin’s Creed Valhalla è quello legato alle dimensioni del suo open world. Un portavoce del marketing di Ubisoft per il Medio Oriente ha parlato di un mondo più piccolo di quello di Odyssey, un producer ha definito l’ambientazione un po’ più grande di quella del gioco precedente.

Chi ha ragione? A districare la questione potrebbe essere stato proprio Ismail, che tra i tanti argomenti toccati nel suo intervento per The Washington Post ha tagliato la testa al toro, spiegando che «i confronti tra le dimensioni della mappa di gioco non hanno senso.»

L’intento del team di sviluppo era quello di realizzare un mondo caratterizzato e pulsante, che — e questo è stato confermato da tutte le parti in causa interpellate — non riguarderà solo l’Inghilterra, ma anche la Norvegia. Esatto: una parte del gioco, anche se non ci è dato sapere quanto, si svolgerà anche nel Paese originario di Eivor.

Per ora non sappiamo se e come potrete andare e venire dall’una all’altra regione, ma Ismail ha assicurato che lo scenario norvegese «è mozzafiato» e ha anticipato che ci sarà tantissimo da fare. Con scenari diversi potrebbe essere legittimo aspettarsi anche attività differenti con cui divertirsi nel gameplay, ma attendiamo dettagli su questo aspetto.

Ne abbiamo già, invece, per quanto concerne lo scenario britannico: anche nelle sue più recenti dichiarazioni, Ismail ha precisato che l’Inghilterra sarà suddivisa in diversi micro-regni, nei quali potremo muoverci. Qui ci imbatteremo in tanti e diversi villaggi, ma anche in tre differenti città: Londra, l’odierna York e Winchester. Piuttosto che sulla dimensione, ha sottolineato, si è voluto guardare soprattutto alla riproduzione di uno scenario che fosse affascinante per quanto si narra e si vive nel gioco: aspettatevi di trovarvi al cospetto del Vallum Hadriani e della leggendaria Stonehenge.

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Segnaliamo ai nostri lettori anche che Ismail ha confermato quanto anticipato da un producer, ossia che ci saranno sorprese su una location, per il momento ancora non rese note. Non ci è dato sapere, ora come ora, se si intenda che ci sarà un terzo scenario misterioso, o se si parli di un punto di interesse particolare per ora tenuto celato.

Basta chiacchiere, sguainiamo le asce

Grande assente dell’appuntamento con Inside Xbox, il gameplay di Assassin’s Creed Valhalla è stato già rivelato, in realtà, il molteplici dettagli — soprattutto dai più recenti interventi di Ismail.

Vale la pena ricordare che Ubisoft abbia sempre parlato di voler rendere realtà un’esperienza videoludica vichinga definitiva, che incontri il mondo di Assassin’s Creed. Per questo, il combat system avrà un ruolo centrale. I norreni sono noti per le loro doti in combattimento e per il non andare troppo per il sottile, almeno secondo il nostro immaginario, e questa regola varrà anche per Eivor.

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Il nostro protagonista potrà usare un’arma per ogni mano, ma c’è di più: i giocatori potranno combinarle liberalmente, decidendo magari anche di usare solamente due scudi. Oltretutto, proseguendo nel gioco potrete sbloccare pesanti armi a due mani e, sviluppando al meglio questa abilità, potrete usarle anche con una mano sola.

Significa che, a un certo punto, potreste trovarvi con un’arma a due mani per ciascuna mano — il che vi dà già l’idea di quanto sfortunati saranno i nemici che si troveranno ad affrontarvi. Oltretutto, lavorando sulla fisica e la resa controller alla mano gli sviluppatori vogliono farvi sentire la sensazione di ogni singolo colpo sferrato, che sia con una spada o con un’ascia.

Come rimarcato da Ismail a The Washington Post, però, non si vive di soli combattimenti: se il gioco vi consentirà di andare a razziare per procurarvi risorse utili per il vostro popolo, è anche vero che ci sarà sempre la componente stealth.

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Silenzioso come un assassino

Se questa è la saga degli Assassini, è difficile immaginare che tutto possa finire in confusione con scontri brutali e frontali che puntano alla mera rissa. Non sarà così, ma anzi saranno salvaguardate anche le meccaniche stealth, con le quali potrete divertirvi.

Ismail ha spiegato che, in realtà, anche gli stessi norreni spesso completavano razzie o arrivavano agli obiettivi che volevano senza dare nell’occhio, se questo risultava fattibile. L’autore ha anticipato che rivedremo le meccaniche di social stealth, ossia quei momenti in cui ci si nascondeva a vista che i fan di Assassin’s Creed conoscono molto bene. Anzi, queste meccaniche saranno ulteriormente potenziate, promette Ubisoft, con nuovi approcci, nuove risorse e appositi equipaggiamenti.

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A darci manforte ci sarà anche Synin, il corvo che accompagnerà Eivor nel suo viaggio e che potrà fare ricognizione (o offesa) per conto del nostro norreno.

Sappiamo anche che torneranno le uccisioni istantanee, anche se Ismail non ha voluto sbilanciarsi troppo sulle caratteristiche della lama celata, o sulla possibilità di utilizzarne due contemporaneamente per uccidere una coppia di nemici, come capitava di fare in passato.

Confermato anche il ritorno del cappuccio da Assassino, che potremo alzare o abbassare in-game a piacimento e che, conferma il creative director, avrà una sua utilità per le meccaniche furtive.

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E il parkour, invece?

Interrogato sul ritorno e l’utilizzo del parkour, Ismail ha sottolineato che il level design di Valhalla è stato realizzato per esaltare le caratteristiche chiave di Assassin’s Creedparkour compreso. L’obiettivo era quello di far letteralmente brillare le meccaniche di interazione — e questo vale anche per l’esplorazione acrobatica, sebbene per il momento non si sia entrati più di così nel dettaglio.

L’intento degli sviluppatori, è stato ribadito a più riprese, è quello di fare in modo che combattimenti, stealth, esplorazione e navigazione siano tutte parti combacianti di un unico tutto che vada a offrire «la definitiva esperienza videoludica vichinga.»

A proposito di navigazione

C’è da dire anche sulla meccanica di navigazione, considerando che sarà molto diversa da quanto visto, ad esempio, in Black Flag: il nostro Eivor, stando a quanto sappiamo fino ad ora, non se ne andrà per mari, ma principalmente per fiumi.

Le navi norrene erano infatti perfette per risalire le correnti e per spostarsi rapidamente nei corsi d’acqua della terraferma. Secondo gli sviluppatori salirete idealmente a bordo per preparare una razzia, ad esempio, balzando in un territorio dopo esserci arrivati repentinamente attraverso un fiume. Una prospettiva che potrebbe garantire varietà agli assalti e che si fa carico dell’eredità delle meccaniche di gameplay su acqua che ormai da qualche tempo hanno contaminato — nel senso positivo del termine — l’universo di Assassin’s Creed.

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Giocare di ruolo

Tranquillizziamo subito chi voleva il loro ritorno: le meccaniche ruolistiche torneranno anche in Assassin’s Creed Valhalla, anche se con alcune sfumature. Ismail ha spiegato che potrete ancora destreggiarvi con dialoghi e scelte, ma con una particolarità: Eivor è un personaggio fortemente caratterizzato. Questo significa che qualsiasi cosa decidiate di fare, rientrerà nello spettro di possibilità plausibili per la personalità del nostro protagonista.

Ci sono ancora anche meccaniche di sviluppo vicine a quelle dei giochi di ruolo: gli sviluppatori hanno ribadito, come accennato, che potrete sviluppare e migliorare le vostre armi, diventare magari più pratici con determinate tipologie di lame, e oltretutto potrete anche modificare e potenziare la vostra armatura, caratterizzata da molteplici parti.

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Questo significa che, ad esempio, potrete cambiare gli spallacci ma tenere le piastre sul petto, in caso vi piacessero quelle; o, in alternativa, potrete decidere di personalizzare le caratteristiche degli equipaggiamenti tenendone invariate le statistiche, in modo che ogni Eivor sia solo vostro.

Come si provvederà alla longevità?

Odyssey non era esattamente un videogioco breve, come ricorderete. Pur avendo rifiutato il paragone con la mappa del gioco precedente, Ismail ha confermato che potrete aspettarvi tante ore di gioco anche da ValhallaE i motivi sono presto detti.

Prima di tutto, il gioco proporrà attività secondarie, come la caccia o la pesca. Tra queste rientreranno anche delle peculiari battaglie in rima ricche di insulti — immaginatevele come dei dissing tra rapper norreni con le asce sulle spalle. Questa pratica, che abbiamo scoperto esistere realmente nella cultura degli antichi popoli nordici, secondo Ismail si legherà particolarmente bene alla caratterizzazione di Eivor, descritto come una persona che «sa apprezzare una battuta, ma anche la poesia.»

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Al di là di assalti, attività secondarie varie ed eventuali, esplorazioni e sceneggiatura, saranno anche i nemici a tenere alta l’attenzione dei giocatori. Nelle intenzioni di Ismail, infatti, il design dei vostri avversari è stato realizzato per rispondere alla domanda «come facciamo in modo che dopo cinquanta ore gli scontri siano ancora interessanti?». 

Per provarci, Ubisoft afferma di aver messo i nemici in condizione di fare cose inattese. I vostri avversari si comporteranno in modi diversi e potrebbero prendervi di sorpresa, ad esempio usando un elemento dello scenario contro di voi, sfoderando un’arma che non vi aspettavate o, generalmente, cambiando improvvisamente le carte sulla tavola dello scontro, costringendovi ad adattarvi in corsa o a prenderle di santa ragione.

In generale, insomma, l’approccio vuole essere il più libero possibile. Ismail ha spiegato a più riprese che chi vorrà concentrarsi sulla sola storia potrà farlo, mentre chi vorrà esplorare ogni anfratto, scoprire ogni segreto e partire per innumerevoli assalti potrà concederselo, esattamente allo stesso modo. La scelta sarà nelle mani del giocatore.

Sappiamo anche che sebbene il gioco sia pensato come un single player, ci saranno delle funzionalità online per ora non meglio precisate e facoltative. Nel corso del suo intervento a The Washington Post, infatti, Ismail ha sottolineato che alcune feature saranno «possibili» quando si è online, e siamo in attesa di scoprire di che tipologia di funzioni potrebbe trattarsi.

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Il viaggio di Eivor

Chiudiamo questo excursus nei dettagli che dovete sapere sulle meccaniche e la narrativa di Assassin’s Creed Valhalla riportando una sottolineatura fatta da Ismail, che ha spiegato come il gioco voglia raccontare, prima di ogni altra cosa, il viaggio di Eivor.

Con l’intento di riportare indietro l’unicità della saga, Valhalla vuole in realtà offrire un terzo punto di vista sullo scontro atavico tra Templari e Assassini, nel quale Eivor si troverà improvvisamente coinvolto.

Il nostro protagonista, anticipa il creative director, molto presto incontrerà gli Assassini e sarà istruito da loro, divenendo a sua volta un esponente della sfida storica tra i due schieramenti. Come si legheranno però le necessità degli Assassini a quelle del mondo norreno? Sarà il gioco a spiegarcelo — così come ci spiegherà come Eivor uomo ed Eivor donna saranno ugualmente canonici.

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Oltretutto, dobbiamo anche scoprire come tutto questo si incastrerà allo scenario del presente di Valhallache tornerà e che, non vogliamo fare troppi spoiler a chi se lo fosse perso, porterà avanti quanto visto nei capitoli direttamente precedenti.

Per il momento, la certezza sta nelle parole di Ismail: «questo gioco deve essere significativo sia dal punto di vista del gameplay che da quello dello storytelling.»

Certo, il gameplay per ora non è stato ancora mostrato, ma gli sviluppatori assicurano che ci sarà occasione, da qui all’uscita alla fine dell’anno, e che si tratta solo di avere un po’ di pazienza, prima di vedere Eivor all’opera. Non possiamo che raccomandarvi di farvi trovare sulle pagine di SpazioGames, per quel giorno.

+ Contesto storico affascinante e con tanto potenziale
+ Le premesse parlano di un gioco ricco di attività
+ Vichinghi!
- Essere cross-gen sarà un freno?
- Quanto ci sarà effettivamente di Assassin's Creed?

Le ambizioni di Ubisoft e del direttore creativo Ashraf Ismail, già firma di Assassin’s Creed IV: Black Flag, sono davvero alte. Il videogioco della compagnia transalpina vuole tenersi su proporzioni generose e proporre un vero e proprio viaggio nell’universo norreno, legando il contesto storico al sempiterno conflitto che anima le generazioni di Assassini e Templari.

L’appuntamento con Valhalla è fissato per la fine del 2020, con il gioco atteso su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X e Google Stadia.




TAG: assassin's creed valhalla