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Activision Blizzard nei guai, riceve un’altra causa per molestie sessuali

Mentre Xbox continua a combattere per acquisire Activision Blizzard, quest'ultima continua a combattere con le accuse di molestie, invece.

Se di recente abbiamo spesso parlato della manovra finanziaria che lega Xbox ad Activision Blizzard, quest’ultima ha ancora dei conti in sospeso a quanto pare.

Gli autori di Overwatch, i cui gadget trovate su Amazon, non si lasceranno presto alle spalle la scabrosa storia relative alle molestie sessuali.

All’inizio dell’anno erano arrivati i primi licenziamenti verso le persone coinvolte in questi comportamenti, dopo le prime accuse di alcuni anni fa.

Ma se solo alcuni mesi fa Activision Blizzard era stata travolta da altre accuse, in queste ore se ne aggiungono altre a quanto pare.

Come riporta IGN US, l’azienda ha ricevuto delle nuove cause per molestie sessuali ai danni dei membri dei team di sviluppo.

E, stando alle dichiarazioni corredate alla pratica consegnata ad Activision Blizzard, i dettagli dell’accusa sono molto gravi.

Si parla di percosse e violenze sessuali, mancata prevenzione delle molestie, discriminazione di genere e inflizione intenzionale di stress emotivo.

Una querelante che ha deciso di mantenere l’anonimato ha intentato una causa presso la Corte Suprema di Los Angeles affermando che «Activision Blizzard è un’enorme azienda di videogiochi con un enorme problema di molestie sessuali.»

La causa è contro la stessa azienda, l’ex-dipendente Miguel Vega, ex-manager della querelante che sarebbe stato licenziato un mese dopo essere stato denunciato alla direzione.

La querelante ha incontrato Vega tra il 2009 e 2010, prima di lavorare in Activision Blizzard, con il quale ha stretto un’amicizia virtuale in cui la querelante ha inviato “foto compromettenti” di sè stessa, cosa di cui ora si rammarica secondo la causa. Questa relazione è terminata nel 2011, tuttavia, quando ha incontrato il suo futuro marito.

La causa afferma che Vega avrebbe aiutato la querelante a ottenere un lavoro da collaboratrice esterna presso Activision Blizzard nel 2016, per iniziare a lavorare a tempo pieno dal 2020. Vega avrebbe tentato di baciarla, dicendole “un giorno cederai”, insieme ad atteggiamenti atti a sminuirla, con insulti e minacce volte a ricattarla con le foto compromettenti di cui sopra.

«Non ha mai perso l’occasione di farla sentire piccola», afferma la causa, aggiungendo che la querelante ha denunciato le minacce di ricatto e che Vega è stata licenziato il mese successivo.

La causa sostiene che ciò non è sufficiente, tuttavia, sostenendo che Activision Blizzard ha ratificato la condotta di Vega non adottando provvedimenti più immediate e correttive.

Notizie che sfortunatamente sono sempre più frequenti, ormai. Anche lo studio responsabile di Suicide Squad si è dovuto scontrare con esperienze del genere, putroppo.

Ricorderete anche la vicenda grottesca di God of War Ragnarok, per cui si è sollevata tutta l’industria.