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Abbonamenti come Xbox Game Pass diventeranno lo standard? Take-Two è molto scettica

Il futuro dei videogiochi è nei servizi in abbonamento? Take-Two si dice molto scettica, perché i videogiochi hanno già un costo molto basso quando li si acquista

Sappiamo che, con l’approssimarsi della next-gen, già da qualche tempo i videogiochi si sono un po’ reinventati: il nostro Paolo Sirio vi ha spiegato nella sua recensione quanto, ad esempio, Xbox Series X sia concepita come una macchina per giocare con Xbox Game Pass, il servizio in abbonamento all-you-can-eat che vi dà accesso a una valanga di giochi, a un prezzo irrisorio mensile, che comprendono anche le uscite first-party di Microsoft fin dal day-one.

Si tratta però solo di un esempio, il più noto, tra i tanti: Electronic Arts stessa aveva lanciato l’oggi mutato EA Play, un abbonamento per l’accesso ai suoi giochi, Ubisoft ha proposto Ubisoft+ e così via. Il futuro, insomma, è dei servizi per videogiochi on demand che non richiedono l’acquisto del singolo titolo? Non secondo Take-Two Interactive.

Xbox Game Pass è il più ambizioso servizio in abbonamento

La compagnia statunitense, gigante proprietario tra gli altri di Rockstar Games (Grand Theft Auto) e di 2K Games (Borderlands, BioShock, Mafia, NBA 2K), si è espressa sull’argomento nel suo ultimo incontro con gli investitori, riferisce VG24/7, durante il quale il presidente Karl Slatoff ha manifestato il suo scetticismo in merito ai modelli in abbonamento.

Secondo il dirigente:

Siamo davvero molto scettici di fronte alla possibilità che gli abbonamenti diventeranno il solo modo, o comunque il modo primario, di distribuire i videogiochi.

Secondo Slatoff, questo è dovuto a «come i giocatori consumano i videogiochi, che hanno un prezzo molto basso proprio per il loro acquisto, se lo paragoniamo alla base oraria che offrono.» Si tratta di una riflessione che richiama le parole del CEO Strauss Zelnick, che di recente aveva spiegato come l’aumento del prezzo dei giochi su next-gen (che Take-Two applicherà) sia necessario a fronte delle sempre maggiori spese. In merito abbiamo realizzato una riflessione in cui abbiamo calcolato se sia vero o no che oggi i videogiochi costano di più di vent’anni fa — sia a chi li crea che a chi li compra.

Tuttavia, ammette Slatoff, gli abbonamenti sicuramente hanno un’attrattiva nel mettere in campo un’offerta completa, da catalogo, rispetto al proporre un prezzo accessibile per un singolo gioco a cui si è interessati e che poi dopo, però, non si possiede: «anche noi abbiamo supportato diversi abbonamenti che offrono cataloghi di titoli e immagino che continueremo a farlo.»

In ogni caso, la parola spetta ai giocatori:

Vada come vada, saranno i consumatori a decidere — e noi saremo dove saranno i consumatori.

Se, insomma, modelli come Xbox Game Pass diventassero la regola per il futuro dei videogiochi, Take-Two promette di farsi trovare pronta per assecondare le preferenze dei giocatori, per quanto a oggi si dica scettica.

Interpellata in merito alla possibilità di proporre a sua volta un suo Game Pass con i titoli PlayStation inclusi, Sony aveva dichiarato di trovare il modello economicamente insostenibile: una visione confermata dagli esperti di mercato, per via delle disponibilità di Microsoft. Vedremo quindi se, in futuro, le diverse strategie scelte dalla compagnia giapponese e dalla casa di Redmond riusciranno entrambe ad attecchire sui videogiocatori di domani.

Se volete abbonarvi a Xbox Game Pass, vi raccomandiamo di approfittare del prezzo di Instant Gaming.