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Twitch blocca tutti i pagamenti agli streamer russi per la crisi in Ucraina

Twitch si inserisce nella lista di realtà ed aziende che sostengono l'Ucraina. La piattaforma di streaming blocca i pagamenti in Russia.

La crisi in Ucraina, colpita dalla guerra iniziata dalla Russia, sta influendo su tutto il mondo inevitabilmente, e l’ultima realtà è Twitch.

La piattaforma di streaming più famosa del mondo è influenzata allo stesso modo dal conflitto che scuote l’Europa dell’Est.

Un evento che sta rendendo attive tutte le maggiori realtà del mondo dei videogiochi, come Nintendo che ha bloccato le vendite digitali in Russia.

Mentre Epic Games ha optato per una via intermedia, bloccando il commercio ma tenendo gli account attivi per tenere aperte “le linee di dialogo”.

Anche Twitch ha dovuto rivedere le proprie pratiche economiche ma, a quanto pare, è più una costrizione che una scelta.

Come riporta IGN US, la piattaforma sta sospendendo tutti i pagamenti agli streamer russi da questo momento in poi.

Uno dei content creator ad aver fatto circolare la notizia è il popolare Alexey “Jesus AVGN” Gubanov, che ricevuto un’email dallo staff di Twitch con le nuove direttive.

«Twitch soddisfa i termini delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dagli altri governi, e si attiene a quelle imposte in risposta alla situazione in Ucraina», recita una parte dell’email ufficiale. La quale, poi, specifica:

«Queste sanzioni possono limitare o impattare sul tuo accesso ai pagamenti, alla capacità di monetizzare i tuoi stream, e/o il supporto finanziario agli altri creator.»

Tra gli effetti delle sanzioni c’è infatti l’impossibilità di intrattenere ogni tipo di affare e transazione con persone, o aziende, russe.

Gubanov ha spiegato ulteriormente cosa sta succedendo agli streamer russi in questi giorni, in una intervista al Washington Post:

«Sono stato escluso dai pagamenti da Twitch, molti inserzionisti hanno lasciato il mercato russo, e le mie carte Visa e Mastercard saranno presto bloccate all’estero. Per molti anni sono stato contrario al regime di Putin, per questo me ne sono andato dalla mia terra natia, e nonostante ciò devo ancora rispondere per tutte le terribili azioni di Putin, anche in un altro Stato.»

Gubanov è da tempo residente negli Stati Uniti, e sta vivendo lo stesso una situazione così assurda da aver costretto il governo dell’Ucraina ad appellarsi a Xbox e PlayStation.

Non è dato sapere cosa succederà a chi intende riscattare i giochi gratis di Prime Gaming, che a marzo sono anche molto invitanti.

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