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The Last of Us, Troy Baker in lacrime spiega la scelta finale di Joel

Il finale di The Last of Us è tra i più discussi di sempre dei videogiochi, e di recente Troy Baker è tornato a parlarne con emozione.

La sequenza finale di The Last of Us è probabilmente uno dei motivi per cui il titolo Naughty Dog è rimasto così impresso nella memoria di tutti.

Un finale che i giocatori sono potuti tornare a rivivere, oppure a scoprire per la prima volta, anche grazie a The Last of Us Part I, il remake del titolo che trovate su Amazon.

E che molti vivranno sicuramente per la prima volta grazie alla serie TV in lavorazione presso HBO che, se sarà uguale come il poster, promette davvero faville.

Di recente abbiamo scoperto che la prima storia di Joel ed Ellie sarebbe potuta finire molto diversamente, ma per fortuna Naughty Dog ci ha dato il finale che tutti abbiamo visto.

Da questo momento in poi ci saranno pesanti spoiler sulla trama di The Last of Us. Proseguite la lettura solo se lo avete completato (o non vi interessa rovinarvi la sorpresa).

A rendere potente il finale dell’opera di Naughty Dog c’è il fatto che, consapevolmente, Joel decide di condannare l’umanità ad una vita senza un antidoto alla piaga di cordyceps, per salvare Ellie da un intervento mortale.

Una scelta decisamente umana, condannabile ma assolutamente comprensibile, che Joel compie in favore di Ellie che è ormai diventata sua figlia in modo completo.

Un finale che, tuttavia, per alcuni è ancora incomprensibile o difficile da capire. Troy Baker è tornato a parlarne in occasione di un intervento alla recente Milan Games Week.

Con un trasporto emotivo evidente, l’interprete di Joel nella serie videoludica ha dato un ulteriore punto di vista sul tema:

11/27/22 Troy Baker’s thoughts on the ending of Part I (Milan Games Week) from thelastofus

«Quando stavamo facendo il primo capitolo ero in svantaggio rispetto a Neil [Druckmann]», esordisce Troy Baker.

Druckmann era già padre all’epoca della lavorazione di The Last of Us pertanto, specifica Baker, mentre lui stava solamente recitando, per Neil Druckmann la possibilità che Joel potesse perdere sua figlia era una sensazione reale con cui empatizzare.

Di fatto, Troy Baker ammette che all’epoca non era in grado di capire realmente quel sentimento. Solo ora si rende conto di quanto la scelta di Joel alla fine di The Last of Us sia in realtà normalissima, anche per lui che ora è un padre:

«So che se avessi un opportunità per salvarlo [mio figlio] farei qualsiasi cosa. Quindi quando le persone mi chiedono “Perché Joel, potendo, non ha salvato il mondo?” la mi risposta è sempre la stessa: “lo ha fatto, solo che per lui il mondo era quella ragazzina”.»

Una spiegazione decisamente convincente e comprensibile, poco da dire. Che fa il pari con l’emozionante finale di The Last of Us Part II, che uno psicologo di recente ha voluto spiegare nel dettaglio.