The Division 2, un anno dopo – Speciale

Con l'arrivo di Warlords of New York, una Ubisoft che aveva parlato di cambiamenti importanti per i suoi piani editoriali sta seguendo la strada giusta per The Division 2?

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 11 Marzo 2020 - 9:55

Se avete letto la nostra recensione saprete che abbiamo apprezzato molto The Division 2, nonostante sia stato uno dei momenti più bui del 2019 di Ubisoft, insieme a Ghost Recon Wildlands. Due veri e propri fallimenti commerciali, questa la definizione adottata da Yves Guillemot durante le sue numerose azioni con gli azionisti, che hanno costretto Ubisoft a rivedere i propri piani per il 2020.

I più distratti ricorderanno infatti che, proprio in questo periodo, sarebbe dovuto uscire Watch Dogs Legion tanto per fare un esempio, un altro titolo che ci aveva convinto moltissimo durante la nostra prova all’E3 2019 e che invece uscirà a data da destinarsi. Lo studio si è infatti reso conto di dover modificare sensibilmente la propria formula di lavoro per quanto riguarda sia la parte creativa che produttiva delle proprietà intellettuali. Meno open world, e una maggiore attenzione a proporre gameplay diversi dal solito che non siano la reiterazione degli stessi processi.

the division 2

Un anno dopo, The Division 2 è uno di quei videogiochi che deve dimostrare che Ubisoft Massive (in questo caso) ha le capacità per ridare vitalità al looter shooter. Perché, sebbene The Division 2 sia di gran lunga migliore del predecessore in molte delle sue parti, un po’ per la spada di Damocle del sequel ed un po’ per aver condiviso il palcoscenico del ben più atteso Anthem, alla fine non è riuscito a fare breccia.

Lo dimostrano le vendite, deludenti per ammissione di Ubisoft, ed anche non bastassero c’è sempre lo scontro ridicolmente basso avvenuto giusto qualche settimana fa, con The Division 2 a €9 a nemmeno un anno dal lancio. Personalmente ho seguito tutto il percorso del primo anno del gioco e, a parte qualche espansione meno riuscita dell’altra, non ho onestamente troppo da criticare al lavoro di Massive. Ho anche avuto occasione, proprio grazie agli sconti, di rigiocare per intero le missioni su PC con un gruppo di amici, ritrovandomi con la stessa sensazione da “parco giochi per adulti” che mi aveva dato The Division 2 all’inizio.

Perché il gameplay è ancora lì, granitico e funzionale, fatto di movimenti da tarare al centimetro negli scontri più importanti, e decisioni da prendere spesso in fretta e furia quando le cose si fanno movimentate. In quello, The Division 2 ancora funziona come deve e c’è poco altro da aggiungere.

È Warlords of New York, invece, il contenuto da tenere sott’occhio. L’abbiamo recensito su queste pagine, ed il verdetto generale è molto positivo. L’espansione in sé è molto ben fatta, e l’idea di applicare a The Division 2 l’ormai onnipresente meccanismo delle Stagioni potrebbe essere la carta vincente. La recente ondata di sconti ha aiutato il gioco a farsi conoscere agli scettici nel frattempo, ma anche a chi non ha mai avuto l’occasione o la voglia di provarlo. Di certo è una buona base su cui ripartire per tornare a macinare utenza e “risonanza mediatica”, ma è difficile immaginare che The Division 2 possa diventare il talk of the day.

Ubisoft in passato ha fatto dei veri e propri miracoli. Il più incredibile rimane sempre Rainbow Six Siege, che a distanza di cinque anni è ancora uno degli shooter più giocati della scena competitiva, e nel suo piccolo For Honor è riuscito a non sprofondare completamente nell’oblio. Non è facile ripetere un successo così grande ma, se dovessimo scommettere un simbolico euro, tra Ghost Recon Breakpoint e The Division 2, sarà quest’ultimo quello di cui continueremo a parlare a fine 2020, nel caso.

Da qualche giorno è cominciato ufficialmente il secondo anno di The Division 2, o per meglio dire la sua seconda vita. Warlords of New York è un punto da cui ripartire, e sebbene non ci aspettiamo di certo uno stravolgimento totale, la fiducia in Ubisoft Massive c’è perché il team è talentuoso e, finora, non ha dimostrato di aver perso colpi. Siamo fiduciosi anche nelle capacità di Ubisoft di capire cosa serve al suo pubblico ed al suo mercato, perché in passato ha già dimostrato di avere la capacità di ribaltare le sorti dei propri titoli più pericolanti. Chissà che non accada anche questa volta.




TAG: the division 2, The Division 2: Warlords of New York, ubisoft