Recensione 3 min

The Division 2: in vista dell’anniversario torniamo a New York con Episode 3 – Recensione

Cos'ha da offrire il nuovo appuntamento con The Division 2?

Il 15 marzo, The Division 2 compirà il suo primo anno di vita. Di recente, lo shooter di Ubisoft Massive è stato venduto in sconto a 9 e 3 euro: questo la dice lunga su quale sia stato il destino infausto dell’ultima fatica della software house svedese interna ad Ubisoft. The Division 2, oltre ad essere stato un fallimento commerciale, insieme a Ghost Recon Breakpoint ha costretto il publisher francofono a rivedere i propri intenti per il 2020 in termini di pubblicazioni, così come a ripensare fortemente la struttura creativa dei propri team di sviluppo.

The Division 2: Episode 3

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Genere:
sparatutto
Data di uscita:

Ma parleremo a tempo debito di come The Division 2 sia, semplicemente, il miglior looter shooter della generazione ma che sia stato sfortunato per una serie di fattori, perché adesso è tempo di tornare a New York. Precisamente a Coney Island, dove il terzo episodio dei contenuti aggiuntivi (l’ultimo del primo anno) di The Division 2 è ambientato.

The Division 2 Episode 3

Caccia urbana a Coney Island

Gli agenti della Divisione dovranno tornare a Coney Island, dove la Black Tusk sta tenendo in ostaggio Vitaly Tchernenko, virologo che durante il disastro di Manhattan stava lavorando ad una cura per il veleno verde. Per la prima volta, quindi, The Division 2 torna a collegarsi “fisicamente” con l’originale The Division, con questo DLC dedicato alla località turistica di Brooklyn fatta di divertimento e relax che fa anche da ponte a Warlords of New York, nuova espansione a pagamento per il titolo che debutterà il prossimo marzo.

Mentre l’universo narrativo di Ubisoft Massive comincia ad intrecciarsi, anche perché in questo caso daremo la caccia anche al primo agente traditore Aaron Keener, si chiude quello che potremmo definire il primo atto di The Division 2.

The Division 2 Episode 3

Partiamo proprio da Coney Island che, come per l’intera totalità delle ambientazioni costruite da Ubisoft Massive, è una delle protagoniste di questa porzione di gioco. L’abbiamo detto e ridetto allo sfinimento durante la recensione e in occasione dell’analisi del primo episodio dei contenuti aggiuntivi, e anche questa volta si riconferma la capacità dei creativi dello studio nel costruire degli ambienti suggestivi e magnificenti.

Se Coney Island, normalmente, è gioiosa e allegra, durante le incursioni della Divisione il cielo è oscuro, i lampi squarciano l’oscurità, mentre Black Tusk e Purificatori (un dejà-vu per chi ha giocato The Division) assediano i nostri agenti. Ci sono momenti più aperti quando si passa per le attrazioni più maestose, alternate a sequenze più claustrofobiche dove bisogna muoversi e reagire in fretta. Il tutto, come avrete intuito, in uno scenario evocativo e decadente fatto di attrazioni turistiche in rovina, piste di kart che diventano cimiteri fantasma e case degli orrori il cui nome non potrebbe essere più evocativo in questo caso.

The Division 2 Episode 3

Più precisamente, Episode 3 aggiunge due missioni principali, una nuova specializzazione (il Firewall, che introduce il lanciafiamme come arma distintiva, una mod per lo scudo e la granata a grappolo), e ovviamente una serie di altre armi esotiche normali che è possibile trovare normalmente come drop. In generale, a parte il fascino generale di una sequenza di missioni in uno scenario evocativo, questo Episode 3 non è di certo rivoluzionario.

È più un ponte, se vogliamo, narrativo e contenutistico verso il secondo anno di espansioni di The Division 2. Questo non significa che sia insufficiente, anzi, perché al di là della semplicità delle missioni che offrono giusto qualche spunto interessante e inedito (ed una sequenza di combattimento molto ispirata), è sempre un piacere ritornare a calcare i panni di un Agente della Divisione. Un’aggiunta di contenuti da parte di Ubisoft Massive, per ricordare a tutti che The Division 2 non se n’è andato, e che alle soglie dell’anniversario dovreste continuare a tenerlo in considerazione. Non per questo DLC specifico, ma per l’interno valore dell’opera.

+ Coney Island è straordinaria
+ L’universo narrativo si ricollega
+ Il lanciafiamme è una bella aggiunta
– Le missioni finiscono sul più bello
– Non aspettatevi un DLC rivoluzionario

7.0

Il tema del fuoco (i Purificatori che ritornano, la nuova arma distintiva) è curiosamente molto a tema con ciò che rappresenta Episode 3. Come una fiammata feroce uscita dalla bocca di un lanciafiamme, questo contenuto di The Division 2 arriva, fa un gran casino di colori e luci nel breve termine, ma quando se ne va lascia poco o niente. Proprio come una purificazione con il fuoco.

Nell’attesa di scoprire cosa c’è in serbo nel futuro di The Division 2, che promette di farci tornare in pianta stabile a Manhattan, non aspettatevi una rivoluzione da questo contenuto aggiuntivo, ma più che altro un modo per continuare a giocare con questo ottimo looter shooter.