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Gli SSD di PS5 e Xbox Series X saranno anche velocissimi, ma i giochi dove li mettiamo?

Sia PlayStation 5 che Xbox, con Series X e Series S, puntano fortissimo sulla velocità dei loro SSD. La capienza, però, potrebbe essere un dato non altrettanto esaltante?

Da quando abbiamo assistito al reveal e alle presentazioni di PlayStation 5Xbox Series X, c’è sempre stato un ritornello ricorrente per entrambe le piattaforme: quello relativo alle possibilità offerte dal passaggio agli SSD.

I nuovi supporti di memorizzazione, che dicono finalmente addio al tradizionale hard disk che abbiamo visto fino a questa generazione, sono stati oggetto di dichiarazioni da numerosi esponenti dell’industria, e i produttori ci hanno tenuto a sottolineare che parliamo di SSD proprietari, appositamente progettati e differenti da quelli che troviamo sul mercato da qualche tempo — e divenuti da allora migliori amici dei giocatori PC.

Così, mentre abbiamo assistito a giustificatamente martellanti sottolineature sull’importanza degli SSD, che sarebbero pronti a farci dire addio (o almeno quasi del tutto) ai tradizionali tempi di caricamento, c’è un altro dettaglio che balza all’occhio: la loro capacità.

Xbox Series S avrà un SSD da 512 GB

Poche ore fa abbiamo assistito alla pubblicazione della scheda tecnica ufficiale di Xbox Series S, e a balzarmi all’occhio — tra tante specifiche accattivanti, come la promessa di un’esperienza di gioco in 2K fino a 120 fps — è stata proprio la capacità del suo SSD, che si attesta su 512 GB. E, a questo punto, i fattori sono due: o dobbiamo credere che i giochi next-gen siano destinati a pesare tanto, ma davvero tanto di meno, o i supporti di archiviazione delle console di prossima generazione potrebbero farci correre verso delle espansioni (già previste sia da Sony che da Microsoft fin dalla sede di annuncio) fin troppo tempestivamente.

Le dimensioni contano

Quando abbiamo assistito al lancio di PlayStation 4, per citare un esempio recente nella memoria di tutti, la console più popolare della generazione al crepuscolo si è presentata sul mercato con un hard disk da 500 GB. Con il tempo, si sono affacciati dei modelli da 1 TB, divenuto lo standard della potenziata PlayStation 4 Pro, perché abbiamo visto i videogiochi assumere dimensioni sempre più generose.

Lo stesso si è verificato con Xbox One, proposta sia nella variante One S con tagli da 500 GB e da 1 TB, mentre la potenziata One X conta(va) su 1 TB di disco rigido per l’archiviazione dei giochi. Un dato curioso? Xbox One S All Digital contava su un hard disk da 1 TB. Xbox Series S, la sua erede, si fermerà a 512 GB — ma, attenzione, in questo caso si parla di SSD. E di next-gen.

PlayStation 5 conterà su un SSD da 825 GB

Esulando per il momento dal discorso di pura velocità nell’accesso ai dati, a saltare all’occhio è il fatto che la console di prossima generazione avrà metà della capacità di archiviazione della più anziana sorella, nonostante Xbox più di qualsiasi altra console abbia una grandissima vocazione per il gaming in digitale, tra Xbox Game Pass e la retrocompatibilità totale con le precedenti generazioni già confermata da Microsoft.

La domanda, allora, si pone da sola: stiamo correndo il rischio di vedere console con poca capacità di archiviazione rispetto alle proposte ludiche che vogliono offrire, o i giochi riusciranno davvero a tagliare sensibilmente il loro peso (update compresi, come promesso) con la complicità degli SSD?

Espandere SSD su PS5

Sappiamo che PlayStation 5 conterà su un SSD custom da 825 GB (vi spiegammo qui il perché di questo peculiare taglio), mentre Xbox Series X conterà su 1 TB. Xbox Series S, come detto, arriverà a 512 GB, mentre al momento in cui battiamo questo articolo non c’è motivo di credere che PlayStation 5 Digital possa avere una capienza differente da quella della sorella standard.

 
Piattaforma Capacità
 PlayStation 5  825 GB
 PlayStation 5 Digital  825 GB
 Xbox Series X  1 TB
 Xbox Series S  512 GB

C’è un elemento in comune tra queste console, per il quale aspettiamo la conferma ufficiale relativa a Xbox Series S: avremo la possibilità di espanderne la capacità in modi diversi.

Per quanto riguarda PlayStation 5, la questione è leggermente spinosa: Sony ha confermato che avremo a disposizione uno slot NVMe PCie 4.0, ma piano con gli investimenti anzitempi: potremo sfruttare questo slot per installare un SSD aggiuntivo che affianchi quello nativo della console, ma solo alcuni saranno compatibili e dovranno comunque essere approvati da Sony.

Sintesi: al momento non esistono SSD approvati per PS5 e non abbiamo idea di quanto possano costare. Consideriamo però che parliamo di una tecnologia all’avanguardia, almeno nelle specifiche su cui vuole puntare la casa giapponese, e che vi basta sapere che 1 TB di SSD PCie 4.0 NVMe al momento si può pagare circa 200€ (senza approvazione né licenza Sony), per capire che l’esborso potrebbe essere non di poco conto.

Potremo espandere l'archiviazione di PS5 con un SSD aggiuntivo, ma dovrà rispettare standard approvati da Sony e non ci è dato sapere quali saranno i prezzi

«Almeno nel breve termine, non acquistate dei drive NVMe senza l’approvazione di Sony, se avete in mente di utilizzarlo con PS5» raccomandò qualche mese fa Rich Leadbetter del noto canale DigitalFoundry, specializzato nelle analisi tecniche degli hardware da gioco. «E ricordate anche che i PCIe 4.0 NVMe con una tale larghezza di banda saranno plausibilmente molto costosi, almeno all’inizio.»

Almeno all’inizio della generazione, insomma, aumentare la capacità della propria PS5 potrebbe diventare esoso per le tasche dei giocatori: immaginiamo una console venduta a 499€, per pura ipotesi, e un SSD aggiuntivo da 200€ (o più) per capire che la proporzione potrebbe farsi sbilanciata. Sarebbe destinata ad assottigliarsi con il tempo, certo, sia per quanto concerne il prezzo della console in sé che per le tecnologie che utilizza, che diventerebbero via via più abituali.

PlayStation 4 Pro è stata commercializzata con hard disk interno da 1 TB: una tecnologia che ha un costo infinitamente inferiore rispetto a quella degli SSD

C’è, tuttavia, un’alternativa, ma dopo tanto parlare di SSD avrebbe del grottesco: affidarsi a un hard disk esterno collegato tramite USB alla console. Il primo neo è che, sebbene molto più economica (e ci mancherebbe), questa soluzione sarebbe un collo di bottiglia vero e proprio: se ho speso questi soldi per PS5 e il suo SSD, non voglio giocare da un hard disk che peraltro passa per una USB. Pensate che SSD di PS5 promette un throughput da 5,5 GB/s, laddove l’hard disk di PS4 di aggirava tra i 50 e i 100 MB/s.

Il problema è presto risolto, però, perché a quanto sappiamo per il momento l’hard disk sarebbe supportato solo per applicazioni più vecchie (immaginiamo i giochi PS4 che entreranno nella retrocompatibilità, ad esempio) e non per le uscite PS5. Il che ci porta nuovamente sulle speriamo larghe spalle del SSD (o della sua espansione) per i nostri giochi next-gen.

Espandere SSD su Xbox Series X

La questione dell’espansione dell’archiviazione è invece, per ora, molto più chiara su Xbox Series X. La console di casa Microsoft avrà infatti uno slot preposto, facilmente accessibile, come se doveste inserirci una memory card. Queste memory card, però, saranno dei supporti NVMe SSD in tagli da 1 TB che, almeno al lancio, saranno prodotti in esclusiva da Seagate, e che andranno ad affiancare l’SSD interno una volta collegati alla console.

Trattandosi di schede di memoria appositamente concepite, consentiranno di tenere invariate le caratteristiche di Series X — come dovrebbero fare anche gli SSD che riceveranno l’approvazione di Sony per l’espansione interna di PS5. Ai microfoni dei colleghi di The Verge, un portavoce di Microsoft spiegò che «i giochi ottimizzati per Xbox Series X e la sua Veocity Architecture dovranno essere lanciati dal SSD interno o dall’Expandable Storage Drive.»

Considerando che non sappiamo ancora quanto queste schede di espansione della memoria costeranno, c’è un modo alternativo per estendere l’archiviazione di Xbox Series X? C’è la via USB, ovviamente. Si affida a USB 3.2, ha già confermato Microsoft, ma non è pensata per il gioco next-gen.

Le schede di memoria Seagate per Xbox

«Potrete continuare a utilizzare i vostri hard disk esterni USB 3.1 anche su Series X, per farci girare i giochi di Xbox One, Xbox 360 e dell’originale Xbox direttamente da quel supporto» ha precisato il portavoce. Anche in questo caso, quindi, la soluzione economica lo è perché non ha niente di next-gen, ed è riservata alla nostalgia della retrocompatibilità.

Il punto focale: il peso dei giochi

Nell’attesa di scoprire quanto ci costerà espandere l’archiviazione di PS5 e Xbox Series X tenendo immutate le loro capacità di accedere velocemente ai dati, c’è un punto che vogliamo sottolineare: ci risulta difficile credere che Sony e Microsoft stiano facendo arrivare sul mercato della console che rischiano di essere strozzate dalla capacità dei loro SSD in termini di pura capienza. Il che ci porta a una conclusione (ottimistica?) relativa al peso dei giochi next-gen: deve, necessariamente, essere molto ridotto rispetto a quelli attuali.

E quando parliamo di peso di giochi attuali ci sono anche gli estremi: Call of Duty: Modern Warfare, con i suoi extra e i suoi update, ha ormai sfondato il muro dei 175 GBDestiny 2 galleggia sui 165 GB. Se guardiamo solo al loro download “pulito” iniziale, da PlayStation Store, si parla rispettivamente di 64,79 GB e 30,85 GB.

Sono solo due esempi e particolarmente generosi, ma non sono soli: seguire John Marston a cavallo tra ‘800 e ‘900 richiedeva 105 GB su PS4, 89,19 GB per il download clean da PlayStation Store. Volete vivere il viaggio di Ellie in The Last of Us – Part II per mettervi in discussione come esseri umani? Tenetevi da parte 93,37 GB. Più clemente Ghost of Tsushima, altro gioco di fine gen, che si accontenta di 34,78 GB. Death Stranding ne richiede 48,14 GB, l’installazione nativa di The Witcher 3 (senza espansioni) vuole per sé 31,04 GB, 42,26 GB se mirate la GOTY.

Proviamo a prendere Ghost of Tsushima come unità di misura, essendo l’ultima esclusiva PS4 prodotta da PlayStation Studios. Se immaginiamo un peso di 34 GB circa come standard per la prossima generazione, significa che negli 825 GB di PlayStation 5 potremo tenere con noi 23,7 videogiochi circa (parte sarà occupata dal sistema operativo, non ci è dato sapere quanta). Molto peggio se lo standard fosse quello di The Last of Us – Part II, dato che di giochi che ne starebbero meno di 9 per volta.

Una stima realistica per un AAA potrebbe aggirarsi intorno ai 40 GB di peso (è la media di peso su PS4), e in tal caso si parlerebbe di circa 20 giochi installabili, con però una grande incognita: nel caso specifico di PS5, Sony ha assicurato che i giochi peseranno meno di quelli attuali, perché — in sintesi — la velocità di accesso al SSD eviterà di avere file duplicati in punti diversi, come invece avveniva sull’hard disk di PS4, finendo con il gonfiare notevolmente il peso.

Solo, non sappiamo quanto di meno, e rispetto a quali. Di meno rispetto a The Last of Us – Part II o di meno rispetto a Ghost of Tsushima? Di meno rispetto alla media di 40 GB? O, semplicemente, di meno ma non in senso assoluto, ossia che semplicemente The Last of Us – Part II su PS5 peserà meno che su PS4 e sarà lo stesso eventualmente per una altrettanto ipotetica release next-gen di Tsushima rispetto a quella PS4? È sicuramente l’opzione più probabile.

The Last of Us - Part II, con la sua esperienza di fine gen, sfonda il muro dei 93 GB

Tenendo conto dell’assenza dei file duplicati, ma anche del fatto che gli asset peseranno necessariamente di più, se l’ambizione è il 4K, il dubbio permane: servirebbe conoscere il peso-tipo di un gioco di prossima generazione, per farsi un’idea di quello che sarà il destino della capienza di PS5 e Xbox già nel breve termine.

C’è anche un altro dettaglio che sarà importante da valutare, soprattutto nel caso di Xbox Series X — considerando quanto pesantemente Microsoft abbia investito sulla cosa: l’avvento del cloud. Sicuramente, nel futuro di gaming ci sarà un’affermazione via via più convincente della nuvola, che consentirà di giocare alcuni contenuti senza il bisogno di scaricarli, affidandosi semplicemente al remoto.

Ma, in questo caso, entriamo in un discorso da gatto che si morde la coda — perché, se mi innamoro della scheda tecnica di Xbox Series X, non voglio certo farlo per proiettarci sopra giochi eseguiti da un’altra macchina in qualche angolo di mondo. Discorso, invece, che suona molto più affine a Xbox Series S, che è effettivamente la console con lo storage più ridotto tra quelle del futuro, e che avrà meno muscoli della sorella maggiore.

La next-gen ci starà stretta?

Alla luce di queste riflessioni, insomma, il quesito rimane: a meno che non sia lecito aspettarsi una dimensione dei giochi decisamente più contenuta, il rischio che gli SSD della next-gen vadano stretti in breve agli utenti non è da sottovalutare. I 512 GB di Xbox Series S, seppur imposti a una console che guarda sì al cloud, ma anche all’esperienza full digital, sono stati l’ennesima conferma che, complice probabilmente anche il costo di tagli superiori per questi supporti, la capienza della next-gen è l’unico parametro che non è davvero andato a salire nelle schede tecniche delle console.

Xbox Series X avrà un SSD interno da 1 TB

La speranza è che non faccia in qualche modo da strozzatura all’esperienza, dal momento che correre a inseguire le larghezze di banda degli SSD per poi spendere sensibilmente per espanderli – o affidarsi ad hard disk via USB per la retrocompatibilità, perdendo i vantaggi del drive allo stato solido – non sarebbe esattamente la next-gen migliore che ci si possa auspicare.

La somma di velocità e necessità di avere un prezzo accessibile ci restituirà come risultato il bisogno costante di cancellare repentinamente i vecchi giochi dal SSD per fare spazio ad altri? La risposta può essere sì, considerando che buona parte del pubblico videogiocante non dispone di connessioni ultra-rapide per scaricare con un semplice schiocco di dita un gioco che intende riesumare dalla sua libreria? Non dovrebbe, ma siamo ormai a pochi mesi dal saperlo per certo.

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