News 2 min

Se si vogliono giochi meno buggati, bisognerebbe pagare bene chi lavora nel QA

Con videogiochi sempre più grandi, non è una sorpresa che ci siano più bug da correggere. Ma come fare per risolverne di più?

Il caso di Cyberpunk 2077 ha fornito numerosi spunti di riflessione. Parliamo della difficoltà di far combaciare la finestra di lancio necessaria per il management e gli investitori a quella che sarebbe opportuna per gli sviluppatori, ad esempio. Potremmo proseguire con il problema del crunch di cui si è ampiamente discusso, per arrivare a una questione che è al nocciolo dello sviluppo di videogiochi: la sezione QA.

Questi team che si occupano di quality assurance, controllo qualità, sono infatti chiamati a testare un gioco in tutte le sue parti, ancora e ancora, per individuare difetti e bug, la loro incidenza, come vengano innescati e darne conto al team di sviluppo. Si tratta, insomma, di un lavoro di grande importanza per la produzione di un videogioco, dal momento che una QA fatta male si traduce in un gioco non corretto a dovere. O, ancora peggio, una QA fatta bene ma non asseconda si traduce ugualmente in un gioco non corretto a dovere.

Gli uffici del QA di Rockstar Lincoln, intorno a cui si scatenò un caso con Red Dead Redemption 2

Ricordiamo, ad esempio, il caso del QA di Rockstar Lincoln ai tempi di Red Dead Redemption 2, intorno alle condizioni di lavoro del quale si scatenò un vero e proprio caso per il fenomeno di crunch e le condizioni contrattuali.

Una delle problematiche da risolvere per poter contare su QA migliori in futuro – al di là dei casi in cui, appunto, i bug vengano segnalati ma siano poi ignorati dagli sviluppatori – risiede sicuramente nei loro compensi. A evidenziare il problema è stato il giornalista Jason Schreier di Bloomberg, che sul suo profilo Twitter ha fatto notare che di solito i lavoratori nei settori QA guadagnano tra $12 e $15 l’ora, ma in Polonia (dove ha sede CD Projekt RED, autrice di Cyberpunk 2077) queste cifre sarebbero sensibilmente più basse, nonostante settimane lavorative tra cinquanta e sessanta ore.

Sotto il tweet di Schreier ci sono stati diversi interventi che evidenziano quanto sia articolata la problematica nell’industria: una testimone afferma che l’ingaggio di CD Projekt per il QA sia compreso tra $3 e $5 l’ora, con Schreier che commenta «corrisponde a quanto avevo sentito. Una persona mi disse che stava incassando $400 al mese come tester per CD Projekt, qualche anno fa».

Da qui, si susseguono altre segnalazioni, con alcune persone che citano diversi altri nomi dell’industria (tra cui Square Enix, EA e Activision) lamentando che gli stipendi per la sezione QA sarebbero estremamente bassi – e che con un compenso estremamente basso, ovviamente, diventa sia difficile trattenere le persone più diligenti e valide per la mansione, sia motivarle a dare il meglio per correggere i giochi buggati.

Si tratta, comunque, di una problematica che ha radici molto profonde nell’industria dei videogiochi: nemmeno gli sviluppatori di per sé, al di là della sezione QA, hanno dei sindacati che rappresentino i loro diritti quando ci sono le problematiche relative al crunch, ad esempio. Da diversi tempo ci sono delle spinte in tal senso, ma per il momento non si sono verificate mosse concrete.

Vedremo se, con il fatto che queste problematiche sono sempre più chiacchierate anche alla luce del sole, si arriverà a migliori condizioni anche per chi lavora nel QA e, di fatto, riveste un ruolo fondamentale per la qualità che un videogioco deve avere al suo lancio sul mercato.

Se volete toccare con mano Cyberpunk 2077, potete trovarlo a prezzo conveniente su Amazon.