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Respawn non va per il sottile: «tolleranza zero per le minacce ai nostri sviluppatori»

Respawn Entertainment, sviluppatori di Apex Legends, decidono di adottare una policy di tolleranza zero per minacce di morte e molestie.

Negli anni abbiamo dovuto, purtroppo, documentare varie volte molestie e minacce di morte agli sviluppatori, ma Respawn Entertainment ha deciso di dare una svolta.

Gli sviluppatori di Apex Legends, i cui gadget di ogni tipo potete trovare su Amazon, si schierano in maniera molto decisa.

D’altronde i casi sono ormai tantissimi, tra i più recenti quello di Return to Monkey Island che hanno costretto Ron Gilbert ad allontanarsi dai social.

Comportamento simile a quello che ha adottato l’intera Bungie, che ha deciso di non parlare più con la community per via degli atteggiamenti aggressivi.

Come riporta VGC, Respawn Entertainment ha deciso di dire la propria in un comunicato diffuso tramite Twitter e tutti i canali pubblici.

Lo studio ha affermato di aver scelto di pubblicare la dichiarazione a seguito di un aumento delle molestie nei confronti dei membri del suo team di sviluppo.

«Accogliamo con favore il contributo della comunità, tuttavia, il confine tra feedback costruttivo e molestie al nostro team di sviluppo non può essere superato», esordisce Respawn.

Dopodiché viene resa nota la dichiarazione di intenti del team, relativamente al comportamento che verrà adottato con ulteriori casi di questo genere:

«Vogliamo ricordare ai nostri giocatori che abbiamo una politica di tolleranza zero per le minacce e le molestie dei nostri sviluppatori. Adotteremo le misure appropriate per garantire la salute e la sicurezza del nostro team. Adoriamo ricevere feedback e continueremo a lavorare insieme alla nostra community per promuovere un ambiente rispettoso e collaborativo e sostenere l’integrità competitiva del nostro gioco.»

Una presa di posizione decisa e anche molto utile, perché molte situazioni sono arrivate decisamente oltre vari limiti.

Come nel caso di Ubisoft, in cui uno degli artisti ha confessato che lanciare nuovi videogiochi è diventato molto difficile, proprio per via della community.

Ricorderete infatti il caso di God of War Ragnarok, in cui alcuni utenti con evidenti problemi di autostima hanno molestato le sviluppatrici per avere informazioni sul gioco.