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Respawn: non siamo lenti a produrre giochi, è che noi non facciamo crunch

Respawn Entertainment ha risposto alle accuse di essere troppo "lenta" nel produrre nuovi giochi

Conoscerete ormai il concetto di crunch: si tratta di quella fase nel processo di sviluppo dei videogiochi in cui smettono di esistere orari e il team di sviluppo affronta un periodo poco sano, in cui la priorità è cercare di rispettare le consegne calendarizzate al costo di dormire in ufficio.

L’argomento di recente è tornato alla ribalta per il caso di CD Projekt RED e le segnalazioni arrivate dai membri della software house polacca, alle prese con la gatta da pelare Cyberpunk 2077, ma si tratta di una pratica molto diffusa che ha costretto alcuni talenti dell’industria – come Cliff Bleszinski – a salutarla senza troppi rimpianti.

Apex Legends

In questo contesto ci sono alcune compagnie che hanno deciso, invece, di dire no a queste pratiche: sappiamo che tra esse figura Nintendo, ad esempio, che come nella filosofia di Shigeru Miyamoto pensa che un gioco rinviato che si tutto il tempo di cui ha bisogno sia più prezioso di un gioco finito in fretta e furia facendosi del male per rispettare le scadenze.

La pensa allo stesso modo anche Respawn Entertainment, compagnia autrice di Titanfall e di Apex Legends, che nel corso di un AMA su Reddit si è trovata a rispondere a un fan che la accusava di essere «estremamente lenta nel pubblicare nuovi contenuti.»

La replica è arrivata da Chad Grenier, direttore di Apex Legends, che come sottolineato da GamesIndustry non le ha mandate a dire:

Ci rifiutiamo di sottoporre il team a crunch, quindi probabilmente saremo più lenti nel consegnare nuovi contenuti di quanto saremmo se lavorassimo quindici ore al giorno. Semplicemente, non abbiamo intenzione di farlo. Abbiamo raddoppiato le dimensioni del nostro team dal lancio per stare dietro alle richieste relative ai nuovi contenuti, quindi stiamo cercando di portarvi novità a un ritmo che sia anche salutare per il nostro team.

La notizia è sicuramente positiva per tutti i membri del team di sviluppo.

In precedenza, Respawn era stata al centro di polemiche quando uno sviluppatore anonimo aveva denunciato online di essere sottoposto a crunch durante la pandemia da COVID-19. A tal proposito, Granier aveva evidenziato la difficoltà di capire quanto le persone stessero lavorando da remoto, e aveva aggiunto che «il nostro team ci vede molto affiatati, non si ha paura di perdere il lavoro e non abbiamo una cultura del crunch, siamo molto onesti gli uni con gli altri e non evitiamo gli argomenti scomodi. Quando hai centinaia di dipendenti, a volte capita che qualcuno si senta infastidito nonostante i tuoi sforzi. Questa persona ha deciso di scrivere le sue impressioni online anziché parlarne con i suoi responsabili, prima di tutto, e questo è un peccato.»

Vi ricordiamo che il nostro Marino ha affrontato da vicino tutte le novità in arrivo per la prossima stagione di Apex Legends: trovate qui le sue impressioni a caldo.

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