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Cliff Bleszinski, papà di Gears of War: 25 anni nel business dei videogiochi mi hanno quasi ammazzato

Il celebre autore di videogiochi, che ha deciso di ritirarsi ad altre attività, risponde ai fan che gli chiedevano di un suo possibile ritorno nel business, dove lavorò a Unreal Tournament e Gears of War

Sono diventati sempre più numerosi, di recente, gli esempi di esponenti dell’industria dei videogiochi che parlano di ritmi di lavoro difficili da sostenere, con lo sfociare nel problema noto come crunch – per cui i dipendenti delle software house si sottopongono a orari che possono arrivare a compromettere la loro salute, nel tentativo di consegnare in tempo per l’uscita fissata.

Amy Hennig, ad esempio, parlò di ritmi insostenibili in Naughty Dog, mentre il giornalista Jason Schreier ha raccolto testimonianze da ogni dove nell’industria, a partire da Rockstar e passando per Blizzard, con i publisher che in alcuni casi hanno cercato di muoversi per arginare il problema.

Gears of War

Ad aver abbandonato il settore senza troppi rimpianti è anche Cliff Bleszinski, noto per i lavori su Unreal Tournament prima e Gears of War poi, prima dell’apertura (e chiusura) di Boss Key, andata non proprio per il verso giusto. Sempre attivo sul suo profilo Twitter, Cliffy B. ha risposto a un fan che senza troppi giri di parole gli diceva «sbrigati a ricominciare a sviluppare giochi.»

La sua replica è partita da «apprezzo che tu sia un fan» e ha precisato che «ho fatto soldi a sufficienza da avere la libertà di non fare più videogiochi.»

Sull’argomento specifico, Bleszinski precisa:

In ogni caso, venticinque anni in quel business mi hanno quasi ammazzato. Sono grato per quegli anni, ma non ho intenzione di tornarci. Se mai dovessi farlo, sarà al 100% alle mie condizioni.

Visti i commenti dei fan, Bleszinski ha aggiunto che non sta scherzando e spiega «sto dicendo sul serio: pressione sanguigna alta e dolori allo stomaco gravi – parliamo di una roba fott**amente stressante. E non sono l’unico con i problemi di stomaco. Dovreste vedere i bagni delle software house. Lo stress e il cibo spazzatura non sono un buon mix.»

Speriamo che anche la testimonianza di un esponente di rilievo del videogioco come Bleszinski possa aiutare a favorire un ambiente molto più sano per gli sviluppatori che rendono possibili i videogiochi che amiamo, onde evitare che altri talenti decidano semplicemente di accumulare denaro finché ci riescono, e poi dedicarsi ad altro per non compromettere la loro salute.

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