League of Legends licenzia 530 dipendenti: chiude Riot Forge

Riot Games annuncia il licenziamento di 530 dipendenti e la chiusura di Riot Forge, divisione per lo sviluppo di giochi League of Legends in single player.

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a cura di Francesco Corica

Staff Writer

Il 2024 non è affatto iniziato nel migliore dei modi per gli sviluppatori, proseguendo l'inarrestabile ondata di licenziamenti a cui abbiamo assistito durante lo scorso anno.

Ci sono già stati oltre 2mila licenziamenti già registrati quest'anno, a cui adesso si aggiungono quelli arrivati da Riot Games, gli autori del celebre League of Legends.

Riot aveva deciso di espandere il più possibile il brand con un'evoluzione su diversi progetti: la saga non doveva più essere conosciuta come il MOBA già amato da milioni di giocatori (trovate gift card dedicate su Amazon), ma anche con diversi titoli single player sotto la divisione Riot Forge.

Come segnalato da PC Gamer, questa divisione è stata purtroppo ufficialmente chiusa: sono stati infatti licenziati ben 530 dipendenti, corrispondenti all'11% della forza lavoro della stessa Riot.

In una e-mail inviata ai suoi dipendenti, la compagnia spiega di aver "scommesso" su tantissimi progetti in seguito all'espansione del 2019: adesso non solo ci sono troppi giochi in sviluppo, ma molti di questi non avrebbero purtroppo ripagato le attese.

Per questo motivo, Riot Games ha deciso di ridimensionare notevolmente la sua forza lavoro, evidenziando che è «una necessità, non un modo per far contenti gli azionisti», probabilmente anticipando le inevitabili critiche in arrivo.

«I nostri costi sono aumentati al punto da essere diventati insostenibili, lasciandoci senza alcuno spazio per sperimentare o fallire — il che è di vitale importanza per una compagnia creativa come la nostra.

Tutto ciò mette a rischio il cuore della nostra attività».

Oltre alla chiusura di Riot Forge, saranno implementate anche ristrutturazioni agli altri team interni di Riot Games: per esempio, Legends of Runeterra, il gioco di carte ispirato a League of Legends, avrà un supporto notevolmente ridotto dopo aver tradito le aspettative.

Questa grande quantità di licenziamenti, oltre alle parole della stessa compagnia, confermano ancora una volta come i costi dei videogiochi siano ormai diventati insostenibili e fuori controllo: occorre che tutta l'industria inizi a riflettere e faccia un passo indietro.

Per il momento, a farne le spese sono come sempre tutti coloro che non c'entrano niente: gli sviluppatori lasciati a casa.

Fino a quando le cose non cambieranno, continueremo a ripetere che con questi costi, che a volte superano perfino il miliardo di dollari, non si può più andare avanti.

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