I videogiochi tripla-A sono fuori controllo: i costi di sviluppo superano anche 1 miliardo di dollari

Un report della CMA ha svelato i costi della maggior parte dei videogiochi tripla-A, ormai diventati decisamente fuori controllo.

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a cura di Francesco Corica

Staff Writer

I videogiochi tripla-A vogliono continuamente innovarsi e diventare sempre più grandi, ma perché ciò sia possibile sono spesso necessari budget non indifferenti: con una sempre più maniacale ricerca del perfezionismo e del realismo, lo sviluppo dei blockbuster videoludici sembra ormai aver perso ogni possibile freno inibitorio.

È ciò che emerge dall'ultimo rapporto della CMA, arrivato in seguito al controverso stop dell'affare Activision Blizzard e Xbox ma che ci ha permesso di dare uno sguardo ravvicinato alle cifre che effettivamente girano tra i publisher più importanti.

Kotaku riporta infatti l'interessante analisi dei costi di produzione per la maggior parte dei videogiochi tripla-A: la CMA segnala di aver ricevuto testimonianze sulle cifre necessarie, che in almeno un caso arrivano perfino a superare il miliardo di dollari.

Naturalmente, dato che il rapporto arriva anche per giustificare lo stop all'affare di Activision, viene citata anche la saga di Call of Duty come esempio (trovate Modern Warfare 2 su Amazon): l'ente segnala che la serie sparatutto ha già superato i 300 milioni di dollari di budget.

Ma anche saghe come GTA richiederanno almeno 250 milioni di dollari per lo sviluppo del prossimo capitolo.

In particolar modo, vengono riportate diverse testimonianze di publisher — non specificati nel report — con le seguenti fasce dei costi di produzione:

  • 219 milioni di dollari (164 milioni per sviluppo + 55 milioni di marketing)
  • Dagli 80 ai 350 milioni per gioco + fino a 310 milioni per marketing
  • Da 110 a 350 milioni per gioco
  • Oltre 1 miliardo di dollari (660 milioni di sviluppo  + 550 milioni per marketing)

Il quarto publisher della lista, che è anche quello più impressionante per i costi di produzione, segnala anche in precedenza i budget coprivano una fascia da 90 a 180 milioni per lo sviluppo, con fino a 150 milioni riservati al marketing.

Quello segnalato dalla CMA appare essere un vero e proprio campanello d'allarme per un'industria che rischia di non diventare più sostenibile nel breve periodo: una tesi a cui sembra credere fortemente anche Shawn Layden, che ha rilanciato sul proprio profilo social proprio l'articolo in questione.

Ricordiamo che l'ex presidente di Sony Interactive Entertainment America aveva già avvisato fan e addetti ai lavori su come i videogiochi stessero diventando insostenibili, arrivando anche ad anticipare un aumento di prezzo che oggi, giudicando le cifre, sembrava davvero inevitabile.

A chi ha provato invece a rispondergli che i costi dei videogiochi sono "OK" per i publisher, Layden avverte che è così solo perché i publisher vogliono che lo siano e che «scopriremo» se è davvero così.

Curiosamente, questo report della CMA arriva anche a pochi giorni di distanza da altre dichiarazioni che hanno fatto molto discutere, questa volta arrivate da CD Projekt.

Lo studio polacco aveva infatti commentato i costi di produzione sempre più elevati dei giochi di ruolo, avvertendo che si tratta di «un muro contro cui ci schianteremo presto». Difficile, di conseguenza, non adottare lo stesso ragionamento per l'industria tripla-A in generale.

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