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Pro
- Colori vibranti, neri perfetti e contrasto infinito con il pannello QD-OLED.
- 4K a 120Hz, VRR con G-Sync, Dolby Vision Gaming e sinergia perfetta con PS5.
- Processore XR e ottimizzazioni che migliorano la resa anche di giochi non nativi in 4K.
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Contro
- Solo due porte HDMI 2.1 a piena banda, una delle quali occupata dall’eARC.
- Input lag buono ma non da record, inferiore rispetto ad alcuni concorrenti.
- Prezzo da top di gamma ma con un design hardware penalizzante per il gaming multipiattaforma.
Il Verdetto di SpazioGames
Sony lancia sul mercato il suo nuovo TV OLED di punta, il BRAVIA 8 II, un prodotto che si rivolge direttamente a chi cerca un’esperienza visiva di altissimo livello per le console di nuova generazione e per il PC gaming. Sulla carta, la promessa è quella di unire la migliore tecnologia di pannello disponibile a un’intelligenza artificiale per l’elaborazione dell’immagine che mira alla perfezione assoluta.
L’importanza di un televisore come questo, per un videogiocatore, è cruciale: rappresenta l’ultimo anello della catena in un setup costato migliaia di euro, il componente che deve tradurre in immagini la potenza di calcolo di PS5, Xbox Series X e delle più recenti schede video. Ma è proprio qui che il BRAVIA 8 II mostra la sua natura paradossale: a una qualità d’immagine da primo della classe affianca un compromesso hardware che, per un gamer moderno, potrebbe essere un enorme semaforo rosso.
Sony BRAVIA 8 II per giocare
Partiamo subito da ciò che conta di più: come si comporta questo TV in mano al giocatore. Le specifiche supportate sono quelle che ci si aspetta da un top di gamma del 2025. Troviamo il supporto al 4K a 120Hz, fondamentale per sfruttare le modalità “performance” dei titoli più recenti su console, garantendo un gameplay fluido senza sacrificare la risoluzione.
A questo si aggiunge un solido supporto al Variable Refresh Rate (VRR), compatibile anche con G-Sync, che sincronizza dinamicamente il refresh rate del pannello con il framerate generato dalla console o dal PC. In parole povere: addio a difetti fastidiosi come il tearing e lo stuttering, per un’esperienza di gioco più pulita e omogenea.
Per i possessori di Xbox, è presente anche il supporto al Dolby Vision Gaming a 120Hz, una modalità HDR avanzata che ottimizza la luminosità e il colore scena per scena, offrendo un impatto visivo notevole nei titoli che la supportano. La reattività del pannello è molto buona: l’input lag si attesta sui 16.3 ms in modalità Gioco, un valore che rende l’esperienza immediata e piacevole per la stragrande maggioranza dei generi, dagli action in terza persona agli RPG. Tuttavia, non è un valore da record: i giocatori professionisti o chi compete ai massimi livelli in FPS e picchiaduro, dove ogni millisecondo conta, troveranno sul mercato pannelli più veloci, capaci di scendere sotto la soglia dei 10 ms.
La sinergia con PlayStation 5 è, come da tradizione per il marchio, un punto di forza. Le funzionalità esclusive “Perfect for PlayStation 5” non sono solo marketing. L’Auto HDR Tone Mapping, ad esempio, fa sì che la console riconosca il modello esatto del TV e configuri l’HDR in modo ottimale in automatico, senza costringere l’utente a calibrazioni manuali. È un vantaggio in termini di semplicità e accuratezza che rende il primo setup un’esperienza assolutamente indolore.
Il tallone d’Achille: connettività
Arriviamo ora al vero, grande, tallone d’Achille di questo televisore: la connettività. Il BRAVIA 8 II dispone di quattro porte HDMI, ma solo due supportano le specifiche complete HDMI 2.1 da 48 Gbps, necessarie per il 4K a 120Hz e il VRR. Come se non bastasse, una di queste due porte è anche quella designata come eARC, indispensabile per collegare una soundbar o un sistema audio esterno e godere di formati come il Dolby Atmos non compresso.
L’implicazione pratica per un gamer multipiattaforma è disastrosa. Immaginate il vostro setup: una PS5, un PC da gaming e una soundbar Dolby Atmos. Con questo TV, vi ritroverete con una sola porta a piena banda disponibile per due macchine da gioco. Sarete quindi costretti a collegare una delle due a una porta a banda limitata, rinunciando al 4K/120Hz, oppure a imbarcarvi nel frustrante rito di scambiare fisicamente i cavi a seconda del gioco che volete avviare. È un collo di bottiglia hardware inaccettabile per un prodotto di questa fascia di prezzo nel 2025, un difetto che lo pone in netto svantaggio rispetto a praticamente tutti i suoi diretti concorrenti.
La soluzione, poco elegante ma efficace, è comprare uno switch HDMI esterno... oppure un TV di un’altra marca.
La qualità dell’immagine: un alleato spettacolare
Se sulla connettività si è risparmiato, sulla qualità d’immagine Sony ha investito tutto. Il pannello QD-OLED è semplicemente spettacolare per i videogiochi. La sua capacità di generare colori puri senza un sub-pixel bianco si traduce in una grafica vibrante, con una saturazione che non sbiadisce nemmeno nei picchi di luminosità più intensi. Le luci al neon di una città cyberpunk, i tramonti infuocati di un open-world o i colori accesi di un platform prendono vita con un’intensità e una naturalezza sbalorditive.
Il contrasto infinito e i neri perfetti, tipici della tecnologia OLED, fanno la differenza nei generi dove l’atmosfera è tutto. Esplorare i corridoi bui di un survival horror o muoversi nell’ombra in un gioco stealth diventa un’esperienza incredibilmente immersiva, senza aloni di luce o neri che tendono al grigio, difetti tipici delle tecnologie a retroilluminazione.
Anche qui, il processore XR gioca un ruolo fondamentale al servizio del gameplay. La funzione XR Clear Image si rivela preziosa per migliorare la resa dei giochi che non girano in 4K nativo, come i titoli per Switch o i classici del passato, restituendo un’immagine più pulita e definita. Allo stesso tempo, la gestione del movimento XR OLED Motion garantisce una fluidità impeccabile nelle scene più concitate, riducendo il motion blur in giochi di guida o sparatutto senza introdurre l’input lag associato alle tecniche di interpolazione.
Funzionalità accessorie: audio e software
Anche se la maggior parte dei gamer utilizza un headset, la qualità audio integrata non va sottovalutata. Il sistema Acoustic Surface Audio+ di Sony è una spanna sopra la media: facendo vibrare l’intero schermo per produrre il suono, offre un audio posizionale sorprendentemente preciso, utile per percepire la direzione dei nemici anche senza cuffie.
Il sistema operativo Google TV è reattivo e completo, con accesso a tutte le app di streaming necessarie (Twitch, YouTube, etc.). Molto utile è il Game Menu, un’interfaccia a comparsa che permette di modificare al volo le impostazioni di gioco più importanti — come attivare o disattivare il VRR, ridurre il motion blur o persino aggiungere un mirino a schermo — senza dover navigare nei menu principali del televisore.
Verdetto finale: per quale giocatore è pensato?
Il Sony BRAVIA 8 II è un televisore dall’immagine strepitosa, capace di valorizzare la direzione artistica di qualsiasi videogioco con colori, contrasto e fluidità di altissimo livello. Tuttavia, è un prodotto che vive di un paradosso quasi inspiegabile.
Chi dovrebbe comprarlo? Questo TV è una scelta eccellente per un tipo di giocatore molto specifico: l’utente “monogamo”, fedele a una sola piattaforma (idealmente la PS5, per sfruttarne la sinergia), che privilegia la qualità visiva assoluta in esperienze single-player e non ha intenzione di espandere il proprio setup. Se il vostro unico scopo è godervi capolavori story-driven con la miglior immagine possibile, qui troverete pane per i vostri denti.
Chi dovrebbe starne alla larga? Al contrario, è una scelta fortemente sconsigliata per il giocatore multipiattaforma. Se il vostro setup include una PS5, una Xbox Series X e/o un PC da gaming, e magari una soundbar, il limite delle porte HDMI 2.1 non è un piccolo fastidio, ma un difetto di progettazione che vi costringerà a continui e frustranti compromessi. Lo stesso vale per i giocatori competitivi, che a parità di prezzo possono trovare pannelli con un input lag ancora più basso.
Sony ha creato un televisore con una qualità d’immagine da «pro», ma con una connettività da «casual». È un capolavoro visivo frenato da un collo di bottiglia hardware che, nel mercato gaming del 2025, appare anacronistico e difficile da perdonare. Un vero peccato: con due porte in più staremmo parlando, senza dubbio, di uno dei migliori TV da gaming mai realizzati.