Life is Strange 2, episodio 2 Recensione | In “Rules” riprendiamo fiato con Captain Spirit

È passato tanto tempo, forse troppo, dall’esordio di Life is Strange 2, l’atteso sequel dell’amatissima avventura che ha consacrato i Dontnod. La storia di Sean e Daniel ci aveva lasciato un’impressione positiva, con un primo episodio che metteva delle solide basi per il futuro.

Graficamente ed esteticamente rinnovato, con una maggior cura per le animazioni, ed un comparto registico e narrativo che ha ingranato la marcia, come si suol dire, rispetto alla serie precedente. Questo è, in breve, il sunto delle novità in termini artistici che ci hanno accolto in Life is Strange 2 nel corso del primo episodio. Si “gioca” anche un po’ di più, con delle soluzioni di gameplay che animano il ritmo. Nel secondo episodio, invece, si rallenta un po’ (a tratti anche troppo), perché come da tradizione la seconda puntata serve a tirare un po’ le fila, introdurre qualcosa di nuovo ed approfondire ciò che già conoscevamo.

Rules è, in fin dei conti, un pochino deludente viste le premesse dell’ottimo esordio. Ci aspettavamo più una corsa, o almeno lo sprint sostenuto di un’avventura in grado di catalizzare l’attenzione del giocatore per tutta la durata dell’episodio. Invece, l’eccessiva attenzione per l’approfondimento fa sì che la puntata non scorra sempre con facilità. Siamo quindi di fronte ad una narrazione fatta di alti e bassi, dove alla fine si esce soddisfatti, ma con la consapevolezza che, forse, tagliare una parte dell’episodio lo avrebbe reso più efficace.

Life is Strange 2_Episode 2 01

Le regole del branco

È passato qualche mese dall’inizio della fuga di Sean e Daniel. È pieno inverno, un periodo non esattamente felice per due ragazzi senza cibo, soldi, un piano preciso per mettersi al sicuro. Il piccolo branco composto da due lupi (bellissimo il prologo riassuntivo animato) si trova quindi ad affrontare l’ardua prova dell’inverno, che i due affrontano riuscendo a sfruttare una casa diroccata come rifugio temporaneo.

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Già in questa prima sequenza abbiamo una prova di come le scelte effettuate in passato non solo abbiano un peso, ma riescano a generare delle altre situazioni inedite. In generale, anche sbirciando il log finale, c’è una maggiore stratificazione in termini di possibilità narrative, più di quelle che ci aspettavamo se ricordate i dubbi in sede di recensione del precedente episodio. Il salvataggio di Funghetto, la piccola cagnolina che Sean e Daniel portano con sé dal primo capitolo, darà la possibilità al piccolo Daniel di affrontare un momento molto intenso dal punto di vista emotivo, oppure no. Insomma, fa piacere vedere che di Dontnod abbiano iniziato a sperimentare di più con la ragnatela degli eventi, e questo ci fa ben sperare per il futuro (in particolare per il finale).

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Ma non sono importanti solamente le azioni compiute, ma anche le cose dette. Daniel è infatti un comprimario vivo, che recepisce e reagisce alle cose che il suo adorato fratello maggiore dice e fa. In Rules ritorna, ad esempio, il tema della sincerità tra fratelli che, al pari della volontà di Daniel di sperimentare sempre di più col suo potere – un elemento che apre e chiude l’episodio – diventa qualcosa di sempre più complicato da gestire. Vestire i panni di Sean non è affatto semplice, perché da un lato l’epica supereroistica ci insegna che doni del genere devono essere usati per il bene comune, ma le proverbiali grandi responsabilità valgono ancora quando si è in fuga e ricercati per omicidio?

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Questo è il tema portante dell’episodio, che ritornerà nella chiusura che rappresenta un inaspettato macigno nel petto, ma che può essere anche completamente diverso a seconda delle scelte effettuate. Le regole, allo stesso modo, che danno il nome all’episodio, quelle che Sean e Daniel si danno, ma anche quelle che verranno affibbiate dai nonni materni, pedanti ma amorevoli nella necessità di proteggere i loro pericolosi nipoti in una piccola comunità cittadina dove tutti sanno tutto di tutti. Dicevamo che Life is Strange 2 rallenta in questo secondo episodio, perché proprio il soggiorno dai nonni ci daranno la possibilità di scoprire qualche dettaglio in più sulla madre di Sean e Daniel, qualcosa che probabilmente ritornerà in futuro e con cui i giovani dovranno avere a che fare prima o poi.

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Life is Strange 2 feat. Captain Spirit

Ci sono tanti momenti piacevoli in questo episodio, come l’incontro con Captain Spirit che si ricollega direttamente alle vicende della demo gratuita dello scorso anno. L’incontro con questo nuovo nucleo familiare, che presenta delle somiglianze fin troppo palesi con quello dei protagonisti, sarà al centro del momento più riflessivo, in cui Sean ed il padre di Chris si confronteranno. Il genitore troverà in Sean una sorta di rifugio, un giudice a cui affidare le proprie insicurezze come padre, mentre il ragazzo avrà modo di confrontarsi con sé stesso come fratello maggiore. Il legame con Captain Spirit va quindi ben oltre la citazione, è una parte importantissima della storia (attuale e probabilmente futura), così come prezioso è il legame che crea Chris, Sean e Daniel, la neonata Squadra Spirit che al motto di “l’unione fa la forza” si ritroveranno a legare molto velocemente.

Ma la vita è strana, e sul finale i nostri protagonisti si troveranno a rimettersi ancora in discussione, proprio quando il miraggio di uno spiraglio di calma era sempre meno una visione, e sempre più una realtà in cui sperare.

Bello, forse un po’ telefonato, ma ammirabile il parallelismo tra le ultimissime sequenze dell’episodio affiancate ad un momento tenero che Sean ha precedentemente con una ragazza. Una cantante di strada che, insieme ai suoi amici, chiacchiera amabilmente col nostro protagonista, accennando alla loro vita da vagabondi ed a treni (forse metaforici) da prendere. Il treno che rappresentava anche un momento molto importante in Life is Strange: Before the Storm.

Quell’avventura non era dei Dontnod, vero, ma il pensiero non può non volare a Chloe e Rachel. Le due ragazze volevano scappare, ma non ce l’hanno mai fatta. Chissà se Sean e Daniel troveranno il loro felice destino.

+ L'incontro con Captain Spirit
+ Il peso delle scelte ha effetti più interessanti
+ La costruzione verso il finale
- Ritmo troppo diluito, episodio troppo lungo
- Un paio di momenti un po' pilotati

7.5

Rules riprende fiato per approfondire alcuni personaggi, farcene incontrare di nuovi (tra cui Captain Spirit), ed in generale piazzare le fondamenta per il futuro della serie. L’approfondimento in questione porta da alcune sequenze non proprio brillanti in termini di ritmo, così come ad un paio di sequenze che, al contrario del rinnovato spessore del valore delle scelte effettuate dal giocatore, proseguono in un solo senso. Nonostante la troppa distanza tra un episodio e l’altro che influisce inevitabilmente sul grado di coinvolgimento, Life is Strange 2 continua ad essere un’avventura interessante per via del rapporto tra Sean e Daniel, un rinnovato spessore narrativo, così come la sensazione palese che, stavolta, il giocatore abbia più voce in capitolo che in passato. Per non parlare della regia dei Dontnod, che ormai ha la piena consapevolezza dei suoi mezzi, riuscendo a regalare delle sequenze che sono delle fotografie mozzafiato di questo road trip videoludico.