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Indiana Jones, 007 e gli altri film di cui vorremmo un videogioco

A tutti i game designer e studi di sviluppo: ecco le nostre incredibili idee per nuovi film da trasformare in videogiochi.

Se videogiocate da un po’ di anni vi ricorderete sicuramente il periodo in cui i film che venivano trasposti in videogiochi erano, spesso, poco più che porcherie. Sono ben lontani, però, quei tempi ed oggi possiamo gioire abbastanza tranquillamente riguardo gli annunci di videogiochi tratti da Indiana Jones e 007, tra gli altri.

Per chi fosse rimasto poco aggiornato riguardo gli inaspettati annunci degli ultimi tempi, e degli ultimi giorni, c’è stata una serie di rivelazioni niente male riguardo alcune importanti licenze cinematografiche.

La prima riguarda Project 007, videogioco tratto dalla saga cinematografica con l’agente segreto più famoso del mondo, sviluppata da IO Interactive, che di agenti se ne intende con la serie di Hitman. Lo studio lavorerà ad un progetto dedicato a James Bond, del quale ovviamente non sappiamo ancora nulla, se non l’annuncio fatto un paio di mesi fa.

 

A stretto giro invece, poco prima di scoprire che Hogwarts Legacy è rimandato al 2022 – sempre per rimanere in ambito di licenze cinematografiche – sono arrivate negli ultimi giorni una serie di novità poco prevedibili. La prima è il clamoroso ritorno di Lucasfilm Games. La nuova etichetta ha annunciato un videogioco dedicato ad Indiana Jones (con tanto di probabile ambientazione italiana) ad opera dei Machine Games dei nuovi Wolfenstein, per poi dichiarare di avere novità da annunciare per tutto l’anno in corso.

Infine, e chissà se ne seguiranno altri tra quando questo articolo sarà scritto e pubblicato, un nuovo titolo su Star Wars. Siamo ormai abituati a videogiochi sulla licenza di Guerre Stellari, ma in questo caso la situazione si fa più interessante. Il progetto sarà un open world, in collaborazione tra Lucasfilm Games ed Ubisoft, in quest’ultimo caso con l’impiego specifico di Massive Entertainment, autori dei due The Division. Particolarità nella particolarità: è il primo tripla A dedicato al franchise sviluppato al di fuori di Electronic Arts dal 2012, quando Lucasfilm fu acquistata da Disney.

 

Proviamo ad immaginare altri film che possono diventare videogiochi? Ma sì, facciamolo.

Finiti i tempi dei tie-in fatti unicamente per mantenere la licenza e provare a racimolare qualche solo dai fan più sfegatati, un videogioco tratto da un film oggi deve essere assolutamente un progetto solido, che sia un tripla A oppure più piccolo. Terremo in considerazione questo aspetto nella nostra breve selezione (mentre aspettiamo nei commenti le vostre idee e desideri), provando ad immaginare anche che tipo di videogioco possa essere.


Uno dei film che rappresentano il cyberpunk.

Matrix

Trama – esistono due realtà: una è l’esistenza che conduciamo ogni giorno, l’altra è nascosta. Neo vuole scoprire la verità su Matrix, mondo virtuale elaborato al computer creato per tenere sotto controllo le persone. Morpheus potrebbe aiutarlo.

Nel 1999 arriva un altro pezzo fondamentale della cinematografia cyberpunk, ovvero Matrix (in originale The Matrix) delle sorelle Wachowski. E sebbene dalla trama l’idea semplice è quella di fare un gioco di ruolo tipo Cyberpunk 2077, il franchise di Matrix ha bisogno di uno stylish action fatto come si deve.

Ve lo ricordate God Hand? Ecco, una cosa del genere, ma strutturato secondo lo scheletro degli ormai capisaldi Bayonetta o Devil May Cry V. La possibilità di imparare nuove combo, potenziare quelle ottenute, e variare il proprio stile tra la velocità di esecuzione in stile Trinity, la prestanza fisica come Morpheus, oppure un moveset bilanciato che possa ricordare Neo. Trama originale ovviamente, visto che il concept del film permette di poter giocare praticamente chiunque viaggi nella Matrice, che sia consapevole della propria condizione oppure no. Magari con un paio di finali multipli, per dare quei toni di grigio di vero cyberpunk che, purtroppo, a volte l’opera di CD Projekt Red non ha restituito.


Se il protagonista di Hotline Miami avesse un volto.

Die Hard – Trappola di Cristallo

Trama – un’organizzazione di terroristi tiene in ostaggio l’intera città di New York grazie al piano dello psicopatico Simon. L’unico modo per evitare una strage è obbedire alla sua voce, che propone crudeli indovinelli al telefono, la cui soluzione servirà ogni volta a evitare un’esplosione.

Oltre ad essere uno dei miglior film di Natale di sempre, il Die Hard originale del 1988 è tra le pellicole che da sempre definiscono quelli che sono i canoni dei film d’azione. Tra un Bruce Willis agli esordi ed il mai troppo compianto Alan Rickman, un bel videogioco su Die Hard rischia di essere clamoroso.

Per rispettare effettivamente la trama e le suggestioni del film, dovremmo avere un action game con fasi stealth, a metà tra la saga di Metal Gear Solid e Splinter Cell, con i vari piani del Nakatomi da percorrere per arrivare a prendere a calci il cattivo. Pensate ad Alien Isolation, con la necessità di seguire i movimenti dell’Alien per non dovervi incappare, ma sostituiti dalla necessità per il giocatore di doversi dividere tra il risolvere gli indovinelli di Simon, oppure ignorarli per non perdere tempo nell’abbattere gli sgherri del cattivo.


L'avventura definitiva.

La Storia Infinita

Trama – un ragazzino di New York viene risucchiato in un libro che lo porta in un regno di fantasia prossimo alla distruzione.

La Storia Infinita, il film che rappresenta forse più di tutti lo spirito avventuroso del cinema degli anni ’80, è esattamente il tipo di racconto che ci aspetteremo di vedere da una produzione videoludica indipendente. Un videogioco per ragazzi, un platform di quelli vecchia scuola con un retrogusto di Super Mario 64, Banjo-Kazooie e l’estetica ricercata di un titolo come Nights: Journey into Dreams per intenderci.

Un videogioco doppia A magari, da giocare in compagnia con la possibilità di dare il pad in mano al secondo giocatore. Creando un sistema per cui il primo gioca Atreyu, ed il secondo può interagire in qualche modo con il mondo di gioco proprio come stesse leggendo il libro de La Storia Infinita.


L'Among Us che vorremmo giocare per sempre.

Le Iene

Trama – a seguito di una rapina andata male, i membri di una banda iniziano a sospettare l’uno dell’altro perché sembra che qualcuno abbia parlato più del dovuto.

Il film più rappresentativo di Quentin Tarantino, che nel 1992 ha fatto conoscere al mondo il talento del cineasta, non è esattamente la cosa più semplice da portare in ambito videoludico. Ma se John Wick Hex ci ha insegnato qualcosa è che si possono tirare fuori grandi idee anche con poco. E che cos’è Le Iene, se non un Among Us in versione pulp?

C’è già la struttura per una piccola produzione da giocare in multigiocatore online oppure offline nel concept della pellicola. Uno dei giocatori è il traditore, ovvero quello che ha parlato, mentre gli altri devono scoprire chi è stato. Si può rendere il prodotto più giocabile fornendo possibilità di dialogo singolo, nel quale il traditore può mettere il bastone tra le ruote agli altri, e fornire opzioni di gameplay aggiuntive magari. Non lo state già aspettando?


A Way Out: il film.

Point Break

Trama – un investigatore dell’FBI si infiltra all’interno di un gruppo di surfisti per smascherare una banda di rapinatori di banche. Ben presto rimane affascinato dal loro stile di vita.

Siamo al secondo film con Keanu Reeves, vero, sarà una coincidenza con l’uscita di Cyberpunk 2077. Se guardate la trama di Point Break, film del 1991 dove il nostro Keanu fa coppia con un biondissimo Patrick Swayze, la prima cosa che vi viene in mente è probabilmente A Way Out. Senza fare spoiler per chi non avesse giocato l’avventura di Josef Fares ma… ci siamo capiti.

Visto l’interessante discorso messo in piedi dal film diretto da Kathryn Bigelow, in un videogioco di Point Break c’è bisogno anche di scelte multiple per riflettere il dualismo del gruppo di surfisti rapinatori. Quindi sì, un’avventura story driven, ma dove di tanto in tanto al giocatore che interpreta Johnny Utah vengono posti dei quesiti o delle scelte in grado di influenzare la sua bussola morale – un po’ in stile Catherine, che porta a finali multipli in base alle decisioni intraprese.

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