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I videogiochi di oggi sono troppo difficili? EA vuole darvi una mano

EA brevetta una tecnologia per valutare in modo approfondito la difficoltà dei suoi titoli

EA ha registrato un brevetto per una nuova tecnologia volta ad analizzare l’effettiva difficoltà di un videogioco durante la fase di test e ottimizzare il grado di sfida dei suoi prodotti.

Il publisher di Battlefield V è ormai un’istituzione nel settore videoludico e può vantare nel suo catalogo un gran numero di titoli che spaziano praticamente in ogni genere.

Ultimamente anche Sony ha depositato un nuovo brevetto: si tratta di un servizio indirizzato ad aiutare gli utenti nel superamento dei passaggi più ostici dei loro titoli preferiti (attraverso il supporto di un esperto in collegamento video).

Il concetto di difficoltà nei videogiochi è un tema sempre attuale: Returnal, il nuovo roguelike di Housemarque per PS5, ha saputo dare del filo da torcere all’utenza anche a causa di una feature che andrebbe a incidere ulteriormente sull’assenza di un sistema di salvataggio.

La nuova tecnologia firmata EA consente di valutare la difficoltà dei titoli in fase di test e sviluppo per poterla calibrare con particolare attenzione (via Game Rant).

I piani dell’azienda americana prevedono l’utilizzo di un’intelligenza artificiale per simulare le reazioni del videogiocatore: i risultati verranno in seguito analizzati per decidere se intervenire o meno sul livello di sfida.

Nel testo depositato si afferma che «tra i vari aspetti di un gioco, una difficoltà inconsistente potrebbe causare una perdita dell’interesse».

D’altra parte, dei picchi di sfida eccessivamente alti, causerebbero l’abbandono del titolo da parte di un «gran numero di giocatori».

Il brevetto suggerisce inoltre che il beta testing è molto spesso impreciso a causa di una «dimensione troppo piccola» del campione a cui fa riferimento, e andrebbe ad ignorare alcuni utenti in possesso di capacità decisamente superiori rispetto al giocatore medio.

Partendo da Dark Souls per fare tappa su Bloodborne e Sekiro Shadows Die Twice, i “giochi difficili” sono ormai una categoria a sé stante nel panorama videoludico moderno.

Per quanto riguarda Demon’s Souls, noto per essere tutt’altro che una passeggiata, c’è da fare un appunto controcorrente: un giocatore è riuscito a finirlo senza mai morire, portando a casa un risultato perfetto.

La saga di Dark Souls ha recentemente sconfinato fino a invadere le fredde terre di Assassin’s Creed Valhalla: un giocatore ha scoperto un interessante easter egg dedicato all’IP di From Software nascosto nell’avventura di Eivor.

Se siete fan del genere, vi suggeriamo di tenere d’occhio Project Galileo, soulslike di Jyamma Games, software house indipendente italiana con base a Milano.

Se non avete ancora provato Bloodborne, potete farlo adesso grazie al prezzo proposto da Amazon.