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Google ha pagato Activision, Nintendo, e altre per impedire la concorrenza

Google sembra abbia pagato molte aziende rivali per evitare che aprissero i loro app store, tra cui Activision, Nintendo e altre.

Google non ha avuto rivali nell’ambito degli app store perché, stando alle ultime informazioni, avrebbe pagato molte aziende per evitare che li aprissero.

Console come Nintendo Switch, che trovate sempre su Amazon, gioverebbero anche moltissimo dall’avere uno store di applicazioni dedicato.

In combinazione con il servizio Online, che migliorerà per altro nel corso del tempo, avere un app store dedicato sarebbe stata una grande svolta.

Ma Google, che di recente ha terminato il suo Stadia decretando anche la fine di alcune esclusive, ha impedito che potesse accadere.

Come riporta VGC, Google ha speso centinaia di milioni di dollari per impedire che altre società del settore potessero aprire degli app store rivali.

L’informazione arriva dalla causa che Epic Games sta intentando contro Google, per la vicenda di Fortnite, in cui sono riportate cifre di altri pagamenti rivolte a varie aziende (tramite Reuters).

Google avrebbe pagato Activision Blizzard circa $360 milioni in tre anni. Così come Riot Games, azienda di League of Legends, visto che sono stati versati a Tencent (azienda che ha quote in Riot) $30 milioni in un anno.

Nella causa vengono nominate anche Ubisoft e Nintendo in mezzo ad un elenco di 24 aziende, nel contesto delle accuse al gigante tecnologico di restrizioni antinconcorrenziali per quanto riguarda il mercato dei dispositivi mobile.

Secondo quanto riferito, gli accordi con gli sviluppatori includevano pagamenti per la pubblicazione su YouTube e crediti per annunci Google e servizi cloud. La Grande G ha affermato che questi accordi per mantenere gli sviluppatori soddisfatti riflettono una sana concorrenza.

Una situazione abbastanza importante da constatare. Il tutto nasce da Epic Games, la quale ha affermato che Google si è sentita minacciata dalla decisione di distribuire Fortnite per Android al di fuori del Play Store, una mossa che ha aggirato le commissioni del titolare della piattaforma con una nuova opzione di pagamento diretto e ha portato Google a rimuovere il gioco dalla sua piattaforma.

A proposito di Activision, di recente è emerso il vero motivo per cui Microsoft è stata sempre interessata all’azienda, ed è abbastanza prevedibile.

Per quanto riguarda Stadia, invece, fate attenzione ai vostri conti perché i rimborsi sono già partiti.