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Giudice rivela i dettagli delle terrificanti minacce subite dai dipendenti di Bungie

Il caso è finito in tribunale non a caso, quando degli individui sono perfino entrati in possesso degli indirizzi di casa dei dipendenti.

Vi avevamo parlato, nei giorni scorsi, della brutta vicenda che vede vittime alcuni membri di Bungie, team autore di Destiny 2 e che di recente è finito sui notiziari videoludici per il passaggio sotto l’egida di PlayStation.

Tuttavia, sappiamo che diversi membri della compagnia stanno subendo delle minacce e delle molestie (non legate all’acquisizione) che hanno superato il confine del web, dal momento che il caso è arrivato in tribunale perché i rei sono riusciti perfino a procurarsi i numeri di telefono e gli indirizzi di casa dei dipendenti a cui intendevano rendere la vita impossibile.

I dettagli ci arrivano da quanto emanato dal Giudice Fred Myers in Ontario, che ha deciso di costringere la compagnia Waterloo – proprietaria del servizio TextNow Inc., che permette di contattare telefonicamente le persone mantenendo l’anonimato – a diffondere i dati di alcuni suoi clienti, ossia coloro che stanno minacciando Bungie.

Destiny 2 è al momento il gioco più popoloso di Bungie

Come individuato dal giudice, il 2 giugno scorso un dipendente di Bungie aveva inviato un tweet con un video promozionale dedicato a Destiny 2, con protagonista il giocatore Uhmaayyze, definito un eroe della community del gioco. Il giocatore in questione è afro-americano e questo è bastato per scatenare l’odio nei confronti di Bungie.

Fin dal giorno del tweet, delle persone hanno cominciato a lavorare per appropriarsi dei dati sensibili dei dipendenti di Bungie e già il 14 giugno una persona anonima ha contattato i profili Twitter di Bungie per inviare delle minacce di morte, minacciando di uccidere i dipendenti.

«Poco più tardi», scrive il giudice «diversi dipendenti di Bungie hanno cominciato a ricevere messaggi vocali e messaggi di testo su numeri di telefono personali e non pubblici, dove veniva utilizzato di continuo l’insulto razzista che comincia per n».

Da questo punto in poi, anche se non sembrava nemmeno possibile, le parole del giudice dipingono una situazione ancora più terrificante, come riporta The Record:

«Quella notte una persona che si è fatta chiamare Brian ha lasciato un messaggio vocale sul numero personale del dipendente che aveva pubblicato quel video. Brian ha chiamato per nome quel dipendente e gli ha chiesto di includere in Destiny 2 una scena o un DLC dove fosse possibile uccidere ‘dei n-‘.

Pochi minuti dopo, ha chiamato e si è identificato come un membro di un social network dell’estrema destra noto per pubblicare materiali censurati dai media mainstream. Ha continuato a richiedere l’arrivo del DLC».

Il partner del dipendente, che a sua volta lavora per Bungie, ha ricevuto dei messaggi che richiedevano quello stesso DLC. Un messaggio vocale diceva anche «goditi la pizza».

A questo, ha fatto seguito quello che il giudice racconta:

«Più o meno nello stesso momento, una persona che utilizzava lo stesso numero di telefono del chiamante anonimo ha ordinato una pizza destinata all’indirizzo di casa del dipendente. Non sorprende che l’uso dell’indirizzo dell’abitazione li abbia impauriti. Hanno chiamato la Polizia locale e segnalato la cosa».

Un utente che ha fatto delle minacce online, conosciuto come @Inkcel e il cui nome si direbbe voler richiamare il fenomeno “incel”, è stato identificato come colui che aveva dichiarato di essersi «trasferito a trenta minuti» da dove abitava il dipendente di Bungie, di cui aveva postato online la carta d’identità.

I due dipendenti di Bungie si sono così rivolti al giudice per chiedere di identificare queste persone, spingendo TextNow a rivelare chi siano i chiamanti anonimi per poterli perseguire legalmente. La compagnia ha fatto sapere a The Record di avere grande considerazione per la privacy dei suoi utenti, «ma di tanto in tanto, riceviamo richieste di informazioni su base di legge. Assecondiamo quelle che sono valide e che sono necessarie secondo la legge».

Non possiamo che augurarci che il percorso legale dia i frutti sperati, perché non c’è bisogno di commenti extra alla notizia per rendersi conto di quanto terrificante e fuori di testa sia la situazione vissuta dai dipendenti di Bungie a causa di questi individui.