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Ghost of Tsushima, gli arrampicamenti del gioco giudicati da un’esperta

L'esperta rock climber Natalie Duran ha giudicato le meccaniche di arrampicamento di Ghost of Tsushima, dopo averle osservate attentamente.

Ghost of Tsushima è stato costantemente elogiato da fan ed addetti ai lavori per la sua incredibile resa visiva e per il modo in cui è stata rappresentata l’omonima isola.

Un grandissimo successo che ha dato una mano enorme al turismo della vera isola di Tsushima, al punto che il sindaco ha deciso di nominare gli sviluppatori del gioco ambasciatori del turismo.

Esplorare l’isola è infatti una delle attività più belle e divertenti del gioco, anche grazie a delle meccaniche di arrampicamento ben studiate, anche se molti fan si sono chiesti se fossero effettivamente realistiche o semplicemente spettacolarizzate.

Come riportato da TheGamer, l’esperta rock climber Natalie Duran ha deciso di rispondere a questa domanda, osservando attentamente le arrampicate su roccia compiute da Jin Sakai e dando la sua opinione sulle movenze compiute.

Le meccaniche di arrampicamento di Ghost of Tsushima sono state giudicate da un'esperta.

Ospite della serie YouTube «Experts React» del canale Gamology, Natalie Duran ha iniziando elogiando i passetti fatti con cautela sui ponti spezzati, evidenziando che bisogna effettivamente muoversi in quella maniera per assicurarsi che la struttura sia stabile.

Ha criticato però subito dopo l’utilizzo del mantello durante le fasi di arrampicata, in quanto sostiene che sia molto facile che rimanga incastrato praticamente ovunque, complicando notevolmente i movimenti.

Duran inoltre sconsiglia di arrampicarsi vicino all’oceano, in quanto le rocce possono diventare estremamente scivolose a causa dell’acqua salata: ovviamente questo non si verifica su Ghost of Tsushima, dove invece questa attività è molto più rilassante.

 

Non ha poi risparmiato critiche al rampino, sottolineando che bisogna prima raggiungere l’esatto luogo in cui è stato posizionato per poterlo estrarre e rilanciare da un’altra parte, a differenza dei movimenti estremamente rapidi del titolo di Sucker Punch.

Anche le skill parkour di Jin Sakai sono state fortemente oggetto di critiche, ma uno degli aspetti che ha elogiato degli arrampicamenti del gioco è che restituiscono le stesse sensazioni di trovarsi in posti inabitati da altri esseri umani.

Come era prevedibile è stato necessario sacrificare una buona dose di realismo in favore di un gameplay più divertente, ma è sicuramente interessante avere ricevuto un’analisi da un’esperta, che ha comunque apprezzato molto la resa del gioco.

Anche i fan hanno dimostrato di essersi divertiti ad esplorare l’isola di Tsushima, facendo diventare questo gioco uno degli open world più finiti su PS4.

Gli sviluppatori hanno lavorato duramente a Ghost of Tsushima, riuscendo a realizzare un gioco con caricamenti incredibilmente veloci su PS4: una feature che Sucker Punch aveva anche dato per scontato.

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