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Facebook vuole rendere meno solitario giocare in VR, ma il risultato vi leverà il sonno

Visto che la VR ha il problema di isolare i suoi giocatori dal mondo esterno, Facebook ha cercato un rimedio. Forse però era meglio di no.

Giocare in realtà virtuale ha sicuramente dei contro, oltre che dei pro legati al grande coinvolgimento che si prova. Tra questi contro, tralasciando il rischio di distruggere la propria stanza nel tentativo di agitare i controller, c’è il fatto che il gioco in VR sia molto isolante.

Il giocatore, infatti, diventa estraniato dal mondo esterno e, allo stesso modo, chi è con lui o lei nella stanza non ha modo di vedere come sta reagendo all’esperienza o di parlare in modo soddisfacente con lui, dal momento che parte del suo viso e soprattutto i suoi occhi sono nascosti dal caschetto.

Perché, allora, mentre si chiacchiera del prossimo PlayStation VR, non inventarsi qualcosa che permetta sia di usare un headset per la VR, sia di vedere gli occhi dell’utente mentre lo utilizza? Perché il risultato avrebbe dell’inquietante, probabilmente.

Ok, parliamone.

Come raccontato da The Verge, a provare a rispondere a questa domanda è stato il gigante Facebook che, con i suoi Facebook Reality Labs ha provato a immaginare un caschetto per la realtà virtuale che sia meno di isolamento per il suo utente.

Per farlo, questo dispositivo mette di fronte all’headset degli schermi dove vengono… proiettati i vostri occhi. E visto il risultato – sì, come potete immaginare è un’idea ancora sperimentale.

Alcuni dispositivi per la realtà virtuale, come Oculus Quest, montano già delle tecnologie Passthrough VR: praticamente consentono al dispositivo di usare delle videocamere per riprendere l’ambiente circostante e, se richiesto dall’utente, queste immagini vengono mostrate nell’headset.

In questo modo, l’utente o giocatore può vedere cosa ha intorno senza il bisogno di svestire il caschetto – una possibilità che rende più scorrevole l’esperienza tra gioco e non gioco. L’idea varata da Facebook in queste ore funziona esattamente al contrario.

Dal momento che il passthrough consente all’utente di vedere il mondo esterno, ma non al mondo esterno di vedere l’utente, l’idea è quella di fare in modo che i vostri occhi siano trasmessi dall’headset all’esterno, in modo che almeno digitalmente sia possibile avere un contatto visivo con voi.

Il risultato è quello di una sorta di paio di occhiali iper-tecnologico e buffo, che si disattiva quando si torna dentro un’esperienza VR e l’utente ha bisogno di immergersi completamente nel mondo virtuale.

Per spiegare l’idea su cui sta svolgendo delle ricerche, Facebook ha pubblicato alcuni video, che trovate nel corpo di questa notizia.

Come potete notare si tratta di un progetto molto rudimentale (basti pensare al fatto che il design sia basilare per usare un eufemismo e il cable management sia inesistente), che però potrebbe compiere ulteriori passi in futuro.

E, chissà, magari sembrare un po’ meno adatto al set di un horror ad alta tecnologia.

Se vi è venuta voglia di un po’ di VR e siete disposti a rinunciare alla proiezione dei vostri occhi sulla scocca frontale, date un’occhiata alle disponibilità di Oculus e annessi accessori su Amazon.