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Sì, Elden Ring sarà brutale quanto pensate – e forse un pochino di più

"Scusa, hai mica un dito nella borsa del tuo equipaggiamento? Credo sia mio" semicit

Quando Elden Ring si è mostrato per le prime volte da vicino, ha sicuramente colpito la sua atmosfera da dark fantasy che suonava un po’ meno opprimente rispetto a quelle delle precedenti opere di From Software firmate Hidetaka Miyazaki. Che fosse un modo di sottolineare un contesto di gioco meno cupo del previsto, verdeggiante e a tratti bucolico? Stando a quanto svelato nelle scorse ore, si direbbe di no.

Il titolo, in uscita quest’anno per il prossimo mese di febbraio, è stato infatti appena valutato dall’ESRB, l’ente americano corrispondente del nostro PEGI, che si occupa di giudicare i contenuti di un videogame per assegnare la fascia d’età ideale per la sua fruizione.

 

Ebbene, stando a questa valutazione il giocatore non solo potrà servirsi di armi di diverso genere, ma avrà anche una rappresentazione abbastanza netta della violenza, con anche alcune mutilazioni e la possibilità di tenere con sé come equipaggiamenti alcune parti amputate, come dita e lingue.

Traducendo la valutazione nella sua interezza, leggiamo:

«Si tratta di un gioco di ruolo action nel quale i giocatori vestono i panni di un personaggio che cerca di ritrovare un anello magico e diventare l’Elden Lord. Da una prospettiva in terza persona, i giocatori esplorano ambientazioni, collezionano oggetti e lottano contro vari nemici (come cavalieri e creature fantasiose) in combattimenti ravvicinati.

I giocatori utilizzano spade, lance, asce, frecce e magie contro i nemici; il combattimento è sottolineato da grida di dolore, schizzi di sangue ed effetti sonori per gli impatti; gli oggetti collezionabili includono dita mozzate e lingue mozzate; è rappresentato un personaggio boss che si amputa un braccio; ci sono delle braccia amputate che penzolano da un soffitto.

Nel corso del gioco, un mostro umanoide viene rappresentato parzialmente nudo, con delle cicatrici che gli coprono i seni e la zona pelvica. La parola ‘sh*t’ compare nei dialoghi».

Si direbbe, insomma, che il concetto di parti amputate sia molto presente all’interno di Elden Ring, quasi riecheggiando il fatto che anche il potere, nei frammenti dell’anello da recuperare, sia a suo modo diviso in più parti lungo le lande che esploreremo.

Ecco, a proposito.

Effettivamente, vale anche la pena ricordare che il tema era stato introdotto fin dai primissimi materiali del gioco, con degli screenshot che mostravano proprio le summenzionate braccia amputate.

Nelle scorse ore, proprio From Software si era espressa con orgoglio sulla sua prossima produzione, sottolineando come si aspetti che sia semplicemente il suo «miglior gioco di sempre». Una visione ampiamente condivisa anche dall’autore Hidetaka Miyazaki, che però… non giocherà Elden Ring.

In attesa dell’uscita, fissata su PC, PlayStation e Xbox per il prossimo 25 febbraio, le prime informazioni suggeriscono che il gioco potrebbe avere un peso generoso, ma non proibitivo. E per ingannare l’attesa stessa, o per renderla forse più insopportabile, vi raccomandiamo come sempre di dare una lettura al nostro articolo con le prime impressioni e tanto gameplay dopo aver provato con mano Elden Ring su PS5.

Se volete avvicinarvi ai titoli di casa From Software, avete già dato un’occhiata all’intrigante artbook ufficiale di Bloodborne?